Candidato a sorpresa: intervista al cast e nuove clip

Candidato a sorpresa: intervista al cast e nuove clip

I procedimenti di elezione in questo paese, a volte possono diventare selvaggi, tutto quello che devi fare è…ridere, specie se sei Will Ferrell, Zach Galifianakis o il dichiarato drogato di notizie politiche Jay Roach, regista/produttore della nuova, irriverente commedia Candidato a sorpresa (The Campaign).
Noto al pubblico per Mi presenti i tuoi? e la serie di Austin Powers, Roach è riuscito ad affrontare il sistema politico Americano, da una prospettiva più seria, negli acclamati dramma della HBO, Recount e Game Change, ed è giunto alla conclusione che a volte è meglio affrontare la situazione di petto, ma con humor.  "Credo che la commedia sia la risposta corretta da dare ai politici di oggi. Perlomeno, ti da modo di riderci su e trasforma la realtà in qualcosa più facile da digerire, mentre ce ne stiamo lì a guardare il telegiornale, può essere spaventoso. Se penso ad alcune campagne elettorali dei giorni nostri, non sono certo che questo sia quello che i nostri padri fondatori avevano in mente".

Fortunatamente, Roach è riuscito ad esorcizzare perfettamente le sue ansie in Candidato a sorpresa, con Ferrell e Galifianakis, che hanno anche prodotto il film, e dei quali pensa che siano "due dei più buffi ed intelligenti ragazzi della terra.  Will e Zach sono due candidati rivali che hanno le risorse per distruggersi completamente a vicenda, mettendo in campo ogni forma di losca strategia elettorale possibile, ogni squallido video o spudorato sporco trucco. E il tutto degenera immediatamente". 
I produttori, consci che il film sarà vietato dalla censura, sapevano che potevano spingere la storia fin dove volevano, in modo che il pubblico di ogni parte del mondo potesse riconoscere i propri politici, siano essi Repubblicani, Democratici, Indipendenti e quant'altro.

Ferrell, che interpreta il deputato saldamente in carica, Cam Brady, amico di tutti e fedele a nessuno, dice, "Una delle cose di cui la storia si fa beffe, è l'ammontare di denaro che viene riversato nelle elezioni e di quanto sia influente.  Il distretto per il quale queste persone stanno combattendo, è relativamente piccolo, ininfluente per la vasta platea, ma, per i poteri di cui si circonda, è vitale per i loro interessi economici e quindi di enorme valore per loro".

Il rivale della competizione, Galifianakis, interpreta l'ignaro candidato novellino Marty Huggins, che inizia con le migliori intenzioni, ma che rivela immediatamente un innato talento per la slealtà, che aveva solo bisogno di un incoraggiamento per uscire allo scoperto, cosa che i suoi sostenitori non esitano a fare. "Ho seguito i politici per tutta la vita e ancora mi stupisce la manipolazione che avviene nel dietro le quinte della costruzione di un politico, e di come il pubblico possa esserne ingannato. Noi stiamo semplicemente mostrando, in maniera buffa e divertente, come viene fatta la salsiccia".

Clip Non sei capace di insultare - Candidato a Sorpresa

Metterli a confronto, con le unghie e con i denti, uno contro l'altro, nella corsa ad un posto nel Congresso, è stato un suggerimento del produttore Adam McKay del famoso "Saturday Night Live", il quale ha collaborato con Ferrell per anni, divertendosi a sbeffeggiare entrambi i partiti. "Ho scritto numerosi monologhi di apertura, per Will come George Bush e per Darrell Hammond come Bill Clinton in SNL, e l'atteggiamento dei politici mi ha sempre interessato molto", dice.

Dello stesso filone, Candidato a sorpresa è un'attacco di pari opportunità, prendendo di mira non tanto i politici quanto il metodo, e di come, per un numero sempre maggiore di campagne elettorali nel paese, non sembra essere importante il partito o il problema o l'ideologia, ma quanto si spende, come si gareggia e si vince…e poi ancora soldi. Allora, perché non andiamo al livello superiore e vediamo cosa succede? 
"Mentre un insulto segue l'altro, entrambi i personaggi alla fine perdono il controllo", continua McKay. "Esplodono. Quello che era iniziato  come un tipico gettarsi fango addosso e lanciarsi in accuse pazzesche, diventa una lotta all'ultimo sangue nel Colosseo".

