Game of Thrones 4x05 - First of His Name
Game of Thrones 4x05 - First of His Name

Recensione Game of Thrones 4×05 – First of His Name


Episodio di riempimento per Game of Thrones, 'First of His Name' insiste sul concetto di regalità a cui Westeros si deve sottoporre, riuscendo infine ad esplodere con la lunga e bella sequenza al castello di Craster.
Voto: 7/10

Dove eravamo rimasti: The Oathkeeper

Oathkeeper ("giuramento") è il nome che Brienne di Tarth ha dato alla spada che Jaime Lannister le ha affidato per tentare di ritrovare la povera Sansa Stark e metterla al sicuro, in modo da mantenere la promessa fatta a Catelyn Stark di salvare le sue due figlie. Nell'episodio omonimo di Game of Thrones vediamo allora Brienne partire insieme a Podrick – che nel frattempo si deve allontanare da Approdo del Re per salvarsi la vita – alla volta del Nord. Brienne, infatti, sembra essere persuasa che se Sansa è scappata da sola possa volersi dirigere verso la barriera, dove vive il suo fratello bastardo. Nel frattempo avevamo scoperto che l'omicidio di Joffrey è avvenuto grazie ad una collaborazione di più mani, che rispondevano tutte ai comandi di Lord Baelish, e perpetuata infine dalla mano della Regina di Spine.  A Nord, intanto, Jon Snow riceve il via libera per scegliere un gruppo di volontari che con lui si rechino al Castello di Craster per mettere fuori gioco l'ala ribelle dei Guardiani della Notte, che potrebbero sancire la differenza tra la vita e la morte. E proprio al castello di Craster Bran, Hodor e i suoi compagni finiscono prigionieri. Intanto, al di là del mare stretto, Daenerys riesce finalmente ad entrare, da vittoriosa, a Meereen.

Cosa vedremo: First of his name

Mentre si è ancora in attesa del processo che deciderà del futuro di Tyrion Lannister, Approdo del Re ha bisogno di un nuovo sovrano. Ecco allora che, in First of his namevediamo Tommen salire al trono. L'occasione permette a Margaery e Cersei di confrontarsi sul ruolo che entrambe dovranno ricoprire nel nuovo volto del regno. Cersei, nel frattempo, parla con suo padre, decidendo di essere pronta a sposare Loras Tyrell nell'arco di un mese, in modo da preservare il nome della casata. In cambio la donna sembra chiedere che Tyrion abbia un processo non tanto giusto, quanto piuttosto dall'esito auspicabile. Convinta senza dubbio che il fratello sia l'assassino del figlio, Cersei sembra non voler altro dalla vita che vedere il Folletto danzare sulla forca. Nel frattempo a Nord Bran e Jon Snow sono ad un passo l'uno dall'altro. Il guardiano della notte, però, ne è inconsapevole e mentre sconfigge i ribelli di casa Craster non sa che suo fratello è pronto ad attraversa la barriera, insieme ai soliti compagni, per trovare il fantomatico corvo dai tre occhi. Al di là del mare stretto, intanto, Daenerys viene a sapere che la baia degli schiavisti è ricaduta nei vecchi errori; mentre lei era alle prese con la conquista di Meereen, le altre città, a partire da Astapor, hanno ricreato un universo poggiato sui sacrifici di uomini ridotti in catene. La donna capisce allora di non essere ancora pronta ad andare verso Ovest, nonostante i sette regni siano ora più deboli che mai.

