Giornate Degli Autori Venezia 78 2021

Venezia78, Giornate Degli Autori: i film della Selezione Ufficiale e delle Notti Veneziane


In Selezione Ufficiale: Madeleine Collins di Antoine Barraud, Senza Fine di Elisa Fuksas, Lovely Boy di Francesco Lettieri, Three Minutes - A Lengthening di Bianca Stigter, Il Silenzio Grande di Alessandro Gassmann, Il Palazzo di Federica Di Giacomo. Tra i film delle Notti Veneziane, Isolation anche diretto da Michele Placido.

di / 28.07.2021
Giornate Degli Autori Venezia 78 2021

E' stata presentata la diciottesima edizione delle Giornate Degli Autori in programma nell'ambito della 78 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia dall'1 all'11 settembre 2021.

Tra i film della Selezione Ufficiale 2021: 
Madeleine Collins di Antoine Barraud con Virginie Efira, Jacqueline Bisset, Nadav Lapid;
Senza Fine di Elisa Fuksas con Ornella Vanoni, Paolo Fresu, Vinicio Capossela, Samuele Bersani; 
Lovely Boy di Francesco Lettieri con Andrea Carpenzano, Ludovica Martino; 
Three Minutes - A Lengthening di Bianca Stigter con Helena Bonham Carter voce narrante;
Il Silenzio Grande di Alessandro Gassmann con Massimiliano Gallo, Margherita Buy, Marina Confalone, Antonia Fotaras; 
Il Palazzo di Federica Di Giacomo;
Californie di Alessandro Cassigoli, Casey Kauffman;
• i corti di Miu Miu Women's Tales: Shangri-La di Isabel Sandoval e I And The Stupid Boy di Kaouther Ben Hania.

Tra i film delle Notti Veneziane, realizzate in collaborazione con Isola Edipo:
Una Relazione di Stefano Sardo con Guido Caprino, Elena Radonicich, Federica Victoria Caiozzo aka Thony, Libero De Rienzo, Tommaso Ragno;
 Isolation di Michele Placido, Julia von Heinz, Olivier Guerpillon, Jaco van Dormael, Michael Wintebottom con Roberto Bolle, Andrea Bocelli, Rosa von Prunheim;
I Nostri Fantasmi di Alessandro Capitani con Michele Riondino, Paolo Pierobon, Alessandro Haber; 
Welcome Venice di Andrea Segre con Paolo Pierobon, Andrea Pennacchi, Roberto Citran, Ottavia Piccolo.


Viene presentato come evento speciale all'interno delle Giornate degli Autori ISOLAEDIPO a Venezia Isolation, un docufilm collettivo su cosa abbia vissuto l'Europa nel 2020 in piena pandemia, attraverso lo sguardo di cinque registi di nazionalità diverse: per l'Italia Michele Placido, per la Germania Julia Von Heinz, per la Svezia Olivier Guerpillon, il regista inglese Michael Winterbottom e il belga Jaco Van Dormael. Gli autori, nei cinque cortometraggi della durata di 15 minuti ciascuno, raccontano l'epidemia da Covid-19 e le conseguenti misure di contenimento che hanno colpito in termini sociali, psicologici ed economici i cittadini europei. Notorious Pictures di Guglielmo Marchetti ha promosso la coproduzione internazionale del progetto, a cui hanno aderito importanti partner produttivi dei rispettivi Paesi: Maze Pictures di Philipp Kreuzer in Germania, Tarantula di Joseph Rouschop in Belgio, Ingrid Lill Høgtun ha curato il segmento svedese come produttrice esecutiva per Fox in the Snow Films. L'episodio inglese è prodotto da Revolution Films dello stesso Winterbottom e Melissa Parmenter.

Come evento di pre-apertura di Notti Veneziane realizzato da Giornate degli Autori in collaborazione con Premio Bookciak! Azione e Isola Edipo  è stato scelto Il Mondo a scatti. E' un film che intreccia immagini di oggi e di ieri, immagini fisse e immagini in movimento attraverso un dialogo tra due persone che riflettono sulle cose visibili e invisibili del mondo: Cecilia, inarrestabile novantenne, fotografa, documentarista, sceneggiatrice viene ripresa da Paolo, fotografo, regista, curatore di eventi culturali. Cecilia Mangini – legata all'analogico della pellicola da sviluppare e da stampare – decide di avventurarsi nel digitale da cui si sente esclusa. Dai disegni delle caverne in poi, l'immagine ha sempre avuto un potere che ha a che fare con la magia. Magia è anche la fotografia…  il cinema a volte sconfina nella stregoneria, incanta gli occhi.

