Mr. Holmes di Bill Condon con Ian McKellen esce al cinema


Basato sul romanzo A Slight Trick of the Mind di Mitch Cullin, MR HOLMES reinventa il personaggio di Sherlock Holmes e lo fa vivere come se fosse una persona reale.

di / 16.10.2015
Mr. Holmes di Bill Condon con Ian McKellen esce al cinema

Videa ha annunciato che il film Mr. HOLMES di Bill Condon con Ian McKellen e Laura Linney arriverà nei cinema da novembre grazie a Videa. E' inoltre disponibile il primo trailer italiano del film, che potete vedere nel player qui sotto.

In MR HOLMES l'attore Ian McKellen è a capo di un cast stellare che comprende Laura Linney, Hiroyuki Sanada, Hattie Morahan, Patrick Kennedy, Roger Allam, Frances de la Tour, Phil Davis e il nuovo arrivato Milo Parker. Il film vede nuovamente insieme McKellen con il regista Bill Condon, dopo la loro collaborazione in Demoni e Dei (Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura Non Originale).

Basato sul romanzo A Slight Trick of the Mind di Mitch Cullin, MR HOLMES reinventa il personaggio di Sherlock Holmes e lo fa vivere come se fosse una persona reale. Oramai vecchio e in condizioni di salute precaria, il famoso, abile e razionale investigatore è costretto a confrontarsi per la prima volta con le sue emozioni, mentre le sue capacità deduttive lentamente sfioriscono.

È il tema dell'invecchiamento che ha convinto il regista Bill Condon ad accettare il progetto quando gli è stato proposto dal produttore Anne Carey. Dice il regista: "Ho pensato che la sceneggiatura di Jeffrey Hatcher fosse incredibilmente densa, ricca e poetica. Il film ha le caratteristiche tipiche dei misteri di Sherlock Holmes poiché c'è un caso irrisolto da molti anni su cui lui vuole assolutamente far luce; ma il nodo centrale del film è l'invecchiamento e il mistero di Sherlock Holmes stesso", dice Condon. "Sarà questo "il caso" da risolvere ed è una premessa molto intrigante – chi è Sherlock Holmes se non possiede più le sue sorprendenti e acute facoltà deduttive? E chi è ciascuno di noi senza le qualità che ci contraddistinguono e definiscono mentre viviamo l'ultima fase della nostra vita?"

Jeffrey Hatcher concorda sul fatto che il fascino della storia di Mitch Cullin risiede nell'aver immaginato il futuro di Holmes come quello di Conan Doyle, che si ritirò nel Sussex ad allevare api. Lì, mentre fa i conti con il decadimento della sua mente, è costretto a fare nuove conoscenze e stringere nuovi rapporti. "Holmes era sempre circondato da personaggi di supporto – Mrs. Hudson, il dottor Watson, Mycroft, l'Ispettore Lestrade. Ora che non ci sono più, che sono tutti morti, e Holmes è l'unico sopravvissuto, deve necessariamente creare nuove relazioni. Era stata una fortuna per lui aver avuto Watson, Hudson e gli altri perché per un uomo con capacità emotive così limitate, il solo pensiero di costruire nuove relazioni è una cosa spaventosa."

"Si tratta di un Holmes molto imperfetto - continua lo scrittore - questo aspetto del personaggio era già stato sottolineato nei film degli anni '70 come SHERLOCK HOLMES: SOLUZIONE SETTEPERCENTO and NAKED IS THE BEST DISGUISE. Quindi l'idea di un Holmes imperfetto non è nuova, ma in questo caso egli inizia a perdere un po' delle sue capacità intellettuali e mentali che non sono più pronte come quelle di un tempo. Non solo, si trova a dover instaurare nuove relazioni ma anche ad affrontare la perdita graduale del suo talento. Per dare ancora un senso alla sua vita, ha bisogno di trovare il modo per rivivere quelle capacità che lo contraddistinguevano; non sa perché è in pensione, non sa perché vive con quelle persone. Prova disperazione, senso di colpa e solitudine; non riesce a ricordare perché non è stato in grado di risolvere quel famoso caso 30 anni prima. Sa che non c'è riuscito, ma non sa perché e, senza sapere il motivo, non può andare avanti."

Anche il produttore Anne Carey ha sottolineato l'importanza dei temi dell'identità e della mortalità. "Mi piace che si tratti di un Holmes visto come uomo reale e non il personaggio famoso, la celebrità", dice. "Holmes è l'uomo dietro il mito che lotta con la sua stessa leggenda. Mi piace, inoltre, che lui sia stato il migliore in quello che ha fatto, un grande esperto di scienza e di logica ma, alla fine della sua vita, queste conoscenze e facoltà non gli hanno fornito quello di cui aveva bisogno, ed è proprio questo ciò che sta per scoprire. In un certo senso è una sorta di ammonimento."

