Giffoni 2016, i Premi della 46a edizione

Chiude con la proclamazione dei film vincitori, la 46esima edizione del Giffoni Film Festival.
Giffoni 2016, i Premi della 46a edizione

Si è chiusa domenica 24 luglio 2016 la 46esima edizione del Giffoni Film Festival  con l'annuncio dei film vincitori del concorso [qui la la lista completa] nel corso della conferenza stampa finale dal direttore del Festival Claudio Gubitosi e dalla direzione artistica che ha visionato e scelto i titoli, Manlio Castagna, Luca Apolito, Gianvincenzo Nastasi, Antonia Grimaldi e Tony Guarino. Sono stati 105 i titoli in competizione, selezionati su oltre 4.600 produzioni in preselezione, e presentati nelle sezioni competitive Elements +3 (3-5 anni), Elements +6 (6-9 anni), Elements +10 (10-12 anni), Generator +13 (13-15 anni), Generator +16 (16-17 anni), Generator +18 (dai 18 anni in su) e Gex Doc.

Per i lungometraggi vince il Gryphon Award per la sezione Generator +18 il film "URBAN HYMN" dello scozzese Michael Caton-Jones che ha diretto Leonardo di Caprio e Robert De Niro in "This boy's life" (1993), Tim Roth in "Rob Roy" (1995), Bruce Willis e Richard Gere in "The Jackal" (1997), e girato "Scandal" (1989). Aambientato sullo sfondo delle rivolte estive britanniche del 2011, Urban Hymn racconta la storia di redenzione ambientata nel sud est di Londra della ribelle Jamie. Incoraggiata da Kate, un'anticonformista assistente sociale che le insegna a usare il canto come una sorta di liberazione. L'affetto di Jamie ben presto sarà conteso tra Kate e Leanne, la sua volubile e possessiva amica. Secondo classificato della sezione è "CHICKEN" dell'inglese Joe Stephenson.

 Galleria fotografica di Chicken
Galleria fotografica di Chicken

Vince il Gryphon Award per la sezione Generator +16 "THE VIOLIN TEACHER" del brasiliano Sérgio Machado, un insegnamento sulla forza di inseguire le proprie passioni anche quando non si raggiungono gli obiettivi prefissi. Il violinista Laerte si prepara da anni per entrare nella più importante orchestra sinfonica sudamericana. La sua umile famiglia si aspetta molto da lui. All'audizione però, la tensione è troppo alta e, vittima di una crisi nervosa, non riesce a suonare. Senza soldi né alternative, Laerte è costretto ad insegnare musica nella scuola pubblica di Heliopolis, il ghetto più grande e violento di San Paolo. Secondo classificato della sezione è "MY NAME IS EMILY" dell'irlandese Simon Fitzmaurice, in cui, a seguito della morte della madre e del ricovero del padre, la giovane Emily intraprende un viaggio per far uscire suo padre dal reparto di psichiatria quando capisce che qualcosa non va, stringendo nuove amicizie nel suo percorso e scoprendo il primo amore.

 Galleria fotografica di The Violin Teacher
Galleria fotografica di The Violin Teacher

Vince Generator +13 "FANNY'S JOURNEY" della francese Lola Doillon, film ambientato nel 1943 quando, in una Francia occupata dalla Germania, la giovane Fanny e le sue sorelline sono state mandate dai loro genitori all'OSE, un orfanotrofio per bambini ebrei. Quando i nazisti arrivano sul territorio italiano, i membri della OSE organizzano la partenza dei bambini verso la Svizzera. Fanny e le sorelle sono tra coloro che viaggiano verso il confine. Secondo classificato della sezione è "FOG IN AUGUST" del tedesco Kai Wessel, la storia di Ernst, ragazzo tedesco di 13 anni mandato in un ospedale psichiatrico per essersi comportato in maniera indisciplinata e insolente con un ufficiale nazista. Inaspettatamente il ragazzo fa amicizia con gli altri pazienti, e per la prima volta da molto tempo, si sente a casa. Ma scopre che l'ospedale ha un programma di eutanasia guidato dal Dr. Veithausen. Per aiutare i suoi nuovi amici, Ernst escogita un piano per sabotare il programma.

 Galleria fotografica di Le voyage de Fanny
Galleria fotografica di Le voyage de Fanny

Vince il Gryphon Award per Elements +10 "NELLY'S ADVENTURE" del tedesco Dominik Wessely, film ambientato nel 1943 quando, in una Francia occupata dalla Germania, la giovane Fanny e le sue sorelline sono state mandate dai loro genitori all'OSE, un orfanotrofio per bambini ebrei. Quando i nazisti arrivano sul territorio italiano, i membri della OSE organizzano la partenza dei bambini verso la Svizzera. Fanny e le sorelle sono tra coloro che viaggiano verso il confine. Secondo classificato è "TSATSIKI, DAD AND THE OLIVE WAR" della svedese Lisa James-Larsson: Tsatsiki non vede l'ora che arrivi l'estate per andare in Grecia da suo padre, Yanis. Quando arriva ad Agios Ammos però, il paesino è cambiato. Gli alberghi e i ristoranti sono deserti. In Grecia c'è una crisi economica e il suo amato paese non è come lo ricordava.

