Filmmaker Festival 2022
Filmmaker Festival 2022

Filmmaker Festival 2022, i vincitori della 42a edizione


Premiati alla 42a edizione del Filmmaker Festival 'Nuit Obscure - Feuillets Sauvage' di Sylvain George, 'Hardly Working' di Total Refusal, 'On A Eu La Journée, Bonsoir' di Narimane Mari, 'Acasa' di Rebecca Grigore, 'Racconto' di Giulio Melani, 'Ama Osa' di Marija Stefanija Linuza, 'Mono' di Chiara Troisi, 'Affiorare' di Rossella Schillaci.

Si è conclusa la 42a edizione di FILMMAKER, il festival del cinema documentario e di ricerca, con la cerimonia di premiazione che si è tenuta domenica 27 novembre 2022 a Milano, occasione in cui le Giurie dei concorsi Internazionale e Prospettive e il comitato di selezione del premio Gradi di libertà, riservato alla VR italiana, hanno proclamato i vincitori di Filmmaker Festival 2022. Dal 18 al 28 novembre, la manifestazione ha presentato 78 titoli da 20 paesi di cui 25 prime mondiali e 16 italiane.

Ad aprire il festival, sabato 18 novembre, Sergei Loznitsa con l'anteprima italiana di The Natural History of Destruction, film che allarga lo sguardo alla Seconda guerra mondiale. Sergei Loznitsa è nato nel 1964 in Bielorussia. In seguito la sua famiglia si trasferisce a Kyiv, dove compie studi di matematica diplomandosi in seguito in cinematografia. Nel 2010 il dramma My Joy è il primo lungometraggio ucraino presentato in competizione al festival di Cannes. Nel 2014 gira un documentario sulle proteste di piazza Maidan. Nel 2018 con Donbass apre la sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes dove riceve il premio per il miglior film.

Sabato 19 novembre, Ruth Beckermann ospite per presentare, in anteprima nazionale, il suo ultimo lavoro Mutzenbacher, già premiato alla Berlinale Encounters 2022. Il film parte da un piccolo classico della letteratura erotica scritto da Felix Salten per trasformarsi in un'ironica incursione tra i fantasmi della sessualità e del desiderio maschile: uomini di tutte le età, dai 16 ai 99 anni come richiesto dall'annuncio del casting su un giornale, si trovano su un grande divano rosa in una fabbrica dismessa a leggere il memoir di una prostituta viennese di inizio novecento; le reazioni sono tra le più disparate - c'è chi si sente a suo agio, chi è troppo timido, chi chiede alla regista di leggere per lui, chi se la prende col Me Too ma alla fine tutti accettano di mettersi in gioco.
Beckermann (Vienna, 1952) ha realizzato, tra gli altri, Die Geträumten - The Dreamed Ones (vincitore di Filmmaker 2016) in cui racconta la relazione tra Paul Celan e Ingeborg Bachmann attraverso la loro corrispondenza, il road movie American Passage (2011), girato a Harlem dopo la crisi finanziaria del 2008 e l'elezione di Obama primo presidente african-american della storia e Waldheims Waltzer, candidato dall'Austria agli Oscar 2019, in cui documenta le proteste contro l'elezione di Kurt Waldheim alla presidenza.
Al festival, spazio anche alla retrospettiva dal titolo "Ruth Beckermann, l'immagine della parola" organizzata da Filmmaker con il sostegno del Forum Austriaco di Cultura.

Fuori concorso, il film A vendredi, Robinson e l'incontro con Mitra Farahani. Artista, cineasta, collaboratrice di Jean-Luc Godard di cui ha prodotto Le livre d'images (Premio della Giuria a Cannes 2018) Farahani mette in scena la corrispondenza "virtuale" tra Godard e Ebrahim Golestan: per otto mesi, ogni venerdì prima di mezzanotte, si scrivono delle email in un fitto scambio di pensieri su arte, filosofia, scrittura, narrazione. Creata dalla regista, amica di entrambi, la loro corrispondenza colma le distanze in una vicinanza che passa per la vita, la vecchiaia, la fragilità della solitudine.

Domenica 20 novembre, Zelemir Zilnik ospite per la presentazione di Marble Ass (Teddy Award alla Berlinale 1995). Il film è la storia di Marlyn, una persona trans "che cerca di portare la pace giocando con molti ragazzi serbi". E poi ospite Narimane Mari per presentare On a eu la journée, bonsoir, un atto d'amore e un'ode alla vita che la regista algerina dedica al compagno scomparso, il pittore Michel Hass.
Tra le anteprime di Prospettive accompagnate dagli autori: La force di Alberto Baroni, Le grand rêve di Irene Dorigotti e Shambala di Andrea De Fusco. Infine, per la Retrospettiva Ruth Beckermann: Paper Bridge e A Fleeting Passage to the Orient.

