Nightcrawler

Lo sciacallo - Nightcrawler (2014)

Nightcrawler

Lo sciacallo - Nightcrawler (Nightcrawler) è un film di genere Crimine e Drammatico di durata circa 117 minuti diretto da Dan Gilroy con protagonisti Jake Gyllenhaal, Bill Paxton, Rene Russo, Ann Cusack, Kevin Rahm, Eric Lange.
Prodotto da Bold Films nel 2014 esce in Italia Giovedì 13 Novembre 2014 distribuito da Notorious Pictures.

TRAMA

Lou  non riesce a trovare lavoro. Un giorno assiste per caso a un incidente stradale e ha un'illuminazione: si procura una videocamera e da quel momento passa le notti correndo sui luoghi delle emergenze, per riprendere le scene più cruente e vendere il materiale ai network televisivi. La sua scalata al successo lo rende sempre più spietato finché, pur di mettere a segno uno scoop sensazionale, arriva a interferire pericolosamente con l'arresto di due assassini…

Data di Uscita ITA: Giovedì 13 Novembre 2014
Data di Uscita USA: Venerdì 31 Ottobre 2014
Genere: Crimine, Drammatico
Formato: Colore
Durata: 117 minuti
Produzione: Bold Films
Distribuzione: Notorious Pictures
Budget: 8.500.000 dollari (stimato)
Box Office: USA: 31.092.000 dollari | Italia: 636.167 euro -> Storico incassi
In HomeVideo: in DVD da Giovedì 16 Aprile 2015 [scopri DVD e Blu-ray]

Recensioni redazione

Lo sciacallo - Nightcrawler[Roma 2014] Lo sciacallo - Nightcrawler, la recensione

7/10
Giorgia Tropiano
Lo sciacallo - Nightcrawler è un film spietato e crudele ma estremamente efficace, con una tensione che cresce nel finale e uno strepitoso e al tempo stesso spaventoso Jake Gyllenhall.

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Immagini

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Foto e Immagini Lo sciacallo - Nightcrawler
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Curiosita'

LO SCIACALLO
Tutte le notti, mentre la città dorme, bande eterogenee di persone alla guida di macchine veloci, muniti di videocamere costose e di rumorose radio della polizia, si aggirano per i vasti meandri di Los Angeles in cerca di una storia. Questi giornalisti freelance, conosciuti come gli sciacalli, vanno a caccia di incidenti, incendi, omicidi e altri disastri nella speranza di vendere le riprese alle TV locali. Schizzando da una zona del crimine all'altra, sono mossi dalla semplice equazione che converte crimini e vittime in dollari e centesimi.

"So che la cultura del lavoro dei giorni nostri non garantisce più l'affidabilità del posto di lavoro che poteva essere promessa alle generazioni precedenti. Ciò che credo, signore, è che le cose belle succedono a coloro che lavorano come dei pazzi, e che le brave persone come lei, che raggiungono la vetta della montagna, non ci sono capitate per caso. Il mio motto è: se vuoi vincere la lotteria, gudagnati i soldi per il biglietto"- Louis Bloom, Lo sciacallo

NOTE DI PRODUZIONE

Per il regista e sceneggiatore Dan Gilroy la sottocultura notturna del cacciatore reietto di notizie è il mondo perfetto in cui gettare il protagonista Lou Bloom. Incarnazione di una giovane generazione alienata, Lou ha di fronte a se un futuro in cui gli stage ed il salario minimo hanno rimpiazzato la promessa di un lavoro a tempo pieno e di una carriera. "Cosa sono l'assunzione e le possibilità di fare carriera per la generazione di Lou quando le opportunità sono svanite a causa della globalizzazione del salario minimo?" si chiede Gilroy. "Questo è l'ambiente in cui è nato il personaggio di Lou. Vive in un mondo di crescente disparità economica. Porte chiuse. Praticantati che creano servitori per necessità. Questa è la realtà del lavoro per Lou e altre milioni di persone".