Vince la sezione Elements +6 "THE WILD SOCCER BUNCH - THE LEGEND LIVES!" del tedesco Joachim Masannek. La storia è quella di un gruppo di giovani - Leo, suo fratello Elias, Finn, Oskar, Joshua e Matze – che, nel loro tempo libero, giocano sempre insieme seguendo le orme dei leggendari Wild Soccer Bunch. Sebbene abbiano sentito parlare della leggenda della Tribù del Calcio, non ci credono...finché un giorno trovano una misteriosa mappa che li conduce in uno strano posto che ne dimostra l'esistenza. Si ritrovano tra i leggendari "Wild boys" e vengono scelti come successori degli originali, ormai adulti. A loro si unisce un settimo giocatore, Müller, che si rivela essere una ragazza. Secondo classificato "ZIP & ZAP AND THE CAPTAIN'S ISLAND" dello spagnolo Oskar Santos, in cui Zip e Zap riprendono a fare i loro soliti scherzi, ma vanno troppo oltre e vengono puniti: non faranno le vacanze natalizie, bensì un noioso viaggio in nave coi loro genitori in un'isola remota in cui vive Miss Pam insieme ad gruppo di orfani. Ed è in questo luogo bizzarro che i loro genitori improvvisamente scompaiono. Aiutati dai loro nuovi amici, Flecky, Macky e Pippi, i fratelli dovranno scoprire che cosa c'è dietro la sparizione dei genitori.

 Galleria fotografica di Wild Soccer Bunch - The Legend Lives
Galleria fotografica di Wild Soccer Bunch - The Legend Lives

Vince la sezione GEX DOC "REAL BOY" dell'americana Shaleece Haas, la storia di Bennett Wallace, adolescente transgender che intraprende un viaggio alla ricerca della sua voce in quanto musicista. Durante il suo percorso Bennett stringe una forte amicizia col suo idolo, Joe Stevens, noto musicista transgender anch'egli in lotta coi suoi demoni. Secondo classificato "DREAMING OF DENMARK" del danese Michael Graversen, racconto tratto dalla storia vera dell'avventura di Wasiullah, che aspetta i documenti per la cittadinanza dopo aver raggiunto da solo la Danimarca, a 15 anni, partendo dall'Afghanistan. Dopo aver vissuto per un po' illegalmente a Copenhagen, decide di partire per l'Italia nella speranza di ottenere un permesso di soggiorno che gli consenta di tornare in Danimarca, il paese che ormai considera casa...

 Galleria fotografica di REAL BOY
Galleria fotografica di REAL BOY

Per la sezione cortometraggi, infine, vincono il Gryphon Award per la sezione Generator +18 (fiction), "BEAUTIFUL" di Alessandro Capitani (Italia), per Generator +18 (animation) "BLIND VAYSHA" di Theodore Ushev(Canada), per Elements+10 "ZOMBRIELLA" di Benjamin Gutsche (Germania), per Elements+6 "REAL STRENGHT" di Svend Colding (Danimarca), per la sezione Elements +3 "CROCODILE" di Julia Ocker (Germania). Per la sezione Parental Control "Destinazione Italia" vince "IT'S A WONDERFUL LIFE" dell'italiano Valerio Attanasio.

"Vogliamo che tutti si sentano padri e padroni del Giffoni Film Festival" ha dichiarato il direttore Claudio Gubitosi nella conferenza di chiusura della 46esima edizione del GFF. "Dal 30 settembre al 30 aprile lanceremo un crowdfunding rivolto a tutti. Siamo certi che i ragazzi rinunceranno volentieri anche ad una pizza con gli amici e ad un gelato pur di sostenere Giffoni. Saranno loro e le loro famiglie a diventare i veri e principali sostenitori del GFF perché il Festival è il loro. Anche la società civile e imprenditoriale deve mobilitarsi e starci accanto. Invitiamo gli imprenditori salernitani, campani e nazionali a sostenerci attivamente".

Il direttore, poi, parla idealmente ai giurati. "Ieri sera - ascoltavo due ragazzi che tra loro dicevano: 'domani finisce Giffoni. E io che faccio?'". A quei 4.200 giovani dice: "Sono loro la nostra forza e la nostra risorsa, a loro ci rivolgeremo ancora per costruire la nuova edizione. I ragazzi, certo, ma non solo: anche le famiglie, perché quest'anno Giffoni ha aperto loro le porte dell'accoglienza, riservando proiezioni proprio ai genitori. Qui a Giffoni abbiamo trasferito i figli ai genitori e i genitori si sono impossessati dei figli", dice Gubitosi sottolineando come film in concorso "mettano in evidenza disagi, dolori, preoccupazioni, sintomi di una società che, come sappiamo, non è tranquilla".

Gubitosi snocciola numeri e cifre record, "impressionanti", "50 milioni di persone che hanno seguito complessivamente il Festival online, di cui 4 milioni di contatti in streaming. Non a caso il sociologo Domenico De Masi ha detto che 'Giffoni sta al cinema come Cupertino sta alla Apple'". Secondo il presidente Piero Rinaldi: "È stata una edizione grandiosa e i numeri lo confermano. Abbiamo superato numerose difficoltà, so cosa significa portare avanti una macchina così complessa. Tutto questo conferma la bontà del progetto di Claudio Gubitosi".



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