Martedi 22 novembre, per la sezione 'Teatro sconfinato' dedicata alle contaminazioni tra cinema, scena, performance e danza, presenta, Siamo qui per provare di Greta De Lazzaris e Jacopo Quadri con Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, filmati a Roma, Rimini e Tolosa nella preparazione degli spettacoli Avremo ancora l'occasione di ballare insieme e Sovrimpressioni. A precedere la proiezione un incontro con gli autori. Il documentario immerge lo spettatore nella vita quotidiana di un gruppo di teatranti: le difficoltà, i dubbi, il mettersi in gioco per imparare a ballare, lo stare al mondo come artisti negli spazi svuotati dalla pandemia, i risultati e i fallimenti prima del debutto. Il film è girato al Teatro India e al Teatro Argentina di Roma, al teatro Galli e nel Cortile del Complesso degli Agostiniani di Rimini, al Théâtre Garonne di Tolosa. Al termine della proiezione, la Retrospettiva Ruth Beckermann con Mozart Enigma e Zorro's Bar Mizwa.
Per il 'Concorso Prospettive', accompagnati dai loro autori, Carta urgente para Colombia di Alberto Diana e Incontrando Samir la sera di Elettra Gallone.

Mercoledi 23 novembre, dopo essere stato presentato alla Quinzaine des réalisateurs di Cannes, Fogo Fatuo di João Pedro Rodrigues nella selezione ufficiale in Concorso del destival. Il film racconta della passione proibita tra due giovanissimi ragazzi: un principe ereditario e l'istruttore dei vigili del fuoco di cui si innamora. L'attrazione è travolgente ma la storia non può durare. Tra stacchi musicali, danze e tableaux vivant, Rodrigues si avventura nel fantastico per parlare di amour fou mentre in controluce omofobia, razzismo e il passato coloniale del Portogallo riportano alle criticità dei nostri giorni. Al termine della proiezione, incontro del regista con il pubblico. João Pedro Rodrigues (Lisbona, 1966) dopo diversi cortometraggi esordisce nel 2000 con O Fantasma, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e divenuto subito un film di culto. Con Alvorada Vermelha partecipa a Filmmaker 2011 dove torna in concorso l'anno successivo con A Última Vez Que Vi Macau. Nel 2016 realizza O Ornitólogo, anch'esso presentato a Filmmaker, e nello stesso anno il Centre Pompidou di Parigi gli dedica una personale. I suoi film sono stati premiati in festival internazionali e sono parte della collezione permanente del MoMa – Museum of Modern Art e della Cinémathèque svizzera.
Mercoledì 23, spazio anche alla nuova sezione del festival dedicata alla realtà virtuale e immersiva, 'Filmmaker Expanded - Immersive Realities', realizzato insieme a AN-ICON con la collaborazione di RaiCinema, Meet e Veneto Film Commission, con la presentazione di All That Remains di Craig Quintero e a seguire, di De Humani Corporis Fabrica di Verena Paravel e Lucien Castaing-Taylor. Un documentario sperimentale e una realtà virtuale 360 si misurano con l'impossibile visione dell'interno del corpo umano e dei meandri della mente. Accostati in un unico programma i due lavori offrono un affascinante confronto tra tecniche diverse e sguardi convergenti, espressioni del desiderio di rilanciare la visione oltre i confini consueti.

Giovedi 24 novembre, ospite della sezione 'Filmmaker Moderns' il regista del cinema contemporaneo Béla Tarr per una masterclass e la proiezione del suo Le armonie di Werckmeister (2000), tratto da Melancolia della resistenza di László Krasznahorkai. La vita quotidiana di un villaggio sperduto nella piana ungherese viene stravolta dall'arrivo di un circo, di un misterioso Principe e della carcassa di un'enorme balena. Mentre l'eclissi di sole si avvicina, la tensione cresce fino a esplodere con una terribile violenza. Béla Tarr in sala ad introdurre il film e dialogare con il pubblico al termine della proiezione.
In programma anche quattro anteprime di 'Prospettive' alla presenza delle autrici: AHE GAO di Federica Zotti, Rumore di Luana Giardino, Attraversando Strada a senso unico – Viaggio intorno alla casa della mia vita di Aura Ghezzi e Acasa di Roberta Grigore.
Infine, due titoli della 'Retrospettiva Ruth Beckermann': Suddenly, A Strike e The Steel Hammer Out There On The Grass. Per il 'Concorso Internazionale' la proiezione di Tara di Volker Sattel e Francesca Bertin: il duo italo-tedesco porta lungo le rive dell'omonimo fiume alla periferia di Taranto, alla scoperta di un territorio in cui mito arcaico e mito del progresso convivono e collidono. Autori presenti in sala.

