Arrow 2x19 - The Man Under the Hood
Arrow 2x19 - The Man Under the Hood

Recensione Arrow 2×19 – The Man Under the Hood


'The Man Under the Hood' è un episodio che mette moltissima carne al fuoco, per poi mostrarsi incapace di gestirla. Le molte scene d'azione, così come gli intrecci tra i personaggi, sono aridi, quasi meccanici. Privi cioè di quella scintilla capace di irretire il pubblico e ipnotizzarlo.
Voto: 6/10

Dove eravamo rimasti: Deathstroke

In Deathstroke avevamo assistito al lento ma inesorabile evolversi del piano di Slade Wilson per rovinare la vita al prode Oliver Queen, meglio conosciuto come Arrow. L'episodio 18 – senza dubbio uno dei migliori di questa stagione – aveva messo in scena il concetto secondo cui non solo la vendetta è un piatto che va servito bene, ma anche che c'è la possibilità che il modo migliore per digerire il rancore è quello che non prevede uso e spreco di sangue. La vendetta di Slade Wilson, infatti, è di quelle eleganti, concettuali e, presumibilmente, più pericolose. In Deathstroke, infatti, avevamo visto il personaggio interpretato da Manu Bennett muovere i fili per far sì che Oliver Queen si trovasse di colpo solo a combattere una guerra. Da una parte l'uomo aveva svelato a Thea (dopo averla rapita) che il suo vero padre è Malcom Merlyn, dall'altra aveva confidato a Laurel che Oliver Queen e il vigilante erano la stessa persona. Come se non bastasse, il (finto) rapimento di Thea aveva permesso a Slade di allontanare da Oliver anche altri due personaggi chiave: prima il detective Lance che, su suggerimento di Arrow, arresta Slade senza prove per poi venire incarcerato per intralcio alla giustizia; poi Roy, stanco di dover subire i continui cambi di umore di Oliver e preoccupato per la salvezza di Thea, aveva deciso di abbandonare il Team Arrow. Come se non bastasse Oliver perde anche la sua compagnia, che ora è in mano ad Isabel, che abbiamo scoperto essere una complice di Slade Wilson a causa di un torto che Robert Queen le ha fatto in passato.

Cosa vedremo: The Man Under the Hood

The Man under the Hood è un episodio strano; questo perchè sebbene ci sia l'azione e sebbene non manchi nemmeno l'accento alle problematiche dei personaggi e ai loro intrecci, non riesce mai a riempire lo spettatore, ad insinuarsi nelle sue emozioni. Da una parte c'è Laurel che, dopo la spifferata di Slade, comincia a fare due più due, capendo che forse Oliver non è l'unico a nascondere una doppia identità. Dall'altra c'è anche un collegamento alla prossima serie tv flash, grazie ai personaggi di Caitlin e Cisco, una coppia di pseudo-scienziati che fallisce laddove doveva operare: proteggere una strana macchina capace di sintetizzare il sangue. Una macchina che Slade Wilson ruba per permettere alla sua idea di creare un esercito con il mirakuru di concretizzarsi. Oliver – che sarà pure un eroe, ma quanto a capacità deduttive ha molto da imparare – suggerisce che forse è una cosa positiva il fatto che Slade voglia usare il proprio sangue. Questo, infatti, lo renderebbe più debole e, dunque, vulnerabile. Quello che Oliver non ricorda è che a Starling City c'è qualcun altro che ha nelle proprie vene il Mirakuru: qualcuno che sembra essere sparito dopo essere uscito, sbattendo la porta, dall'Arrow Team. Infatti poco dopo vedremo Roy "crocifisso" alla macchina, pronto a diventare una sorta di cavia per l'esperimento di Slade. Esperimento che sembra fallire quando i buoni fanno irruzione, salvando Roy e uccidendo Isabel, che nel frattempo abbiamo scoperto essere una delle tante ex-conquiste di Robert Queen. La speranza è che il motivo per cui Isabel ha iniziato la vendetta non sia un semplice cuore spezzato. Perchè, infatti, il percorso di Isabel non si ferma con la sua morte. Slade, quasi senza rifletterci su, dona il proprio sangue a Isabel che, alla carezza del suo "creatore" riapre gli occhi. Noi vediamo la mano di Slade tremare, simbolo di una fragilità che lo spaventa, ma che, allo stesso tempo, non l'ha fermato dal ridare vita alla sua complice. Il suo lato malvagio e mostruoso sparisce dietro questa semplice inquadratura, portando, ancora una volta, Slade Wilson sul podio dei personaggi migliori del telefilm. Molto più del redento Oliver che, a dirla tutta, comincia a stancare.

La cura

Dove, però, The Man under the Hood mostra i propri punti deboli è negli inserti sull'isola, dove vediamo Ivo pagare il prezzo di una morte veloce (piuttosto che una lenta agonia) con una rivelazione che dovrebbe essere scioccante. Esiste una cura per il mirakuru. Ora, se da una parte possiamo cominciare a riflettere su tutte le implicazioni che questa scoperta riversa in noi spettatori, non possiamo fare a meno di storcere il naso per quel che concerne i personaggi. Oliver e Sarah sanno – da almeno cinque anni! – che esiste una cura per il male che ha portato via l'anima a Slade e che rischia di fare lo stesso con Roy. Quindi perchè parlarne solo adesso? Perchè aspettare che la situazione degeneri tanto prima di recuperare questo importantissimo pezzo del puzzle? E' come se gli sceneggiatori si fossero dimenticati la coerenza lungo la strada dell'azione, facendo si che l'intero quadro costruito nel corso di questa seconda stagioni si mostri soprattutto per un gigantesco Cosa? E' vero che non abbiamo ancora molti dettagli su questa cura, ma il semplice fatto di averla nominata solo nella 19° puntata mostra un'incapacità nel gestire le informazioni. Ad ogni modo questa rivelazione (fastidiosa) apre altri interrogativi. Il fatto che esista una cura modificherà il destino di Slade? Gli permetterà di salvarsi da una morte che, fino a ieri, sembrava inevitabile? Perchè c'è da dire che Slade Wilson è un personaggio estremamente amato in Arrow e ucciderlo – sebbene possa apparire giusto e/o necessario – potrebbe anche avere dei lati negativi. Perchè allora non curarlo, lasciandogli tutta la vita per redimersi dei suoi errori?

Cosa ci è piaciuto:

• Quentin Lance. Sembravamo quasi essercelo dimenticato, ma il nostro detective preferito sa come ricatturare velocemente l'attenzione.
• Il collegamento-ponte che è stato fatto con Flash/Barry.
• Thea. Sarà ingenua e un po' lagnosa, ma quando si arrabbia sa come mantenere il punto.

Cosa non ci è piaciuto:

• Oliver e Sarah sanno, dai tempi dell'isola, che esiste un antidoto o comunque una cura per il Mirakuru e se ne sono ricordati solo adesso? Seriously?
• Laurel. Che bisogno abbiamo ancora di lei?
• Sarah sta seguendo inesorabilmente le orme della sorella.

Valutazione di Erika Pomella: 6 su 10
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