Viene presentato in occasione della 18a edizione delle Giornate degli Autori, Il silenzio grande, film che segna il ritorno alla regia di Alessandro Gassmann. Il film è tratto dall'omonima pièce teatrale di Maurizio De Giovanni, che firma anche la sceneggiatura insieme ad Andrea Ozza e lo stesso Gassmann. Una storia segnata dai conflitti, gli equivoci, i confronti, le voci e i silenzi di una famiglia tanto eccezionale quanto, nel suo intimo, caotica e disfunzionale. Ad interpretare i protagonisti: Massimiliano Gallo, Margherita Buy e Marina Confalone, affiancati dalle giovani stelle nascenti Antonia Fotaras (Luna Nera, Il nome della rosa) ed Emanuele Linfatti (I predatori, L'ombra del figlio). Il silenzio grande è prodotto da Paco Cinematografica di Isabella Cocuzza e Arturo Paglia in collaborazione con Vision Distribution, in collaborazione con Amazon Prime Video, SKY e Rai Cinema, oltre al contributo della Regione Campania - POR FESR Campania 2014-2020 Azione 3.3.2 - la collaborazione di Film Commission Regione Campania e con il sostegno della Regione Lazio – Fondo regionale per il cinema e l'audiovisivo. Una coproduzione italo-polacca Paco Cinematografica - Agresywna Banda. Il film sarà distribuito da Vision Distribution a partire dal 16 settembre.

Viene presentato Fuori Concorso alla 18a edizione delle Giornate degli Autori Lovely Boy, il nuovo film Sky Original di Francesco Lettieri prodotto da Indigo Film in coproduzione con Vision Distribution, con il sostegno di IDM Film Fund & Commission dell'Alto Adige. Nel cast ci sono anche Andrea Carpenzano, Daniele Del Plavignano, Ludovica Martino, Enrico Borello.

Le Giornate degli Autori compioni 18 anni

 Giornate Degli Autori 2021
Giornate Degli Autori 2021

Le Giornate degli Autori compiono quest'anno 18 anni. Un anno importante nell'ottica della selezione dei film perchè, dicono gli organizzatori: "È un anno di trasformazioni e nuove responsabilità, di distacchi e promesse a venire, di affrancamento dai modelli esistenti e ricerca di una voce propria. È l'anno dei primi bilanci, delle prime fragili o radicali scelte di campo, dei corpi in mutazione. È l'anno in cui ci si domanda quale sia il senso di tutto. Ed è proprio questa domanda che, al termine del processo di selezione, ci è venuta da attribuire, come una chiave di lettura sottotraccia, ai registi dei film scelti".

Le autrici e gli autori dei film in concorso raccontano storie i cui protagonisti si chiedono, più o meno esplicitamente "Chi sono? Mi riconosco in quello che credo di essere? Sono a mio agio con la vita che ho scelto?" La questione dell'identità è centrale in tutti i film della selezione. 

C'è una Virginie Efira in stato di grazia che interpreta una donna dalla doppia identità in un thriller hitchcockiano, una sorta di Vertigo visto dal punto di vista femminile (Madeleine Collins, terzo lungometraggio del francese Antoine Barraud); due giovani amanti che vagano per le strade deserte di una città cinese in pieno lockdown cercando di reinventarsi al meglio nel tentativo ludico e liberatorio di non subire il peso della realtà (Shen Kong, primo film di Chen Guan); una sound-designer (interpretata da Marta Nieto, vincitrice come migliore attrice a Orizzonti nel film Madre di Rodrigo Sorogoyen) che, colpita da una misteriosa malattia neuro-acustica, è costretta a riconsiderare tutta la sua vita (Tres del catalano Juanjo Giménez, vincitore di una Palma d'oro a Cannes e in cinquina agli Oscar 2017 con il corto Timecode); un poliziotto che trova un amore inaspettato, in un melodramma queer che connette implicitamente l'identità maschile tossica al presente del Brasile di Bolsonaro (Deserto Particular di Aly Muritiba); una ragazza confinata in un centro di riabilitazione per tossicodipendenti che diventa luogo deputato all'osservazione delle relazioni di potere che si instaurano all'interno di un gruppo (il rumeno Imaculat di Monica Stan e George Chiper Lillemark); l'elaborazione di un lutto indicibile, l'amicizia tra donne come base concreta dalla quale ripartire, il realismo magico come catalizzatore di emozioni che altrimenti finirebbero per sopraffare i due protagonisti (l'argentino Piedra Noche di Iván Fund); una giovane donna che, mentre assiste il padre morente, intraprende un viaggio nella memoria della propria vita, in uno scambio continuo tra passato e presente (il polacco Anatomia, debutto di Ola Jankowska).

