Miele di Valeria Golino trionfa al Festival del Ciname di Tétouan


Per la sesta volta consecutiva, il Cinema italiano torna vincitore dal Festival du Cinéma Méditerranéen de Tétouan: a Miele di Valeria Golino il Prix Azzeddine Meddour pour la Première Oeuvre.

di / 09.04.2014

Il cinema italiano torna a trionfare al Festival del Cinema Mediterraneo di Tétouan che ha chiuso da poco la sua 20esima edizione.

Il film Miele di Valeria Golino ha vinto il Prix Azzeddine Meddour pour la Première Oeuvre (del valore di circa 2.000 euro). La giuria, presieduta dal maestro del cinema siriano Mohamad Malas e composta da Caterina d'Amico, Direttore della Casa del Cinema e Preside del CSC, dall'attrice marocchina Fatima Khair, dall'attore e regista francese Pascale Thoreau e dalla giornalista e critica cinematografica Barbara Lorey de Lacharrière, ha così motivato il premio:

"Opera matura, sceneggiatura luminosa da un soggetto delicato, acuta direzione degli attori".

Nella sezione documentari si è distinto Un Homme médiocre en cette époque de prétendus surhommes di Angelo Caperna, racconto dell'ascesa del fascismo dalla prospettiva di Ranuccio Bianchi Bandinelli, uomo di cultura discendente da un nobile casato senese, che ha vinto il Prix Spécial du Jury (del valore di circa 2.000 euro).

Il Grand Prix de la Ville de Tétouan del concorso cortometraggi è andato ad Antonio De Palo per il suo Volti, riflessione sui processi di integrazione, ambientato in un piccolo teatro storico e recitato da un cast misto di attori disabili e normodotati (del valore di circa 3.500 euro).

Gli altri film italiani presentati al Festival di Tétouan sono stati: L'intrepido di Gianni Amelio, programmato nell'ambito del focus Cinema e Diritti umani e Sta per piovere di Haider Rashid, in competizione nel  concorso internazionale.

Il MEDFILMfestival - Cinema del Mediterraneo a Roma da appuntamento a luglio, dal 4 al 13, con un ricco programma di film, anteprime, focus ed eventi speciali.

Miele racconta la storia di Irene, una ragazza di trent'anni che ha deciso di aiutare le persone che soffrono: malati terminali che vogliono abbreviare l'agonia, persone le cui sofferenze intaccano la dignità di essere umano. Un giorno a richiedere il suo servizio è un settantenne in buona salute, che ritiene semplicemente di aver vissuto abbastanza. L'incontro metterà in discussione le convinzioni di Irene e la coinvolgerà in un dialogo serrato lungo il quale la relazione tra i due sembrerà infittirsi di sottintesi e ambiguità affettive. Ecco il trailer: