Spiraglio FilmFestival della salute mentale 2019, Programma e Premi

La sezione dei lungometraggi in concorso ha previsto il documentario 'Quello che i social non dicono - The cleaners', di Hans Block e Moritz Riesewieck; premiati Jellyfish di James Gardner, Three Identical Strangers di Tim Wardle, Skogafoss di Niels Bourgoje.
Spiraglio FilmFestival della salute mentale 2019, Programma e Premi

Si è svolta a Roma dal 5 al 7 aprile 2019 presso il MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo la nona edizione de Lo Spiraglio FilmFestival della salute mentale, evento che h aprevisto un concorso di corti e lungometraggi a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Promosso da Roma Capitale - Dipartimento Salute Mentale, ASL Roma 1 e MAXXI, Lo Spiraglio FilmFestival della salute mentale conferma il suo scopo, ovvero di raccontare il mondo della salute mentale nelle sue molteplici varietà, attraverso le immagini. L'obiettivo è quello di avvicinare un vasto pubblico alla tematica, di contrastare lo stigma, di fare promozione della salute e permettere a chi produce audiovisivi, dedicati o ispirati all'argomento, di mettere in evidenza risorse creative e qualità del prodotto.

Il festival ha presentato lavori realizzati sia dai centri di produzione integrata (centri che lavorano sul disagio psichico) che dai videomaker, diviso in una sezione dedicata ai cortometraggi e una ai lungometraggi, con una significativa presenza anche di produzioni provenienti dall'estero, trattanti il tema della salute mentale, in modo esplicito o simbolico, con risultati validi e originali, spaziando in vari generi dal documentario alla commedia, dall'animazione al thriller.

Grande attenzione, nella selezione di questa edizione, il rapporto tra salute mentale e ambiente. Secondo filo rosso che attraversa Lo Spiraglio 2019 il rapporto tra infanzia, adolescenza e disagio psichico. La contemporaneità spesso contribuisce ad isolare i ragazzi creando pericolose solitudini: ad occuparsene due lungometraggi inglesi: in Jellyfish di James Gardner una ragazza con una madre bipolare è costretta a prendere sulle proprie spalle la famiglia lavorando dopo la scuola. Quindi, Three Identical Strangers, diretto da Tim Wardle, l'incredibile documentario che racconta la storia di tre gemelli separati alla nascita che si ritrovano da ragazzi e riflette su questioni delicate e spaventose: le influenze esterne che riceviamo durante la nostra vita, soffermandosi anche su scienza ed etica, sulla malattia mentale e sul male di vivere. Spazio anche per il cinema d'animazione: il cortometraggio Blu di Paolo Geremei attraverso un racconto per immagini che parla della vulnerabilità dei bambini e delle difficoltà a rompere le barriere e i legami troppo stretti con i genitori.

La sezione dei lungometraggi in concorso ha previsto il documentario "Quello che i social non dicono - The cleaners", di Hans Block e Moritz Riesewieck, distribuito da I Wonder Pictures nei cinema italiani dal 14 al 17 aprile. Salvaguardare la salute psichica degli utenti, compromettendo la propria. E' ciò che accade a cinque 'spazzini digitali', incaricati di eliminare contenuti inappropriati dalla rete. Una nuova varietà di malattia professionale, con i disagi psicologici sempre più allarmanti di cui soffrono i protagonisti. Un racconto che sottolinea quanto le persone sono costrette a confrontarsi quotidianamente con immagini di guerra, violenza, crudeltà, pornografia. Tra gli altri titoli, DentroFuori di Roberto Orazi, le storie di un gruppo di pazienti psichiatrici che da molti anni frequentano il Centro Diurno della Comunità Terapeutica Reverie. Quindi, firmato dalla regista Costanza Quatriglio, Sembra mio figlio, la storia di Ismail, che, sfuggito alle persecuzioni in Afghanistan quando era ancora bambino, vive ora in Europa con il fratello Hassan eandrà incontro al destino della sua famiglia facendo i conti con l'insensatezza della guerra e con la storia del suo popolo, il popolo Hazara.

