Otzi e il Mistero del Tempo in concorso a Giffoni 48

A distanza di 26 anni dal ritrovamento della mummia Otzi arriva il film per famiglie Otzi e il Mistero del Tempo.

A distanza di 25 anni dal ritrovamento della mummia Otzi all'inizio del 2017 erano iniziate a Bolzano le riprese del film per famiglie Otzi e il Mistero del Tempo, interamente girato in lingua inglese. Una avventura per bambini e famiglie, una storia di amicizia, un viaggio tra fantasia e realtà, passato e presente, Ötzi e il mistero del tempo sarà presentato in concorso, in anteprima nazionale, all'interno del segmento +6 anni al Giffoni Film Festival, il film festival internazionale per bambini e ragazzi in programma dal 20 al 28 luglio 2018.

Il film racconta l'amicizia fantastica tra Kip Fischer, undicenne di nazionalità mista, e Ötzi, l'Uomo dei Ghiacci del Similaun, la cui mummia torna magicamente in vita nel Museo Archeologico dell'Alto Adige dopo cinquemila anni di ibernazione.

Ventisei anni fa, Ötzi fu scoperto perfettamente conservato negli spettacolari ghiacci delle Dolomiti con i suoi vestiti e attrezzi del tardo paleolitico. Da allora, ha affascinato il mondo intero con i suoi misteri e le sue meraviglie. Oggi i visitatori che si entusiasmano dinanzi alla mummia esposta al museo si contano a milioni. Nel film, Kip è uno di loro, è un ragazzo come tanti, intelligente e sensibile, per cui il tempo dell'infanzia sta finendo.

Foto, immagini, locandine Otzi e il Mistero del Tempo

Negli ultimi giorni prima di lasciare per sempre Bolzano e gli amici del cuore, Kip vive con loro un'esperienza straordinaria: recandosi al museo per salutare la mummia per l'ultima volta, accade qualcosa di magico e Ötzi si risveglia, cominciando a rigenerarsi. Mentre Ötzi, in incognito, incontrerà il ventunesimo secolo, Kip apprenderà da lui i segreti dell'età del rame.

Tratto da un soggetto di Manuela Cacciamani e Carlo Longo, la sceneggiatura del film è firmata da Carlo Longo, Davide Orsini e Giacomo Martelli.

A settembre 2016 erano già partite le riprese dell'unità VFX, realizzate dalla "Direct 2 Brain", che si è cimentata sia con alcune delle vette più scenografiche dell'Alto Adige, (incluso il Similaun dove fu ritrovato Ötzi), che con la vera mummia conservata al museo, mai ripresa prima d'oggi per un film di finzione.

"Abbiamo amato l'idea di riportare in vita dopo 5000 anni questo homo sapiens dell'età del rame" ha affermato il regista "e di farlo interagire con il mondo di oggi, soprattutto con i tre bambini protagonisti con cui Ötzi instaura una profonda amicizia. Il nostro desiderio era dar vita ad una grande avventura, e ad una storia di amicizia e di valori, come il coraggio, che si trasmettono di generazione in generazione rimanendo i pilastri della nostra esistenza".  

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