Candidato a sorpresa fa satira su uno degli strumenti preferiti di conversazione di Roach: l'onnipresente frase di richiamo. Dice il regista, "La gente è sempre alla ricerca di frasi accattivanti, per dimostrare l'essenza della loro personalità; intense ma prive di senso, sono frasi per catturare l'attenzione istantanea del pubblico, delle quali, a volte, ci innamoriamo. Mi piacerebbe partecipare ad uno di quei brainstorming e vedere chi ne esce vincitore. Per Cam Brady, abbiamo scelto 'America, Gesù, Libertà'. Amplificato e ripetuto. Perché queste sono le parole che lui crede che la gente voglia sentirsi dire. Sembra quasi che i candidati non possano fare a meno di parlare di libertà, neanche avessero inventato loro questa parola, oltre a doversi dipingere come i più patriottici tra i patrioti, più dei loro avversari, cercando di farci credere che questi ultimi siano in combutta con i terroristi". 

Fa notare Ferrell, "Il grande slogan di Cam, in realtà non è neanche un vero slogan. Tantomeno una frase. Sono soltanto parole, proprio come l'altro grido di battaglia, 'Cam Brady in 0-12', che non ha senso numericamente, ma suona potente e decisivo".   
Lo sceneggiatore Chris Henchy, anche produttore esecutivo del film, spiega, "Non passa molto tempo, prima che la pretesa di una sfida razionale tra i due, venga accantonata, per diventare una sfida all'ultimo sangue. Credo che l'assurdità di campagne come questa e la direzione che sta prendendo, sia la naturale evoluzione del processo. Ciò che conta è, 'Come posso battere il mio avversario?'  Farlo sparire dalla scena, rovinargli la vita e vincere. In seguito puoi pensare a sistemare tutti i tuoi buoni propositi e capire le procedure. Ma prima devi vincere.  Non importa come ci arrivi, l'importante è che ci arrivi!"

Clip Il Padre Nostro - Candidato a Sorpresa

La sfida più impegnativa per la produzione è stata quella di realizzare una commedia irriverente che fosse in grado di sorpassare la scandalosa realtà di un crescente ciclo di notizie fuori controllo. Durante lo sviluppo e la produzione del progetto, le persone coinvolte si sono molto divertite, se non addirittura stupite, dal fatto che così tanti scenari ideati per far ridere, siano stati simili, a volte anche superati, dalle storie che arrivavano dai telegiornali: intrallazzi, scandali, menzogne, incidenti di caccia, scandali creati a regola d'arte su indiscrezioni di gioventù e manifestazioni di orgoglio nazionale con tanto di pugni sul petto. E acconciature.  Grandi, costose acconciature.

"La cosa più strana di questo film è che sembra tutto verosimile", dice McKay. "Vedrete molte accuse ridicole, un messaggio alla segreteria telefonica orribilmente fuori luogo, un gigantesco raduno con fuochi d'artificio e cheerleaders che ballano ed un candidato al Congresso scendere appeso ad un cavo come una rock star. Sarà pazzesco ed esagerato. Poi, nelle settimane che seguiranno, forse vi accorgerete che le notizie al telegiornale non saranno poi così tanto pazze. Guardate questo film, poi date un'occhiata a quello che succede veramente nel mondo e forse vi troverete a pensare, 'Porca miseria!'"   

Ancora, lo sceneggiatore Shawn Harwell sottolinea, a dispetto del caos che regna sullo schermo e le improvvisazioni del cast, "Jay ha fatto in modo che tutto avesse un senso, che tutto il film avesse una ricompensa emotiva, raccontando una storia completa e poi trovare il modo di estrarre la comicità da questo, piuttosto che infilare una serie di gag usa e getta dietro l'altra. E Will e Zach danno a questi personaggi un tocco di credibilità che, credo, il pubblico apprezzerà moltissimo".

Considerando il debutto del film nelle sale americane, Ferrell dice, "L'uscita proprio prima delle elezioni presidenziali, darà sollievo alla gente stressata dalla stagione delle elezioni e dalla fatica della propaganda elettorale, facendoli sorridere proprio quando ne sentiranno maggiormente il bisogno".

 "Se esiste un messaggio in tutto ciò", suggerisce Galifianakis, "è che siamo tutti spacciati".



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