Approfittando dell'opportunità di fare un'istantanea di questa sottocultura losangelina, Gilroy ha iniziato il lavoro con diversi aspetti chiave dei personaggi. "Lou è una persona che non cambia e piuttosto manipola il mondo intorno a sé", dice il regista. "L'ho visto come un'opportunità di creare un personaggio che fa da specchio alla società"

L'ascesa di Lou nel mondo del giornalismo televisivo è una classica storia di successo all'americana – con una svolta dark. "Inizia cercando lavoro e finisce per essere il proprietario di un business in espansione. È un happy ending per il nostro eroe ma una conclusione da incubo per la società". Gilroy afferma che ha voluto "instillare la terribile consapevolezza che il vero orrore non è Lou, è il mondo che lo ha creato e che lo premia".

La parte difficile per Gilroy è stata mantenere una connessione tra Lou ed il pubblico, mettendo in evidenza continuamente l'umanità del personaggio. "La bibbia di Lou sono le linee guida delle multinazionali scaricate da internet, in cui crede profondamente", spiega Gilroy. "Lou è sempre ricettivo, impara e assorbe le cose come una spugna. Queste sono qualità umane con cui ci si può identificare, così come la sua impresa di arrampicamento. Crea empatia per la sua causa dato che è in cerca di un lavoro e di una relazione. Queste qualità, combinate con la sua solitudine, rendono Lou umano".

Colpito dalla forza della sceneggiatura di Gilroy, Jake Gyllenhaal si è

imbarcato nel progetto sia come attore che come produttore di Lo sciacallo. Durante il loro primo incontro, Gilroy e Gyllenhaal hanno convenuto di tenere un approccio collaborativo al materiale. "Ho sempre voluto dare a Jake l'opportunità di fare un'intensa esplorazione", dice Gilroy. "È un talento talmente straordinario che non volevo soffocare o restringere il suo istinto creativo".

Una volta arruolato Gyllenhaal nel ruolo principale di Lo sciacallo, la direttrice del casting Mindy Marin ha assemblato il resto del cast, con sostanziali suggerimenti di Gilroy e Gyllenhaal.
"Jake ha voluto molto essere coinvolto nel casting", spiega Gilroy, "e io volevo molto che lui fosse coinvolto".

NINA, LO SQUALO DELLA NOTIZIA

L'ascesa di Lou nel mondo dello sciacallaggio è aiutata da Nina, interpretata da Rene Russo, meglio nota per le sue coinvolgenti performance in Il caso Thomas Crown e Get Shorty. "Nina è da trent'anni una veterana in quel sanguinoso sport che è il giornalismo televisivo", dice Gilroy. "È una bellezza cinquantenne logorata e troppo imbellettata che ha cominciato davanti alla telecamera ed ora, solo con la sua tenacia, è diventata la direttrice della rete".
Gilroy stabilisce una similitudine chiave tra il personaggio di Rene Russo e Lou. "Entrambi sono pienamente sviluppati, dice. "Non c'è sviluppo in Nina se non per il fatto che il suo lavoro è più sicuro alla fine del film che non al principio. Le regole giornalistiche che Nina infrange con Lou diventano più estreme, ma non ha fatto che infrangere regole per anni. Alla fine del film, come Lou, viene premiata per le sue scelte".
Gilroy ha scritto la parte per Russo, sua moglie, "perché sapevo che ce l'aveva dentro di sè", dice. "Rene ha la straordinaria capacità di mostrare durezza esteriore e sensibilità interiore, che era cruciale per il personaggio".

Nell'ambiente del giornalismo televisivo in cui l'apparenza spesso è più importante della sostanza, la Nina della Russo doveva comunicare l'aspetto di una donna che ha cominciato davanti ad una telecamera ed ora si aggrappa alla sua posizione con le unghie. La costumista Amy Westcott ha concettualizzato un guardaroba che riporta allo splendore di Nina 20 anni

prima, quando era una personalità della televisione.
"Ci siamo molto rifatti a quello che avrebbe dovuto essere il suo momento migliore", spiega Wescott, "Le donne nella sua posizione spesso si scelgono un look e lo mantengono. Il suo look è femminile con una punta di potenza dato che sta ancora cercando di scalare le gerarchie nella difficoltosa redazione. Abbiamo dato anche un accenno sexy al suo guardaroba, che è assai diffuso tra le giornaliste televisive di Los Angeles.