Per la sezione dei cortometraggi in concorso, temi variegati e tutti a loro modo attuali e 'sensibili': dalle conseguenze della documentazione personale sui social media al tema della migrazione e della sofferenza psichica, alla storia di un'italiana di origini nigeriane, che collabora con la polizia traducendo intercettazioni relative al traffico della prostituzione. Il caso di omicidio di una madame, legato a doppio filo a uno oscuro pattoJuji, la metterà a confronto con le sue paure più grandi. Ma anche il futuro della psichiatria a un video-animazione in stop-motion, realizzato attraverso i disegni dei pazienti psichiatrici dell'ospedale "Fate bene fratelli" di Brescia durante un laboratorio artistico condotto da Antonella Salvadore.

Come evento extracinematografico, il festival ha organizzato, venerdì 5 aprile, in collaborazione con il Laboratorio Italiano di Psicoanalisi Multifamiliare (LIPsiM), un Intergruppo di Psicoanalisi Multifamiliare. Fin dalle prime edizioni, il festival si è aperto con un grande gruppo che favorisce l'incontro tra utenti, familiari e operatori che frequentano gruppi nei relativi servizi e luoghi di cura. Il gruppo permette ai tre pilastri del sistema curante di "pensare insieme quello che non si può pensare da soli", come diceva Jorge Garcia Badaracco. Il Laboratorio di Psicoanalisi Multifamiliare, che collabora a questo evento, porta avanti in Italia lo studio della Psicoanalisi Multifamiliare e le sue applicazioni in ambito terapeutico, riabilitativo e sociale.

Assegnato, durante la serata finale, il Premio LO SPIRAGLIO Fondazione Roma Solidale Onlus all'attore, regista e sceneggiatore Fabrizio Bentivoglio, quale persona particolarmente significativa del mondo cinematografico che abbia raccontato vita, sentimenti ed emozioni di persone legate al mondo della salute mentale. Nelle edizioni passate sono stati premiati Anna Foglietta, Paolo Virzì, Sergio Rubini, Sergio Castellitto, Carlo Verdone, Alba Rohrwacher, Marco Bellocchio e Giulio Manfredonia.

Una Giuria composta da addetti ai lavori appartenenti all'ambito sociale, psichiatrico e cinematografico ha assegnato i seguenti premi e menzioni.

Premio "Jorge Garcia Badaracco – Fondazione Maria Elisa Mitre" di 1.000 euro al miglior lungometraggio
JELLYFISH di James Gardner
Nel solco del miglior cinema sociale inglese, con evidenti riferimenti a Ken Loach, una storia drammatica dove la violenza delle situazioni, che investono un'adolescente, costretta ad assumersi responsabilità adulte, è mostrata attraverso uno sguardo tenero e partecipe. Un film segnato da un'assoluta padronanza del linguaggio cinematografico, sorprendente trattandosi di un'opera prima.

Menzione Lungometraggio
THREE IDENTICAL STRANGERS di Tim Wardle
Un'incredibile storia vera, dove la realtà supera la fantasia. Un documentario dal ritmo incalzante e implacabile, appassionante e sconvolgente, che suscita riflessioni e indignazione e con un finale a sorpresa, che implicitamente pone inquietanti domande sulle possibili eredità della genetica e le responsabilità della scienza.

Premio "Fausto Antonucci" di 1.000 euro al miglior cortometraggio
UNA TROTA IN MICROONDE di Alessandro Penta
Un film in presa diretta sulla realtà, che, attraverso tre piccole storie quotidiane, porta alla luce un percorso di speranza, riscatto e condivisione, raccontato con sincerità e immediatezza, sfuggendo al rischio della retorica.

Menzione cortometraggio
SKOGAFOSS di Niels Bourgoje
Con straordinaria capacità di sintesi, in pochi minuti il film racconta un mondo, una cultura e un vissuto familiare segnato da un legame malato e indissolubile e dall'invadente presenza di una madre-vampiro di cui il figlio non riesce a liberarsi. 



Apri Box Commenti