

La tribu’ del calcio: la storia di Paul Gascoigne e l’intervista a Herbert Prohaska
Venerdì 13 maggio 2011 su Premium Calcio in prima serata torna la rubrica “La tribù del calcio” curata da Paolo Ziliani e visibile in chiaro per tutti i possessori del decoder del digitale terrestre. In esclusiva verrà raccontata la storia di Paul Gascoigne, il campione inglese idolo dei tifosi della Lazio, e quella di Herbert […]
di Redazione / 12.05.2011
Venerdì 13 maggio 2011 su Premium Calcio in prima serata torna la rubrica “La tribù del calcio” curata da Paolo Ziliani e visibile in chiaro per tutti i possessori del decoder del digitale terrestre.
In esclusiva verrà raccontata la storia di Paul Gascoigne, il campione inglese idolo dei tifosi della Lazio, e quella di Herbert Prohaska, calciatore austriaco che ha vestito le maglie di Roma e Inter.
Il ritratto di Gascoigne lo traccia direttamente chi l’ha conosciuto nei tre anni in biancoceleste, Roberto Cravero che ricorda:
“Quando Gazza arrivò a Roma era un eroe assoluto. Per dire quanto fosse popolare, in un sondaggio fatto in Inghilterra era arrivato secondo, in fatto di notorietà, dopo la Regina Elisabetta e prima di Margaret Tatcher“.
la carriera di Gascoigne fu interrotta da una serie di gravi infortuni (la frattura di tibia e perone in una partita d’allenamento), che Claudio Sclosa ricorda così:
“Zoff aveva appena detto ‘ancora un minuto’ e tutti aspettavamo di andare sotto la doccia. Ebbene, su una palla che Nesta stava rilanciando, Gazza si gettò scompostamente mettendo gamba tra palla e piede di Nesta. Fu uno shock, l’osso si spezzò e vedemmo la sua gamba piegarsi innaturalmente“.
Poi Dino Zoff in merito alla piaga dell’alcool dichiara:
“Beveva soprattutto birra e non c’è mai stato modo di fargli capire quanto male si facesse: parlargli era inutile, bere era più forte di lui“.
A “La tribù del calcio” ci sarà un’intervista esclusiva fatta a Herbert Prohaska, il campione austriaco che all’inizio degli anni ottanta giocò due stagioni all’Inter vincendo una Coppa Italia, e una alla Roma vincendo lo scudetto ’82-’83, quello di Nils Liedholm e Falcao. Prohaska dichiara in merito al periodo di gioco nella Roma:
“Sapete perché dopo lo scudetto vinto con la Roma me ne andai? Successe che Falcao andò da Viola a battere cassa”
A questo punto viene citato ciò che disse Falcao: “La Roma giocherà la Coppa dei Campioni, voglio più soldi oppure parto per il Brasile e non torno più”.
E Prohaska continua:
“Viola chiamò Liedholm, discussero della cosa, decisero di non darla vinta a Falcao e di acquistare un sostituto, Cerezo. Ma poi, quando fu il momento di ritrovarsi per iniziare la nuova stagione, Falcao si presentò regolarmente dicendo che non c’erano problemi. Insomma: eravamo 3 stranieri per 2 posti e alla fine a rimetterci fui io. Fu per me una grande amarezza, che fece il paio con l’addio all’Inter dove mi ero trovato particolarmente bene“.
Infine, nella puntata di domani sera ci sarà: un servizio che parlerà dell’ultimo Torino, la squadra capace di vincere lo scudetto, nel ’75-’76, nel racconto dei leggendari gemelli del gol, Paolo Pulici e Francesco Graziani e la storia di Marco Ballotta, il portiere recordman di longevità che all’età di 44 anni era ancora in serie A.