Sotto la facciata di glamour, Nina lotta per tenere il passo con un mondo connesso su internet in cui gli smartphone forniscono informazione ed intrattenimento 24 ore su 24. Nina è entrata a far parte di una razza in via d'estinzione sul punto di diventare un dinosauro dei vecchi media. Per essere competitiva, forza i limiti etici fino al punto di rottura  e spinge Lou a portarle video rivoltanti. La disperazione di Nina emerge dalla sua descrizione della stazione televisiva: "Pensa al nostro programma come ad una donna urlante che corre per strada con la gola tagliata".

LA SPALLA

Gyllenhaal si è appassionato alla ricerca della persona giusta per il ruolo della sua spalla street-smart Rick. "Abbiamo fatto i provini per il ruolo di Rick probabilmente a 60 o 70 persone e abbiamo fatto provare Jake con molti di questi attori", racconta Gilroy. Ma dal momento in cui ha visto la registrazione del provino di Riz Ahmed, Gilroy è stato convinto che l'attore inglese di origini pakistane sarebbe stato in grado di dare una performance a 360 gradi dell'uomo rimasto senza casa alla disperata ricerca di un lavoro. "Riz ha stupito tutti con il suo primo provino e poi ci ha lasciati stupefatti la secondo volta che l'abbiamo fatto provare. Jake era lì a leggere con Riz numerose battute prima che lo scritturassimo".

Per fare ricerca sul suo personaggio, Ahmed ha passato del tempo con dei giovani senza casa a Los Angeles. "Rick ha avuto una vita dura e ha dovuto confrontarsi con problemi legati all'abbandono", dice Ahmed. "Si aggrappa a Lou perché lo vede come un protettore ed un mentore".
"Rick è fondamentalmente una persona buona, ma è caduto così in basso che le sue scelte vanno contro i suoi istinti migliori", spiega Gilroy. "Come gli

altri personaggi del film, Rick si muove in un mondo di assassini ridotti a transazioni. I confini vengono varcati e bisogna pagarne il prezzo".

LA TV LOCALE

Lou snocciola dati sul potere della tv di informazione locale e sulla sua bramosia di storie di crimini terrificanti. A sentire Gilroy questi fatti sono veri. "Nonostante la diminuzione dei tassi di criminalità, la televisione locale crea e perpetua il mito della criminalità urbana che minaccia i sobborghi. Le storie della televisione locale sono affascinate dai moniti. I crimini vengono falsamente ricollegati a degli schemi, dando l'idea di una serie crescente e pericolosa di minacce. Le notizie vengono confezionate in un prodotto che serve a vendere pubblicità".

Lou porta le sue idee sul palinsesto ad un nuovo livello quando si getta nella sua nuova carriera. Come con ogni altra cosa della sua vita, Lou si approccia al lavoro dopo molta ricerca e preparazione. Le tracce dei discorsi di Lou sono ravvivate da fatti, consigli di auto-aiuto e sul business che ha raggranellato su internet. "È una strana combinazione di società primitiva e moderna mischiati insieme in questo essere umano", dice Gyllenhaal. "Fa ricerche di ore ed ore su internet con lo scopo di scoprire cose sul mondo come di scegliere le parole da usare. Lou prende le informazioni che trova come se fossero scritte sulla pietra. Comunica sempre la sua idea, e tutto ciò che dice ha un aspetto di verità". O come lo descrive Gilroy, "Tutto ciò che Lou dice è un'emulazione di un apprendimento meccanico o di un comportamento percepito, tutto scaricato e perfezionato per aiutarlo nella caccia necessaria a sopravvivere e arricchirsi".

La costumista Amy Wescott ha sottolineato la personalità predatoria di Lou selezionando dei vestiti che riflettono la sua mentalità da cacciatore-accumulatore. "L'aspetto importante di Lou è che raccoglie informazioni e tira

fuori cose da diverse persone basandosi sul modo in cui lui vede le cose. Ha questa sorta di mentalità animale, così nello sviluppo di Lou si è trattato di trovare un oggetto o un colore luccicante, qualcosa che avrebbe potuto simboleggiare il personaggio stesso".
Gyllenhaal paragona Lou ad un coyote. "È in costante ricerca e fruga

sperando di trovare UNA qualsiasi cosa", dice l'attore. "È sempre affamato e pronto a distruggere qualunque cosa gli ostacoli il cammino. Riuscirà nella sua impresa a qualsiasi costo".

