Dottori in corsia 2 - Ospedale Pediatrico Bambino Gesù su Rai3

In questa seconda stagione la docu-serie vede la partecipazione straordinaria di Federica Sciarelli e racconta storie di eccellenza medica del passato e del presente.
Dottori in corsia 2 - Ospedale Pediatrico Bambino Gesù su Rai3

Con una puntata speciale in onda sabato 16 novembre alle ore 21.45 su Rai3 va in onda la nuova edizione della docu-serie "Dottori in corsia - Ospedale Pediatrico Bambino Gesù", una serie di Simona Ercolani. In questa nuova stagione la docu-serie vede la partecipazione straordinaria di Federica Sciarelli e racconta storie di eccellenza medica del passato e del presente.

Storie di piccoli pazienti, delle loro famiglie e dei professionisti che ruotano intorno a loro, tutti impegnati nella quotidiana ricerca della guarigione.

Federica Sciarelli guida il racconto, intervistando i protagonisti e ripercorrendo con loro i momenti importanti nel viaggio verso la guarigione per documentare dal vivo il miracolo quotidiano della medicina. La docu-serie porta sul piccolo schermo casi di alta e media complessità medica che nascono all'interno dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, struttura d'eccellenza a livello europeo, accompagnando i piccoli pazienti dal momento del ricovero o dell'inizio della terapia fino alla dimissione.

Oltre alle storie dei pazienti ricoverati in ospedale, la docu-serie ripercorre la vita di chi la malattia l'ha sconfitta e, grazie alle cure, ha ritrovato il sorriso. In questa edizione si narrano gli eventi che hanno animato e animano la vita dei reparti di oncologia, cardiologia, neonatologia, reumatologia, disturbi alimentari, neurologia, nefrologia, terapia intensiva e area rossa del pronto soccorso, seguendo il lavoro dei diversi staff medici e del personale sanitario e raccontando come la vita nelle corsie si intrecci in modo indissolubile con la storia delle famiglie che, ogni giorno, affrontano la sfida della malattia e del percorso di cura.

Un'attenzione particolare, inoltre, alle sfide della ricerca e ai nuovi protocolli di cura. L'Ospedale Bambino Gesù affiancherà alla messa in onda delle puntate un'attività di comunicazione online con l'obiettivo di fornire una corretta e tempestiva informazione sanitaria agli utenti. Sul portale www.ospedalebambinogesu.it si possono trovare articoli e approfondimenti rispetto alle patologie affrontate in ogni puntata. I contenuti verranno anche condivisi attraverso i canali social dell'Ospedale. Hashtag ufficiale: #Dottoriincorsia

"Dottori in corsia - Ospedale pediatrico Bambino Gesù" è una serie prodotta da Stand by me in collaborazione con Rai Fiction. Produttore creativo Simona Ercolani, Produttore Rai Mirco Da Lio. A cura di Davide Acampora. Scritto da Simona Iannicelli, Eleonora Orlandi, Andrea Felici e con Serena Cervoni, Giorgia Sonnino, Stefania Colletta, Laura Pusceddu. Regia di Michele Imperio.

LE STORIE DELLA PRIMA PUNTATA

Una puntata speciale, in onda su Rai3 sabato 16 novembre alle ore 21.45, dà il via alla nuova stagione della docu-serie, raccontando le storie di quattro piccoli pazienti, delle loro famiglie e dei professionisti che hanno accompagnato il loro difficile percorso di guarigione.

Federica Sciarelli ripercorre in questa prima puntata la storia di Alessandro Maria Montresor, conosciuto da tutti come "il piccolo Alex", un bimbo arrivato dall'Inghilterra nel reparto di oncoematologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nell'inverno del 2018. I suoi genitori Paolo e Cristiana hanno deciso di raccontare per la prima volta la storia di loro figlio e di come sia stata salvata la sua vita dai medici e dal personale infermieristico del Bambino Gesù. La storia di Alex è arrivata dritta al cuore degli italiani e non solo. Da tutto il mondo migliaia di persone sono scese in piazza per aiutarlo, rispondendo ad un appello lanciato sui social dal papà Paolo per cercare un donatore di midollo compatibile. Una catena incredibile di solidarietà che ha portato in tutto il mondo ad un aumento di iscrizioni nel registro dei donatori di midollo osseo.

Ad Alex infatti a 16 mesi viene diagnosticata una malattia genetica rara: l'HLH, patologia che colpisce il sistema immunitario, la cui unica cura possibile è un trapianto di midollo. Purtroppo però nonostante le migliaia di donazioni nessuna risulta compatibile con il piccolo Alex. Per questo i medici ipotizzano un'altra disperata e pericolosa soluzione per salvargli la vita: tentare un trapianto di midollo con una persona che è compatibile parzialmente, cioè un genitore. In Europa l'unico centro che ha l'esperienza per tentare questa strada è proprio il reparto di oncoematologia del Bambino Gesù. Federica Sciarelli intervista la mamma Cristiana e i medici protagonisti ripercorrendo tutta la storia dalla diagnosi al trapianto di midollo fino all'esame più importante - quello dei 100 giorni - e l'emozionante ritorno a casa della famiglia che dopo più di un anno può lasciare l'ospedale e tornare a Londra.

