Stai lontana da me

Stai lontana da me - la conferenza stampa


Per l'uscita in sala del film Stai lontana da me, abbiamo incontrato il regista Alessio Maria Federici e gli interpreti Enrico Brignano, Ambra Angiolini, Giampaolo Morelli e Simona Caparrini.

di / 09.11.2013
Stai lontana da me

In occasione dell'imminente uscita nelle sale italiane della commedia Stai lontana da me, abbiamo incontrato il regista Alessio Maria Federici e gli interpreti Enrico Brignano, Ambra Angiolini, Giampaolo Morelli e Simona Caparrini. Ecco che cosa ci hanno raccontato sul loro film:

Una delle scene che diventeranno di culto è quella dell'ascensore, che vede protagonisti Ambra Angiolini e Giampaolo Morelli. Che ne pensi, Giampaolo?

Per me è stato divertente girarla, forse per Ambra un po' meno! Questo è un film che parla di fortuna e sfortuna e io, da buon napoletano, non potevo mancare. A Napoli teniamo in grande considerazione tutte queste cose, i gatti neri, i matrimoni che non si possono fare né di martedì né di venerdì, perché "né di Venere né di Marte ci si sposa né si parte"… anche se ho amici che hanno divorziato, quindi loro dicono che non bisognerebbe sposarsi neanche di sabato, di domenica, di lunedì…tutti i giorni della settimana insomma! Però, per quanto riguarda la sfortuna, la verità è che tutta la vita è sempre governata dal fato, dalla casualità… la stessa esistenza di ogni persona avviene per puro caso, poi se questa sia una fortuna o una sfortuna sta a noi stabilirlo.

Ambra ed Enrico voi siete una coppia molto credibile e tenera. Come vi siete trovati a girare il film insieme?

E.B. io e Ambra non ci conoscevamo prima, ma facendo il casting è scattata da subito un'alchimia molto particolare, giusta per questo tipo di storia. Insisteva per fare lei tutte le scene più pericolose, rifiutava la controfigura, un po' come Tom Cruise, e noi stavamo a vedere cosa ne sarebbe venuto fuori.

A.A. Mi piace definire il mio personaggio una "Nikita della sfiga", volevo far vedere come si potesse essere attraente e carina anche prendendo porte e altre cose in faccia, anche scivolando dal tacco 12, da cui lei non si separa mai.

Enrico, in questo film interpreti un consulente di coppia. Ti è rimasto addosso qualcosa del personaggio?

Magari lo avessi conosciuto un tipo così nella mia vita! No, anzi, un giorno, mentre stavo andando a teatro, mi ha fermato un ragazzo dicendo "Io e la mia ragazza ci siamo lasciati, ma tu sei il suo idolo, se ora la chiamo e te la passo, lei mi sposa!" Allora l'abbiamo chiamata, e quando io al telefono ho detto: "Pronto, sono Enrico Brignano" lei ha risposto: "E sti cazzi!" Lì ho capito che non sono tagliato per fare il consulente.

Ambra, ma secondo te è più potente la sfortuna o l'amore?

Secondo me è più potente quello che ti fa pensare positivo, ma credo che la sfortuna sia in fondo un espediente, a cui affidiamo quello che non vogliamo o riusciamo a fare.

Alessio Maria Federici, ti sei fatto le ossa come aiuto regista in molte commedie. Cosa hai rubato ai registi con cui hai lavorato?

Ho imparato molto da tutti, per esempio da Genovese e Miniero, che sono bravissimi ciascuno per conto suo, ma insieme erano qualcosa di fantastico, ho imparato a raccontare tantissime cose diverse con una sola immagine. Da Luca Lucini, un amico, ho appreso la leggerezza, e da Massimiliano Bruno la vena umoristica.

Simona Caparrini, tu hai un piccolo ruolo in questo film, come anche in altre produzioni, vedi To Rome with love di Woody Allen.

Come ci si sente a recitare un personaggio in poche, ma memorabili scene?

Qualcuno dice che "si rosica" ma non è vero, anche con un piccolo ruolo i registi ti possono notare, per esempio ho appena lavorato per 5 giorni in Inghilterra sul set del prossimo film di Guy Ritchie, che sarà il cinepanettone del Natale 2014.

A.M. Federici: Ma poi bisogna finirla di parlare di "piccoli ruoli"; io per esempio sono molto orgoglioso di aver ottenuto dalla produzione che in questo film non ci fossero comparse, ma tutti attori che avessero qualche battuta; e grazie alle amicizie che ho stretto in tanti anni di lavoro, ho ottenuto che tanti bravi attori accettassero volentieri di venire a recitare quelli che potrebbero sembrare ruoli minori, come Giampaolo Morelli.

A Angiolini: In effetti è triste quando gli attori si mettono a contare le battute… anche io, per esempio, con Ferzan Ozpetek, non avevo tantissime scene, ma è stata una grande occasione per me.

Ambra ed Enrico, voi che recitate anche a teatro, siete superstiziosi come lo sono solitamente gli attori teatrali? E trovate che in questo periodo far ridere sia più difficile?

E.B. Io sono superstizioso quanto basta, per esempio si dice che portino sfortuna i vestiti viola, ma tanto mi dicono sempre "ma no, questo è fucsia, o lilla", di gatti neri ormai in giro non ne sono rimasti molti, e non lancio il sale dietro le spalle. Ecco, magari quando mi cade il copione lo batto tre volte, quello sì. Io trovo anzi che in questo periodo sia più facile far ridere, in fondo se guardiamo al passato i comici erano sempre più richiesti in tempo di guerra, e noi in questo periodo siamo in guerra con l'Imu, con l'Iva… secondo me la risata è come una spa, deve dare lo stesso effetto di benessere che una persona cerca quando va a fare un massaggio, con la differenza che un film o uno spettacolo dura di più e costa anche meno.

A.A. Io, per quanto mi riguarda, di solito preferisco tappezzare le pareti dei camerini con i disegni dei miei figli e pensare che se lo spettacolo è andato bene, è per merito del disegno appeso al muro. Faccio così invece di concentrarmi in profondità su quello che magari non ho portato in scena quella sera. Io trovo che sia difficile far ridere, io non sono esigente ma rido solo se una cosa mi colpisce davvero, quando offre uno sguardo nuovo e diverso sulle situazioni di tutti i giorni.

Cosa vi è piaciuto in particolar modo dei vostri personaggi?

B. Mi è piaciuto il personaggio nel suo complesso, in generale mi piace, in quanto attore, avere la libertà di poter scegliere i progetti che preferisco, perché grazie a Dio, nonostante il fisco, me lo posso permettere.

A. Intanto mi è piaciuto poter lavorare con Alessio, che conosco da tanti anni, e poi che il mio personaggio fosse una donna dolce, tenera, diverso da quelli che interpreto di solito, ovvero donne borderline, dai disturbi patologici! Alessio voleva farmi diventare un po' la Bruce Willis italiana, nel senso che questo film per me è stato quasi un personale Armageddon!

Ambra si è mai fatta male durante le riprese?

A.M. Federici: No, non si è fatta male, ma sul set c'era sempre, obbligatoriamente, la sua controfigura che, per esempio nella scena in cui Ambra sbatte contro la porta, correva da lei prima ancora che dessi lo stop, perché era sicura che Ambra si fosse rotta il naso!

Per finire, un augurio per il pubblico che andrà a vedere questo film?

A.M.Federici: Speriamo che la gente si diverta nel vederlo quanto ci siamo divertiti noi a farlo, e che si dica, una volta per tutte, che la sfiga non esiste, è il nostro modo di attribuire la responsabilità a degli eventi estranei a noi.