Di Re e di Regine

Come è facilmente intuibile dal titolo dell'episodio, First of his namequesta nuova puntata di Game of Thrones sembra mettere la lente di ingrandimento sul concetto di regalità che lo show ha deciso di mettere in scena a questo punto del racconto. Nel corso della serie, infatti, siamo stati spinti a prendere visione di vari modi, spesso errati, di governare un paese. Da Aerys il folle, della casata Targaryen, fino a Joffrey Lannister, Westeros ha dovuto fare i conti con le devianze di anime regali che si sono macchiate dei più brutali gesti con la protezione di una corona troppo spesso non meritata. Stesso discorso – sebbene con altre venature – si può fare con il compianto Robert Baratheon. Sebbene l'amico di Ned Stark non si sia mai macchiato di gesti tanto cruenti come quelli, ad esempio, di "suo" figlio, la colpa del re di casa Baratheon sta nell'aver scelto di non regnare, sedendosi sul trono di spade senza accettare le conseguenze che una simile seduta comporta. Ora, al quinto episodio della quarta stagione, sembra che sia arrivato il momento di un re che potrebbe mostrarsi valido. Tommen, il first of his name del titolo, è un bambino buono, potenzialmente giusto e corretto. Un animo così soffice e fragile che lo si vede già al centro di macchinazioni politiche, tra Tyrell e Lannister. In questo senso è emblematica la scena che vede contrapposte Cersei e Margery, il passato contro il futuro; entrambe donne forti in un mondo fortemente patriarcale, le due donne stanno cercando, sebbene in maniera differente, un modo per restare a galla. La cosa più triste, da un punto di vista meramente femminista, è che entrambe devono accettare matrimoni e per di più con persone che non amano, solo per non farsi travolgere dalla marea. Perciò Margaery è pronta a sposare Tommen, il fratello del suo defunto marito Joffrey; due settimane dopo sarà Cersei ad andare all'altare con Loras, fratello omosessuale di Margaery. Le due regine sono personaggi complementari, sebbene in Cersei permanga un'ombra di nuda crudeltà che per il momento sembra estranea a Margaery. La figlia della casata Lannister, inoltre, al momento sembra non avere altri pensieri se non quello di vendicare in modo adeguato la morte di suo figlio. E in questo episodio Cersei appare in tutta la sua brutale rassegnazione: quasi usa il matrimonio con Loras come ricatto nei confronti del padre, per spingerlo ad elargire una sentenza di colpevolezza nei confronti di Tyrion. Allo stesso modo sentiamo emergere il suo cinismo, specie nella bella scena che divide con Oberyn, quando, all'assicurazione che a Dorne non si fanno soffrire le giovani fanciulle, risponde: "In qualsiasi parte del mondo le giovani fanciulle soffrono". Ma non è solo ad Approdo del Re che Game of Thrones affronta il discorso della regalità. Al di là del mare stretto, infatti, Daenerys si vede di colpo in possesso di tutti i requisiti per salpare verso Ovest. Ha un esercito numeroso e ben addestrato; ha tre draghi che sembrano rispondere solo a lei; ha persino più di novanta navi che il prode Daario ha conquistato per la sua Khaleesi, oltre che persone e consiglieri pronti a dar la vita per farle realizzare il suo destino. Khaleesi, però, di colpo si rende consapevole di non essere pronta a governare. La baia degli schiavisti, infatti, quel lembo di terra che ha conquistato quasi senza sforzo, le si sta rivoltando contro. I padroni che ha cacciato sono stati sostituiti da altri tiranni uguali ai predecessori: e la Madre dei Draghi capisce che il segreto non sta nel conquistare, ma nel governare. Questo lascia presagire un lungo futuro ad Essos per Daenerys nata dalla tempesta: una sorta di frenata che sembra togliere centralità al personaggio, visto che ora il suo obiettivo di ereditare il regno dei suoi genitori e dei suoi fratelli sembra essere rimandato a data da destinarsi.

Blood and Flesh

Altro momento molto interessante di questo episodio risiede negli incontri che Sansa ha con sua zia Lysa. Già dalla sua prima apparizione gli spettatori avevano imparato a non fidarsi molto della Lady della Valle: Lysa, infatti, era apparsa già cocciuta, capricciosa e morbosamente legata al suo amore per il viscido Petyr Baelish. L'avevamo già vista trattate con morbosa gentilezza suo figlio, che ancora si nutriva dal suo seno: un essere pallido e dall'aria gracile. Questo nuovo incontro non fa che confermare le nostre prime impressioni. In un primo momento Lysa si mostra ben felice di dare un alloggio sicuro a sua nipote, ma ben presto Sansa si trova in un altro girone infernale, tanto da domandarsi se non fosse stata più al sicuro ad Approdo del Re. Sua zia, infatti, dimostra ben presto la gelosia per la ragazza. Il suo sentimento, tuttavia, non è tanto contro Sansa in quanto giovane fanciulla attraente. Sembra piuttosto che Lysa in quella piccola ragazza spaventata, che pensa di non avere più una famiglia, riveda il fantasma di sua sorella Catelyn, la donna che fu oggetto dell'amore imperituro di Ditocorto. Ecco allora che la donna accusa Sansa, stritolandole quasi le mani, e accusandola di essere una sorte di serpe in seno, una donnina di facili costumi che avrebbe già sedotto Lord Baelish, famoso per il suo amore per la carne giovane. Quando infine Sansa scoppia a piangere, spalmandosi di fango, Lysa torna ad indossare il suo più cordiale sorriso, facendoci accapponare la pelle. E forse la magnificenza di una serie come Game of Thrones sta proprio nella capacità di mostrare sempre questi personaggi ambigui, senza mai cadere nei cliché, né creando macchiette di facile digestione.

Cosa ci è piaciuto:

• L'incontro tra Jon e Spettro.
• Le scene tra Pod e Brienne
• Il modo in cui il Mastino insegna ad Arya come si combatte veramente.

Cosa non ci è piaciuto:

• Sentire che Daenerys ha rimandato la sua corsa all'Ovest
• La storyline di Bran è sempre piuttosto debole, quasi di riempimento.

Valutazione di Erika Pomella: 7 su 10
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