A piacere ad Hatcher è stata, inoltre, l'abile manipolazione degli spostamenti temporali presenti nel romanzo che si muove tra il 1919, anno del mistero irrisolto che ha costretto Holmes a ritirarsi, e il 1947, anno in cui è ambientata la storia, quando lui è appena tornato da un viaggio in un Giappone devastato dalla guerra in cerca di una pianta che migliora la qualità della vita. "Il libro rappresenta abilmente questo meraviglioso gioco di time shifting", dice Hatcher. "Ambientare la storia nel 1947 è stato un colpo di genio, perché a quel punto Holmes è una sorta di eroe dimenticato ma, spostando continuamente la storia al 1919, ci viene ricordato il periodo glorioso dei classici casi di Holmes/Watson; gli spostamenti temporali sono elaborati con equilibrio e ricercatezza. Holmes è un uomo di intelletto, un risolutore di problemi e crede nella morale del bene vs il male, quindi non è difficile pensare che l'orrore di Hiroshima non sia che la conseguenza della pura intelligenza che cerca di distruggere il male. Anche se non dichiarato apertamente, c'è una sorta di parallelismo tra Holmes che "visita" il deserto della sua mente e la distruzione di Hiroshima; in un certo senso, quando torna in Inghilterra, cerca di ricostruire la sua vita e la sua memoria. È un modo per tentare di ristabilire il contatto con le radici e le esperienze che sono state così represse nel corso degli anni - come si fa a risorgere dalle ceneri e ristabilire il contatto con la vita?"

Per rendere un giocoso omaggio alle prime trasposizioni cinematografiche di Sherlock Holmes e del Dr. Watson, nel film sono presenti anche aspetti delicatamente divertenti e di prese in giro. "Negli anni '40 vediamo un Holmes che sa di essere una figura di culto", spiega Hatcher, "Holmes si prende gioco del fatto che Watson abbia trasformato le loro avventure in romanzi; il regista Bill Condon ha ritenuto divertente far sì che Holmes fosse a conoscenza anche di tutti i film incentrati su di lui. Così ho scritto una scena in cui Holmes va a vedere un B-movie, del tipo di quelli interpretati da Basil Rathbone e Nigel Bruce, incentrato sullo stesso caso che Holmes non era riuscito a risolvere anni prima. La versione cinematografica di se stesso sullo schermo gli mostra la storia che egli non riesce più a ricordare."

Ian McKellen era incuriosito dal lento crescendo della storia. "È una storia di mistero, un thriller", spiega l'attore. "Troviamo Holmes invecchiato, a 93 anni, che vive oramai in pensione nel sud dell'Inghilterra dove si occupa delle api, insieme alla governante e al figlio di lei. Questo è l'inizio della storia che poi pian piano si complica."

"Tradizionalmente Holmes non è raffigurato come un uomo felice", continua McKellen. "Anche se ha qualità invidiabili nessuno vorrebbe essere lui. E questo vale un po' anche per il nostro Holmes; ha 93 anni, è un uomo turbato che è andato in pensione forzatamente, completamente chiuso in se stesso. Ci sono meravigliose relazioni tra i personaggi centrali - la governante, il medico, gli ispettori, gli agenti investigativi, etc. - sono tutti incredibilmente fedeli e conformi al modo di narrare di Conan Doyle. È una sceneggiatura molto astuta e interessante; la sfida sta nell'imparare a conoscere i personaggi e ciò che li motiva è vedere come in modo schematico o più emotivo arrivano tutti a risolvere il "problema" nella mente di Sherlock".

Un altro elemento che ha affascinato l'attore è stato anche il fatto di interpretare un personaggio così anziano: "È un aspetto interessante, in quanto non ci sono molte storie che raccontano la vita di un uomo di 93 anni." E aggiunge: "Alla mia età, sono inevitabilmente interessato a ciò che significa essere vecchi, sopravvivere agli amici e cercare di farsene di nuovi, tentando di comprendere un mondo che a volte è completamente alieno. Non siamo in un mondo fantastico ma in quello reale ed è interessante per me visto che nel 1947, quando la storia inizia, avevo 6 o 7 anni e avrei potuto effettivamente incontrare questo personaggio."

Accanto a McKellen recitano Laura Linney nel ruolo della governante Mrs. Munro e Milo Parker che interpreta Roger, il figlio adolescente di lei. Linney è da sempre una grande fan di Sherlock Holmes. "Mi sono innamorata di Sherlock Holmes e del suo mondo a undici o dodici anni con i film di Basil Rathbone", dice. "Questo mi ha portato a Conan Doyle. Avevo una felpa che aveva Sherlock Holmes sulla schiena! Ero una vera fanatica. Holmes è un genio misterioso dotato di una mente singolare che tutti invidiano; credo che tutti noi vorremmo avere la sua rapida e impeccabile capacità di valutare le cose. È un tipo un po' solitario e raffinato, è un uomo affascinante, brillante e complicato - è decisamente un insieme inebriante."

Il terzo personaggio del triangolo è Roger, il figlio di 10 anni di Mrs. Munro che presto diventa il prezioso aiutante di Holmes, con grande preoccupazione di sua madre. Trovare un giovane attore per il ruolo di Roger è stata la sfida più ardua per il regista Bill Condon. "Il film è costruito sul rapporto che esiste tra i tre ed era quindi molto importante che ci fosse una buona sintonia. Roger è affascinato da Holmes e desidera essere come lui. Milo Parker è molto naturale nella recitazione, ed è ciò che si desidera di più in un attore bambino, ma è anche molto sicuro di sé. La mia unica preoccupazione era che avrebbe dovuto cimentarsi nel trasmettere il dolore e la perdita che il ruolo di Roger richiedeva, ma Milo è stato eccezionale anche in quello."



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