Infine, tre personaggi che in modi diversi vivono a cavallo tra due mondi e che sono alla perenne ricerca della loro identità, oscillando tra senso di appartenenza e di estraneità: Adnan, uomo smarrito, straniero nel suo mondo, incapace di sentirsi in sintonia con chi gli è accanto, è il protagonista del primo lungometraggio girato sulle Alture del Golan, territorio siriano occupato da Israele dal 1967 (Al Garib di Ameer Fakher Eldin); Hasna, francese di origine magrebina, il cui personaggio è ispirato alla reale figura di Hasna Aitboulahchenm, morta durante il blitz della polizia a Saint-Denis e cugina di Abaaoud, ritenuto la mente degli attacchi terroristici al Bataclan di Parigi nel 2015 (Tu me ressembles, debutto alla regia della stimata giornalista egiziana Dina Amer, i cui produttori esecutivi sono Spike Lee e Spike Jonze); e infine Jamila, giovanissima protagonista del nostro unico titolo italiano in competizione, un'adolescente originaria del Marocco trapiantata vicino a Napoli sempre in bilico tra la ricerca del proprio posto nel mondo e il soccombere di fronte alle difficoltà, che vediamo letteralmente crescere davanti ai nostri occhi come un personaggio di Linklater, tra documentario e finzione (Californie di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, conosciuti per il pluripremiato documentario Butterfly).

Il tema della ricerca di un senso, del cinema come memoria privata e collettiva, della relazione tra passato e presente, è alla base dei tre documentari fuori concorso quest'anno alle Giornate degli Autori nell'ambito della 78 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Bianca Stigter, storica e critica culturale olandese, esamina un brevissimo filmato amatoriale girato nel 1938, unica testimonianza filmata di un villaggio ebreo polacco che è stato sterminato durante la seconda guerra mondiale, regalando un film sul significato delle immagini, sulla possibilità di ricostruire una storia e un'esistenza scomparsa (Three minutes. A Lenthening, narrato da Helena Bonham Carter e prodotto da Steve McQueen). La regista franco-israeliana Michale Boganim torna a Venezia dieci anni dopo La terre outragée con un personale road movie che affronta un tabù che affligge la società israeliana: la discriminazione sistematica che subiscono gli ebrei provenienti dai paesi arabi al loro arrivo nella Terra Promessa (Mizrahim, Les oubliés de la terre promise).

E dopo il Premio al Miglior Film di Orizzonti per Liberami nel 2016, ritorna a Venezia anche Federica Di Giacomo che con Il Palazzo offre un ritratto intenso di una comunità di amici che, come in una versione documentaria de Il grande freddo, si ritrova insieme molti anni dopo per celebrare la vita e la morte prematura dell'amico più emblematico del gruppo.

Tra gli Eventi speciali fuori concorso, tre titoli italiani che si confrontano con la musica, il teatro e le altre arti. Senza fine è un ritratto, un omaggio ma soprattutto la ricerca, come dice la regista Elisa Fuksas, "della giusta distanza per raccontare Ornella Vanoni, non la vita di Ornella Vanoni ma la rivelazione della sua intimità esibita". Il silenzio grande è il terzo film da regista di Alessandro Gassman, tratto dall'omonimo testo teatrale di Maurizio De Giovanni in cui un bravissimo Massimiliano Gallo raggiunge l'amara consapevolezza che vivere non significa essere vivi. Infine Lovely Boy, film diretto da Francesco Lettieri e scelto per la chiusura della selezione ufficiale, racconta la storia dell'altalena di successi e insuccessi di un trapper romano (interpretato magistralmente da Andrea Carpenzano), "una classica parabola di caduta e rinascita che racconta la fatica che crescere comporta sempre, a qualunque età, e le ferite che ci si porta dentro anche quando si è diventati, faticosamente, adulti"