L'Oro di Scampia
L'Oro di Scampia (L'Oro di Scampia) è un film di genere Drammatico di durata circa 100 minuti diretto da Marco Pontecorvo con protagonisti Giuseppe Fiorello, Anna Foglietta, Gianluca Di Gennaro, Ciro Petrone, Francesco Martino, Salvio Simeoli, Nunzia Schiano, Anna Ammirati, Gaetano Bruno, Salvatore Striano.
Prodotto da Roberto Sessa per Picomedia nel 2014 in Italia

Trama L'Oro di Scampia

Scampia è un sobborgo di Napoli dove vivono - stipati in palazzoni fatiscenti - 120mila abitanti, con uno dei tassi di disoccupazione più alti d'Italia. La camorra la fa da padrona, assoldando i ragazzi sin dalla più giovane età per farne vedette, corrieri della droga o sicari. Qui si trova la palestra che Enzo Capuano gestisce insieme al suo maestro Lupo. È un uomo ostinato, Enzo: fa l'infermiere, e per nessun motivo lascerebbe Scampia: anche se insegnare il judo ai ragazzi del quartiere gli attira l'ostilità della criminalità, a cui sottrae manovalanza. Enzo e Lupo si adorano, ma sono molto diversi: tanto il primo è impulsivo e irruento, quanto il secondo è riflessivo. Dal loro lavoro è nato un gruppo di giovani judoki, per lo più strappati alla strada, che ha il suo massimo risultato in Toni, il figlio primogenito di Enzo e Teresa. La famiglia Capuano vive alle Vele, costretta a precauzioni esasperanti: ogni sera rientrano a casa tutti insieme, per evitare incontri spiacevoli in quella terra di nessuno. Toni, in particolare, subisce provocazioni e angherie dalle giovani reclute della camorra, che rifiutano il modello positivo che rappresenta. Ma se Enzo è incrollabile nella sua certezza di dover svolgere una missione proprio lì dove è nato, offrendo ai ragazzi di strada una opportunità, Toni inizia invece a essere insofferente all'intransigenza del padre, e a convincersi che non vale la pena sacrificare tutta la vita per una missione della quale non è affatto convinto: se i suoi concittadini vogliono essere schiavi della camorra, perché rovinarsi la vita per far cambiare loro idea? Toni comincia così a pensare che sia giusto raccogliere anche i frutti del proprio lavoro e sperare in una vita diversa invece che pensare soltanto al prossimo. E in questa convinzione lo rafforzano di certo l'escalation di ostacoli che la camorra pone al lavoro suo e di suo padre, e l'indifferenza delle istituzioni. Intanto, però, intorno ad Enzo e Toni si è formato un gruppo eterogeneo ma molto coeso, formato - tra gli altri - da un ex delinquente, Sasà, da un'ex baby prostituta, Leda, salvata dalla strada dal poliziotto, e da Felice, un ragazzo ipovedente. Insieme a questa variopinta carovana della speranza, girando su un vecchio carro funebre comprato allo sfascio, Enzo porta i suoi ragazzi alle gare nazionali, e conduce Toni alla conquista del titolo italiano. Sembra il trionfo, ma la reazione della camorra - che nel quartiere ha il volto di Michele e del boss Vito - non si fa attendere: dalle minacce si passa a un'azione brutale, in cui viene ucciso Sasà. È il momento della paura, ed esplode il conflitto tra padre e figlio, un conflitto cresciuto nel tempo e che porta alla rottura: Toni accusa Enzo di essere responsabile, con la sua ostinazione, della morte dell'amico. Decide di andarsene da Scampia e di allenarsi al CONI, abbandonando così la palestra del padre proprio mentre si avvicinano i campionati europei. Campionati che vedono una nuova vittoria di Toni: tornato a casa per partecipare alla festa in suo onore organizzata nel quartiere, però, il ragazzo è subito costretto a fare i conti con la realtà. La camorra incendia infatti la palestra di Enzo, e nel rogo perde la vita Lupo. Il colpo, soprattutto per Enzo, è durissimo e Toni capisce che non può chiamarsi fuori da quella battaglia: chiede a suo padre di tornare ad allenarlo, in vista delle Olimpiadi. In mancanza della palestra, lui e i ragazzi di Enzo si allenano all'aperto, sotto il viadotto, in spiaggia, in pineta. È un'ostinazione che nasce dalla convinzione di Enzo che andarsene sarebbe come rubare le speranze a tutta la gente che li ha seguiti fino a quel momento. Ma quel lungo allenamento serve anche a Toni per capire che quella del padre non è solo un'ostinazione egoistica, ma la convinzione incrollabile che la rabbia e la frustrazione di vivere in un luogo come Scampia, abbandonati da tutti e senza obiettivi, si può trasformare invece in un potentissimo propellente. Una spinta con cui vincere e dominare la paura. È questo l'oro di Scampia: la voglia di cambiare anche contro l'evidenza. E Toni quell'oro olimpico lo vincerà.


Data di Uscita ITA: 10/02/2014 (Rai 1)
Genere: Drammatico
Nazione: Italia - 2014
Formato: Colore
Durata: 100 minuti
Produzione: Roberto Sessa per Picomedia

Curiosità sul film

Note Di regia

Quando Roberto Sessa, il produttore de L'oro di Scampia, mi ha raccontato il progetto sono rimasto subito affascinato dalla storia, dal fatto che parlasse del Judo, sport che praticavo durante l'infanzia a livello agonistico, e dalla presenza di Beppe Fiorello che aveva proposto e sponsorizzato il progetto sin dalla sua genesi. Leggendo la sceneggiatura del film mi sembrava di ritrovare i temi e le emozioni che mi avevano spinto ad esordire alla regia con PA-RA-DA, la mia opera prima per il cinema. Certo l'ambientazione era molto diversa: si parla di judo, non un semplice sport ma un'arte marziale con una sua filosofia, all'interno di uno dei quartieri più caldi di Napoli, mentre lì raccontavo dei ragazzi che popolano i canali sotterranei della città di Bucarest e del loro rapporto di amicizia (che passa attraverso la magia del circo) con un clown. Ma le analogie ci sono: c'è una gioventù in grande difficoltà e, sia nell'una che nell'altra storia, un "pazzo" che vota la sua vita a cercare di migliorare quella di questi ragazzi.

Discussione