Venerdi' 25 novembre, spazio alla collaborazione con i festival Sicilia Queer di Palermo e I Mille Occhi di Trieste, per un omaggio al regista underground americano Mark Rappaport. Autore di narrazioni sperimentali tra gli anni settanta e ottanta, Rappaport (Brooklyn, 1942) è anche critico, narratore cinefilo e pioniere di quel che oggi si definisce video-saggio. Le sue "false autobiografie", realizzate a partire dagli anni novanta, investigano la storia del cinema classico muovendosi tra i capricci dello star system, la vita degli oggetti di scena, i grandi eventi storici e raccontano con grazia divertita icone come Rock Hudson e Jean Seberg o misconosciute figure di secondo piano come Marcel Dalio e Turhan Bey. In programma sei titoli, suddivisi tra venerdì e sabato, tra i quali Rock Hudson's Home Movies (1992), ovvero la doppia vita della star di Hollywood, dongiovanni impenitente sullo schermo e omosessuale dietro le quinte della mecca del cinema negli anni cinquanta. Manipolando frammenti di pellicole e videocassette, Rappaport analizza con sagace umorismo i film più celebri ai quali il divo ha preso parte, scovandone la personalità nascosta.
Regista presente in sala per introdurre i film e dialogare con il pubblico al termine della proiezione.
Per il 'Concorso Internazionale', Europe di Philip Sheffner: film politico che parla di immigrazione e destini umani giocando sul confine fra visibile e invisibile, documentario e finzione. In sala presente l'autore.
Infine, a chiudere il programma 'Filmmaker Expanded' una tavola rotonda e la presentazione dei lavori selezionati per il premio Gradi di libertà. Un riconoscimento alla migliore opera VR italiana degli ultimi anni e una ricognizione sulla produzione nazionale e sui rapporti fra il linguaggio cinematografico e quello dei nuovi media immersivi.

Sabato 26 novembre, programma dedicato al Concorso Internazionale con la proiezione degli ultimi quattro film alla presenza degli autori: Hardly Working del collettivo austriaco Total Refusal, The United States of America dello statunitense James Benning, Paradiso XXXI, 108 del regista palestinese Kamal Aljafari; Balkanica dell'unica cineasta italiana in concorso, Marianna Schivardi. Il primo è un provocatorio pamphet anticapitalista realizzato all'interno di un videogioco. Il secondo è una collezione di immagini statiche, una per stato, assemblate in un singolare on the road lungo le città, le strade, i grandi spazi e i piccoli centri dell'America di oggi. Il terzo è un lavoro sulla memoria, il trauma, l'insensatezza del conflitto a partire dai materiali d'archivio dell'esercito israeliano. Nel quarto, la regista torna dopo oltre dieci anni nella ex-Jugoslavia e tra le immagini girate a Sarajevo negli anni novanta, durante la guerra che insanguinò il paese, realizzando un film sulla trasformazione dei luoghi e delle persone.
Per la 'Retrospettiva Ruth Beckermann' Towards Jerusalem e East of War e Homemad(e). Infine, a chiudere l'omaggio a Mark Rappaport I, Dalio - Or The Rules of the Game, L'Année dernière a Dachau e The Stendhal Syndrome or My Dinner with Turhan Bey.

VINCITORI FILMMAKER FESTIVAL 2022

CONCORSO INTERNAZIONALE
La Giuria del Concorso Internazionale composta da Yuri Ancarani, Gaia Formenti, Monica Stambrini ha assegnato:

Premio Filmmaker - 3.000 euro
Nuit Obscure - Feuillets Sauvage di Sylvain George
"Per la capacità di trasportare lo spettatore in un limbo dai margini oscuri, il sogno-incubo di decine di adolescenti alla ricerca della terra promessa, l'Europa, una delle fortezze più resistenti della geopolitica internazionale; per le scelte espressive e la narrazione aperta, la durata estenuante, senza consolazione, ma con tutta la vitalità di cui il buio è capace, che contribuisce a imprimere nella memoria personaggi ed esperienze altrimenti  invisibili, premiamo Nuit Obscure - Feuillets Sauvage di Sylvain George".

