Francesco, il Papa della gente su Canale 5


Il racconto diretto da Daniele Luchetti del percorso che ha portato Jorge Bergoglio, figlio di immigrati italiani, alla guida della Chiesa Cattolica.

Canale 5 trasmette "Francesco, il Papa della gente" di Daniele Luchetti in due serate evento a dicembre, mercoledì 7 e giovedì 8, in occasione dell'80esimo compleanno di Papa Bergoglio. Con più di due ore di contenuti inediti, è la versione integrale del film "Chiamatemi Francesco" uscito nelle sale cinematografiche nel dicembre del 2015, dopo l'anteprima in Vaticano, e che ha registrato un grande successo tra il pubblico con un incasso di quasi quattro milioni di euro.

"Francesco, il Papa della gente" racconta la vita reale del Santo Padre, il percorso che ha portato Jorge Bergoglio, figlio di una famiglia di immigrati italiani a Buenos Aires, alla guida della Chiesa Cattolica. È un viaggio umano e spirituale sullo sfondo di un paese, l'Argentina, che ha vissuto momenti storici controversi, fino all'elezione al soglio pontificio il 13 marzo 2013.

Ideata da Pietro Valsecchi e prodotta da Taodue, il film ha una durata di 200 minuti la cui realizzazione ha impegnato 16 settimane di riprese tra Argentina, Germania e Italia e 3.000 comparse.

"Francesco, il Papa della gente" vanta un cast internazionale tra cui il Bergoglio giovane dell'argentino Rodrigo de La Serna e quello più adulto del cileno Sergio Hernàndez ma un regista italiano: Daniele Luchetti - 15 film all'attivo e cinque David di Donatello. Luchetti e lo scrittore Martin Salinas hanno impiegato due anni per scrivere la sceneggiatura del film.  Il cast vede protagonisti anche Àlex Brendemühl, Maximilian Dirr, Mercedes Morán, Muriel Santa Ana, Claudio De Davide, e Andres Gil.

Chiamatemi Francesco inizia negli anni della giovinezza di Jorge, quando un ragazzo come tanti, peronista, con una fidanzata, gli amici, e una professoressa di Chimica, Esther Ballestrino, riceve la vocazione che lo porterà a entrare, poco più che ventenne, nel rigoroso ordine dei Gesuiti.

Durante la dittatura militare di Videla, Bergoglio viene nominato Padre Provinciale dei Gesuiti per l'Argentina. Questa responsabilità metterà alla prova la fede e il coraggio del futuro Papa. Jorge nonostante i rischi si impegnerà in prima persona nella difesa dei perseguitati dal regime, ma pagherà un prezzo umanamente altissimo vedendo morire o "scomparire" alcuni tra i suoi più amati compagni di strada. Da questa esperienza Bergoglio uscirà cambiato e pronto a vivere il suo impegno futuro nella costante difesa degli ultimi e degli emarginati.

Divenuto Arcivescovo di Buenos Aires continuerà la sua opera di aiuto agli abitanti delle periferie, difendendoli dalle sopraffazioni del potere e promuovendone la crescita individuale e collettiva.

Chiamatemi Francesco si conclude con la serata in cui, in una piazza San Pietro stracolma di folla, Jorge Bergoglio vestito di bianco e con una croce di ferro, saluta il mondo con il nome di Francesco, con la schietta semplicità e l'umanità profonda con cui tutti siamo abituati a conoscerlo.