IL BRIVIDO DELLA CACCIA

La caccia frenetica al materiale violento per le notizie dà forza alle sequenze d'azione piene di ritmo di Lo sciacallo. Gilroy dà il merito al regista della seconda unità Mike Smith  per aver dato vita a quelle scene con una squadra di prima classe di guidatori stuntmen. "Si può pianificare qualcosa quanto si vuole", dice Gilroy. "Quando hai tre macchine che vanno a 90 miglia all'ora in Ventura Boulevard a Los Angeles e stai per farle schiantare, potresti pensare di sapere dove atterreranno ma in realtà non è così. È stato incredibile vedere Mike pianificare tutto perfettamente e far andare le scene di inseguimento proprio come volevamo. Parte dell'azione è stata inaspettata, ma in un senso molto positivo".

Gilroy si è affidato allo scenografo Kevin Kavanaugh per trovare location adatte agli inseguimenti che sarebbero state visivamente adatte alle tre del mattino. "Abbiamo fatto molte ricerche iniziali di notte per calibrare le luci stradali, le luci d'ambiente e la natura del suolo", spiega Kavanaugh. "Poi abbiamo chiuso le strade per il nostro grande inseguimento con relativo incidente. Sono i momenti divertenti che non vedi l'ora che arrivino".

Gilroy ed il suo team hanno girato Lo sciacallo nelle strade di Los Angeles principalmente tra mezzanotte e le sei del mattino. Gli orari si sono dimostrati faticosi sia per il cast che per la troupe ma Gyllenhaal è stato

ispirato dal lavoro notturno. "Credo che girare di notte abbia aiutato a tirare fuori il subconscio", afferma Gyllenhaal. "Ho cominciato a pensare di meno e a lasciare che le mie emozioni prendessero il sopravvento. Credo davvero nell'idea che tutte le sensazioni che hai e tutto ciò che accade durante la produzione finisca per essere profondamente incorporato in ogni inquadratura che vedi sullo schermo".

LA BANDA DI FRATELLI GILROY

Lo sciacallo segna il debutto di Gilroy nel ruolo di regista, dopo aver visto altri registi portare le sue precedenti sei sceneggiature sullo schermo. "Da sceneggiatore sul set, ho osservato molto il lavoro degli altri registi", racconta Gilroy. "Arrivi a un punto in cui ti senti pronto a provare tu stesso".

Per produrre Lo sciacallo, Gilroy ha reclutato suo fratello Tony Gilroy, i cui lavori come sceneggiatore e regista includono il film nominato agli Oscar Michael Clayton. "È stato vantaggioso avere mio fratello Tony come produttore", dice Gilroy. "L'esperienza di Tony e la sua posizione gli hanno concesso di aiutarci in molti aspetti cruciali e basilari di ciò che facevamo, o ci era concesso di fare".
Tony Gilroy è coproduttore insieme alla sua produttrice di lunga data Jennifer Fox (Michael Clayton, Bourne Legacy). "Jen è stata inestimabile nel portare tutto ciò sullo schermo", dice Dan. "Infatti è stata una delle prime persone ad incoraggiarmi a fare il regista. Jen ha guidato la sceneggiatura attraverso il casting, la pre-produzione, ed è stata sul set tutte le notti a darci input creativi ed assicurarsi che avessimo tutto ciò che ci serviva. Il suo lavoro è stato reso molto più difficile dal nostro budget e dal nostro programma di riprese molto serrato. Ciò che ha gestito e ottenuto è straordinario".

Il regista indica suo fratello, il montatore John Gilroy, ed il direttore della fotografia Robert Elswit come collaboratori chiave. "Sono stato incredibilmente fortunato ad essere in grado di lavorare con loro, Robert durante la produzione e John nella post", dice il regista.