Premio della Giuria - 1.500 euro
Hardly Working di Total Refusal
"Per la proposta radicale che crea un cortocircuito associativo tra l'esplorazione dei NPC (non-playable characters) del videogioco e il mondo reale del lavoro contemporaneo, per la potenza dell'esperienza percettiva che induce lo spettatore a cercare il trascendente nella più periferica esperienza digitale di intrattenimento, il premio della giuria va a Hardly Working del collettivo Total Refusal".

La Giuria Giovani coordinata da Antonio Pezzuto e composta da Greta Martina, Federica Pellizzoni, Leyre Román, Chiara D'Agostino, Benedetta Sinisi, Giulia Fiume, Nicolò Minisi ha assegnato:

Premio della Giuria Giovani - 1.500 euro
On A Eu La Journée, Bonsoir di Narimane Mari
"Dopo una lunga e animata discussione, la giuria dei Giovani ha deciso di conferire il premio ad un'opera d'arte, On a eu la journée, bonsoir di Narimane Mari, per come la regista riesce a presentare le mille sfaccettature dell'artista, protagonista del film, e per come riesce a comunicare un sentimento di amore, trasportando il quotidiano sullo schermo, raccontando una storia umana che ha la forza di rimanere universale".

CONCORSO PROSPETTIVE
La Giuria del Concorso Prospettive composta da Virginia Garra, Giancarlo Grossi e Jacopo Miliani ha assegnato:

Premio Prospettive 2022 - 1500 euro
Acasa di Rebecca Grigore
"Per aver saputo raccontare, combinando materiali visivi di provenienza domestica, la propria epopea familiare, in cui il ricordo della casa perduta diventa l'occasione per ricostruire l'atlante della memoria di una generazione migrante dal respiro al contempo intimo e collettivo".

Premio Nicola Curzio - 1000 euro
Racconto di Giulio Melani
"Per la capacità di condurci e farci perdere in un racconto personale, in cui ci ritroviamo abbandonati all'interno dell'esperienza corporale e onirica della sospensione che si crea attraverso immagini piene di mistero".

Il Premio della Giuria Prospettive è stato intitolato a Nicola Curzio, scomparso lo scorso giugno all'età di 33 anni. Nel 2019, Nicola Curzio ha partecipato a Filmmaker come membro della Giuria Giovani contribuendo a far vincere Riccardo Giacconi, che in quell'edizione presentò Piuccheperfetto. La direzione e il comitato di selezione del festival, dopo averlo conosciuto e apprezzato, decisero l'anno dopo - coincidente con la sua nomina come responsabile per il cinema e le attività culturali all'Institut français di Milano - di continuare la collaborazione con Nicola coinvolgendolo come giurato di Prospettive, la sezione del festival rivolta a scoprire, dare spazio e visibilità ai talenti emergenti del cinema italiano.

Menzione speciale
Ama Osa di Marija Stefanija Linuza
"Per aver trattato tematiche attuali con uno sguardo che si pone sullo stesso piano della protagonista, restituendo l'urgenza di affrontare questioni come il tabù della sessualità e degli stereotipi di genere. Uno statement di diritto di esistenza che sfonda le barriere degli stereotipi imposti dalla società patriarcale".

PREMIO GRADI DI LIBERTÀ
Istituito da AN-ICON (An-iconology. History, theory, and practice of environmental image, progetto di ricerca ERC sulle realtà estese dell'Università degli studi di Milano) in collaborazione con Filmmaker. Il comitato di selezione, composto da Barbara Grespi, Giancarlo Grossi, Luca Mosso, Valeria Polidoro, Sara Tirelli ha assegnato:

Premio Gradi di libertà - 2.000 euro
Mono di Chiara Troisi
"Per aver esplorato con raffinatezza e capacità sperimentale i modi attraverso cui possono essere abitate le immagini, mostrando i limiti del nostro desiderio di agire in esse, ma anche la loro capacità di rispecchiamento del nostro universo interiore".

Premio Rai Cinema Channel - 1.000 euro
consistente in un contratto di acquisto dei diritti web del corto per la durata di tre anni, da parte di Rai Cinema e che godrà della visibilità su raicinema.it, sui suoi siti partner e sulla APP Rai Cinema Channel VR.
Affiorare di Rossella Schillaci
"Per la capacità registica di emozionare attraverso il sapiente uso della tecnologia a favore di un tema delicato e ben trattato".

Ed è stata assegnata la conduzione di un seminario di alta formazione presso il Dipartimento di filosofia dell'Università degli Studi di Milano a Davide Rapp, autore di Montegelato, per la capacità di
"interrogare la sopravvivenza del cinema nella VR in termini di repertori, spazi e linguaggi".