Marco Palvetti

Marco Palvetti, intervista al protagonista di Gomorra - La serie


Nell'intervista a Marco Palvetti l'attore protagonista di Gomorra - La serie racconta la sua esperienza sul set, chi è il suo personaggio Salvatore Conte e quali sono i suoi prossimi progetti.

di / 09.07.2014
Marco Palvetti

Mentre cresce l'attesa per la seconda stagione annunciata di Gomorra - La serie, tra le serie più viste su Sky Atlantic quest'anno, abbiamo avuto modo di intervistare Marco Palvetti, nato il il 23 Aprile 1988, napoletano DOC, che nella serie interpreta il ruolo del temibile boss Salvatore Conte, rivale della famiglia Savastano. La serie tv Gomorra, nata da un'idea di Roberto Saviano e diretta da Stefano Sollima, Francesca Comencini e Claudio Cupellini, vanta un nutrito cast di attori, esordienti e non. Conosciamo un po' meglio Marco Palvetti, che il 27 luglio sarà ospite al Giffoni Film Festival e sarà premiato con l'Explosive Talent Award.

D.: Lei interpreta Salvatore Conte, il boss da cui - a ben vedere - tutto parte. E' infatti per un regolamento di conti che le vite dei protagonisti si intrecciano in questa sorta di girone infernale. Che cosa ci può dire del suo personaggio?

R.: è un felino, assetato di potere e senza scrupoli. Tutto il resto lo ha già detto "lui"!!

D: Com'è stato lavorare con Stefano Sollima, che già aveva conquistato la critica con il suo adattamento cult di Romanzo Criminale?

R.: Stefano Sollima è una persona meravigliosa, prima di essere un grande regista. Voglio ricordare che la regia degli episodi della serie è stata affidata non solo a Stefano ma anche a Claudio Cupellini e a Francesca Comencini. Io ho lavorato con Stefano e Claudio ed è stato bello e costruttivo poiché io mi fidavo di loro e loro di me. Spero in futuro di lavorare anche con Francesca Comencini.

D: Sin dal primo ciak, Gomorra ha suscitato molte polemiche. Penso ad esempio al gruppo A67 che, sul loro blog, scrivono: «Basta vedere le scene e i personaggi per capire qual è l'obiettivo di questa saga: pura speculazione sulla sofferenza viva delle persone di Scampia. Ma la cosa che fa più male è la mistificazione di chi ha avallato e ha collaborato a questo schifo. Non si può e non si deve far passare questa operazione di business come l'urgenza di raccontare un territorio». Lei, che è nato proprio in provincia di Napoli, come si rapporta a questo tipo di dichiarazioni?

R.: Le censure preventive non servono a nessuno. La serie è anzi un aiuto alla comunità.

D.: Al di là di queste polemiche, tuttavia, Gomorra ha avuto anche un immenso riscontro da parte del pubblico, che ha riempito i social network di pareri positivi. E forse è proprio nel favore degli spettatori che si deve ricercare la risposta a coloro che parlano della serie come se fosse un inno alla violenza, o una semplice manovra di mercato. Quali pensa siano gli elementi che stanno già sancendo il successo di questa serie tv?

R.: è un prodotto intelligente e curato nei dettagli.

D: Nel primo episodio della serie vediamo spesso icone della Madonna, tanto che il personaggio dell'Immortale, all'inizio, canta una canzone che sembra rivolta proprio a Lei. E in generale per tutto l'arco della puntata sembrano esserci richiami alla religione, cosa che ricorda molto il lavoro fatto da Martin Scorsese in molti dei suoi film. E' risaputo che Napoli poggia i suoi piedi in una forte credenza cattolica; questi inserti, allora, si possono considerare come una grande attenzione all'identità di una città o come un insistere continuo su stereotipi?

R.: Sono tratti di una cultura e di una tendenza che c'è in certe organizzazioni criminali. 
Detto ciò non credo assolutamente che da Gomorra - La serie possa venir fuori un insistere su stereotipi di religiosità. Ogni personaggio la vive a modo suo.

D.: Ha avuto modo di parlare con Saviano, prima di cominciare a girare?

R.: No. Mi sono confrontato con le sue opere.

D.: In una sua vecchia intervista per il portale Casoria Due, lei parla delle "Responsabilità dell'attore". Il discorso è più che mai valido anche oggi, in cui si trova ad interpretare un boss malavitoso …

R.: Io so di cosa parlo quando mi riferisco alla responsabilità dell'attore. Mi riferisco all'importanza che ha un essere umano che sta sotto i riflettori ( sul palcoscenico o davanti alla macchina da presa) e che ha il privilegio di avere l'attenzione degli altri. Fare bene e più che bene il proprio lavoro è il minimo che quell'essere umano possa fare. Questo vale per qualunque personaggio si va ad interpretare, in qualunque momento storico…

D.: Come ci si sente a far parte di un progetto di alto livello come Gomorra, la serie, che ha già suscitato l'interesse internazionale?

R.: Si ha appunto la responsabilità di non abbassare il livello del proprio lavoro e di assicurare al pubblico quello che merita, e cioè il massimo e di più.

D.: Lei ha un background fortemente teatrale e leggendo la sua biografia si ha l'impressione che il teatro sia il suo vero grande amore, tanto da spingerla a fondare anche una sua compagnia teatrale. Tutto questo l'ha aiutata ad entrare maggiormente nel personaggio? Le ha dato qualcosa in più in ambito recitativo?

R.: Vivere altre vite è il mio grande amore. Vivere le vite dei personaggi più svariati e attraverso quelle esprimere le esigenze umane più diverse. Il teatro è un mezzo per farlo. Sicuramente la disciplina che ti insegna il teatro è importante e può fare la differenza, ma credo che anche questo dipende dal carattere dell'individuo. È vero che il teatro aiuta il lavoro davanti alla macchina da presa, ma è vero anche il contrario!! Sono due modi diversi di stimolare la sensibilità dell'Attore per esprimere qualcosa, ma il fuoco che c'è dentro è lo stesso. L'Attore lo sa, lo sente. L'Attore….
La compagnia teatrale di cui sono socio fondatore (la Bluteatro) è stata fondata da me e da altri attori e lavoratori dello spettacolo, tutti under 35.

D.: Quali sono i suoi prossimi progetti?

R.: Ci sono dei progetti che sto portando avanti con la mia compagnia e la seconda tourneè teatrale dello spettacolo di successo "Nuda Proprietà", diretto da Emanuela Giordano. Dei progetti non ancora definiti o che sto valutandonon parlo poiché sono scaramantico....