Hunger Games - Il canto della rivolta (parte 2)
Hunger Games - Il canto della rivolta (parte 2)

Recensione #2 Hunger Games – Il canto della rivolta (parte 2)


L'ultimo ballo di Katniss Everdeen, seppur con scene visivamente impeccabili e addii devastanti, mai del tutto riesce a toccare le corde più intime dello spettatore, che resta seduto in poltrona davanti ad un film sì godibile, ma (alla lunga) dimenticabile.
Voto: 6/10

Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence) è sempre più coinvolta nella sua lotta a Capitol City, sempre più orientata verso il desiderio di uccidere il presidente Snow (Donald Sutherland), responsabile non solo di aver schiavizzato Panem e di averla umiliata attraverso i giochi della fame, ma soprattutto di aver manipolato i ricordi di Peeta (Josh Hutcherson), istruendolo affinché considerasse Katniss una nemica da sconfiggere. Così, andando contro quanto richiesto dalla Coin (Julianne Moore), Katniss decide di partire per la capitale per mettere finalmente la parola fine ad un'epoca di ghettizzazione, ingiustizia e morte. A seguirla in questa avventura, oltre al già citato Peeta, ci sarà anche il vecchio amico/innamorato Gale (Liam Hemsworth) e Finnick (Sam Claflin), oltre che un piccolo manipolo di amici e alleati che sono fedeli alla Ghiandaia Imitatrice.

Alla fine del suo percorso, Katniss deve affrontare la sua ultima prova; lasciata l'arena degli Hunger Games, la ragazzina del distretto 12 ha il compito sgradito di riportare ordine in una città manipolata dai mezzi di comunicazione che alterano e plasmano la verità a proprio piacimento, in un inquietante specchio di quanto sta accadendo anche nella realtà. Katniss, dunque, come tutti gli abitanti di Panem, dovrà capire chi è il vero nemico e quale bersaglio colpire con la sua freccia di fuoco per cercare di riportare la pace in un mondo ormai messo in ginocchio. A ben guardare è proprio nella riflessione sociale e attuale che si deve ricercare il lato più interessante non solo di questo capitolo, ma dell'intera saga di Hunger Games firmata da Suzanne Collins. Katniss è un'eroina perchè si erge contro un'istituzione, un potere assolutistico e cieco, che non sembra avere a cuore il destino di coloro che invece dovrebbe proteggere. Katniss è un'eroina perchè cerca sempre e solo la verità, nonostante essa le sia stata privata in più di un'occasione. Ed è nella Katniss di Jennifer Lawrence che Hunger Games seduce e affascina. E, di fatti, le parti più intense di questo racconto sono le scene in cui Katniss si rapporta con la controparte maschile, con quel Peeta dalle guance scavate e lo sguardo perso, che non sa distinguere la realtà dalle menzogne che gli sono state inculcate. E' nella dicotomia del Real/Not Real che la pellicola riesce a trasportare via il pubblico.

Come cantano i Plan Three When everything comes to an end … Ed è giunto anche il momento per la saga di Hunger Games di dire addio, di inginocchiarsi davanti alla fine definitiva e dire addio ai suoi fan, che in una corsa emozionante tra letteratura e cinema hanno imparato a voler bene a Katniss Everdeen, a riconoscersi nella sua missione, nel modo difficile di rapportarsi agli altri e soprattutto a se stessa. E' la fine, dunque, e Hunger Games – Il canto della rivolta (parte 2) è la pellicola che arriva a chiudere il cerchio dopo che la casa di produzione aveva deciso di dividere l'ultimo libro  – appunto, il canto della rivolta – in due pellicole, proprio come era già successo con altre saghe di successo come Twilight Harry Potter. Ma mentre in quest'ultimo caso la divisione non aveva in alcun modo intaccato il livello generale dell'opera, purtroppo Hunger Games sembra seguire maggiormente il destino toccato a Twilight. Sì, perchè questi ultimi due film della saga sono quelli che, a ben guardare, hanno affossato quella che era partita come un'operazione cinematografica d'altissimo livello. Separare in due pellicole distinte l'ultimo capitolo della saga ha avuto il risultato di diluire fin troppo i tempi, rendendoli a tratti snervanti.

Il problema, naturalmente, è alla base. Il regista Francis Lawrence ha dovuto fronteggiare un ultimo capitolo letterario che non solo era più debole rispetto agli altri, ma anche piuttosto noioso, pieno di passaggi che avevano più che altro l'aria di essere ingredienti scelti per allungare il brodo. Sensazione che si è avuta in alcune occasioni anche in questo Hunger Games: troppe parti parlate, troppa attenzione a cercare di accontentare tutti, dagli amanti della saga letteraria ai neofiti delle trasposizioni cinematografiche. Il risultato è un film che scorre con un proprio ritmo, ma che manca quasi totalmente dell'impatto emotivo che una pellicola di questo genere dovrebbe avere. L'ultimo ballo di Katniss Everdeen, nonostante possa contare su scene visivamente impeccabili (come quella del "petrolio") e addii dal potenziale devastante, non riesce quasi mai del tutto a toccare le corde più intime dello spettatore, che resta seduto in poltrona davanti ad un film sì godibile, ma, alla lunga, dimenticabile.

Valutazione di Erika Pomella: 6 su 10
Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte 2
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