Dan e John sono fratelli gemelli che collaborano molto strettamente. "C'eravamo solo John ed io in sala montaggio", dice Gilroy. "John ha un ottimo occhio per il materiale, che controlla benissimo. Gli passavo una sequenza complessa e ciò che ne faceva costituiva di solito la base per ciò che è nel film".

Un aiuto per la fase iniziale è venuto anche dal produttore David Lancaster, che si è interessato alla sceneggiatura di Gilroy e ha fatto da portavoce per il progetto presso la Bold Films. "Dan aveva un punto di vista molto forte e ponderato sul film, che ha portato al fatto che lo girasse lui", spiega Lancaster. "Era molto preciso sul tono del lavoro, che è molto importante per un film come questo".

UNA VISIONE DIVERSA DI LOS ANGELES

La città di Los Angeles ha un ruolo centrale in Lo sciacallo. Gilroy, che vive a Los Angeles da 20 anni, voleva opporsi all'immagine stereotipata della città come deserto di autostrade. "Los Angeles ha un potere e un'energia primitive", dice Gilroy. "In mezzo agli oceani, le montagne, i venti di Santa Ana, i terremoti e gli incendi, ha un elemento primitivo, uno spirito indomito, specialmente la notte. L.A. Ha una bellezza intensa quando sali su una collina e vedi per venti miglia attraverso una luminosa notte nel deserto". Pochi film si sono serviti della città così estesamente, con la storia ambientata in oltre 75 location a L.A.

Il direttore della fotografia Elswit ha usato grandangoli ed una gamma di colori vividi per rendere la visione di Los Angeles di Gilroy come un'isola nella natura selvaggia in cui l'uomo è un outsider. "Niente di tutto ciò sarebbe stato possibile senza Robert Elswit", dice Gilroy. "Ha contribuito moltissimo dal punto di vista produttivo. Il suo occhio, la sua sensibilità ed energia costante – Robert era sempre presente creativamente".

Lo scenografo Kevin Kavanaugh (The Dark Knight) ha trovato delle location a Echo Park, Angelino Heights e Downtown L.A che rendono il genere di atmosfera selvaggia in un modo che raramente si trova nei ritratti

cinematografici della città. "Volevo mostrare L.A in modo che si vedessero colline a perdita d'occhio e natura lussureggiante", dice Kavanaugh. "C'è tanta vegetazione, vecchie case e colline a Los Angeles – parti della città molto interessanti che non si vedono spesso".

Gilroy nota che "Kevin ha trovato molte location straordinarie che non avevo mai visto prima ma che erano perfette per le scene". "Abbiamo lavorato a stretto contatto e Kevin non ha mai fatto un passo falso nel trovare location o organizzare i set. Ha davvero compreso il materiale e l'ha fatto suo creativamente".
Kavanaugh ha realizzato uno schema di colori dettato dalla storia che si

evolve attenendosi alla progressione della carriera di Lou. "Quando introduciamo Lou sta guidando una Toyota Tercel blu e restiamo su questo colore utilizzando dei toni di blu nel suo appartamento", dice Kavanaugh. "Tutto è low tech come se il suo equipaggiamento fosse vecchio di 10 anni. Ma poi vediamo Lou con la Challenger rossa e diventa un film completamente diverso. Quando fa quel primo gruzzolo e acquisisce sicurezza, tutto accelera ed il film diventa da quel momento un'avventura completamente nuova".

UNA QUESTIONE DI ETICA

Lo sciacallo ritrae Lou come parte di un sistema di offerta e domanda in cui le televisioni locali esagerano i reportage sui crimini per aumentare gli ascolti. "È l'idea di vendere paura per tenere alti i tassi di pubblicità", spiega Gilroy. "I telegiornali delle TV locali si approfittano delle persone instillando un senso pervasivo di pericolo". Detto questo, Lo sciacallo resiste alla tentazione di giudicare. "Abbiamo sempre cercato di rimanere cinematograficamente neutrali", dice Gilroy. "Non sottolineiamo mai nessun giudizio morale. Auspicabilmente il film comunicherà cose diverse a diverse persone. Lo scopo è che gli spettatori vedano delle parti di se stessi in Lou e nel mondo in cui si muove".

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