Dal reparto di oncoematologia, Federica Sciarelli si sposta in quello di cardiologia dove incontra Giulia Rossi, una giovane donna di trent'anni. All'Ospedale Bambino Gesù è arrivata quando aveva appena pochi mesi di vita. Giulia vive con un cuore che non è il suo, un cuore trapiantato. Nel 1987, appena nata a Perugia, i medici avevano dato a sua mamma Simonetta pochissime speranze. Giulia è stata portata d'urgenza al Bambino Gesù e messa in lista per un trapianto di cuore. Il suo è stato uno dei primi trapianti effettuati al Bambino Gesù e uno dei primi trapianti di cuore a livello nazionale, con tecniche all'epoca all'avanguardia e sperimentali. Dopo 26 anni però Giulia è costretta a tornare d'urgenza al Bambino Gesù per una crisi di rigetto e ritrova in ospedale uno dei medici che l'aveva operata quando aveva pochi mesi. Un medico che all'epoca aveva appena iniziato a lavorare in ospedale e oggi coordina quello stesso reparto. Giulia viene curata e messa in terapia intensiva. Ed è proprio in quei giorni di terapia intensiva che decide di prendere una decisione rischiosa e coraggiosa per una donna trapiantata: avere un figlio. Federica Sciarelli intervista Giulia, Simonetta e il medico che le ha salvato la vita due volte per ripercorrere questa storia incredibile che lega tre generazioni: dalla mamma Simonetta futura nonna, alla figlia Giulia futura mamma fino ad arrivare a Valeria che nascerà tra pochi mesi.

La terza storia è quella di Anna, una ragazzina di 11 anni, arrivata all'Ospedale Bambino Gesù subito dopo la nascita nel 2008. I suoi genitori Anna e Filippo hanno avuto paura di perderla non una ma tante volte e lo raccontano a Federica Sciarelli che ricostruisce a distanza di 11 anni la loro incredibile storia. A pochi giorni di vita Anna deve subire un intervento a cuore aperto di quasi 12 ore, perché affetta da una patologia cardiaca molto complessa detta TGA, trasposizione delle grandi arterie. Dopo 20 giorni in reparto viene dimessa, tutto sembra andare per il meglio, quando proprio mentre Anna, Filippo e Laura stavano effettuando una visita di routine in Ospedale, il cuore di Anna smette di battere e va in arresto cardiaco. Viene portata d'urgenza in rianimazione. Un'equipe formata da 11 medici prova a rianimarla per più di un'ora, con il rischio di poterle causare danni irreparabili al cervello. Abbiamo raccolto le testimonianze dei medici presenti in quella stanza in quegli attimi drammatici e che hanno deciso di non fermarsi mai, nonostante tutto lasciasse pensare al peggio. Dopo un'ora il cuore di Anna, anche grazie alla caparbietà dei medici, ha ripreso a battere. Anna adesso fa equitazione e nuoto, contro ogni previsione quell'arresto cardiaco così prolungato non ha avuto conseguenze sul suo corpo.

La quarta storia è il racconto live di un neonato, Guido, nato con la stessa patologia di Anna. Le telecamere documentano l'arrivo d'urgenza in ospedale di Ester, la mamma di Guido, il parto ma soprattutto la difficile e delicata operazione a cui Guido dovrà essere sottoposto appena nato: la Manovra di Rashkind.

LE STORIE DELLA SECONDA PUNTATA

Domenica 24 novembre 2019 in seconda serata su Rai 3 va in onda la seconda puntata di "Dottori in corsia - Ospedale Pediatrico Bambino Gesù".
Le storie di Guido e Mattia raccolte da Federica Sciarelli sono al centro della puntata, dove si entra nel reparto di cardiologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
La storia di Guido, già introdotta nella prima puntata della serie, è quella di un neonato affetto da una patologia cardiaca molto complessa detta TGA, trasposizione delle grandi arterie. Guido appena nato è stato sottoposto a un delicato intervento chiamato Manovra di Rashkind, ed è stato poi trasportato in terapia intensiva in attesa di affrontare l'intervento correttivo al cuore che gli permetterà di condurre una vita normale. Purtroppo le sue condizioni peggiorano, per cui i dottori decidono di anticipare l'intervento di trasposizione. Federica Sciarelli è accanto ai suoi genitori, Ester e Sandro, durante la difficile operazione chirurgica di quasi dieci ore. Tutto va per il meglio e Guido torna in terapia intensiva in attesa di tornare a casa con mamma e papà.
La seconda storia è quella di Mattia, un bambino palermitano di 9 anni arrivato al Bambino Gesù quando aveva 4 anni perché affetto da una cardiomiopatia restrittiva. Come raccontano il papà Giovanni e la mamma Maria a Federica Sciarelli, la malattia di Mattia è tenuta inizialmente a bada coi medicinali. La situazione precipita dopo due anni, quando i medici decidono di impiantare nel piccolo un cuore artificiale in attesa di uno vero. Finalmente il cuore arriva e Federica Sciarelli segue Mattia e i suoi genitori in questa ultima fase dell'operazione. Il delicato intervento, della durata di 11 ore, avrà un esito positivo e Mattia potrà iniziare una nuova vita.

LE STORIE DELLA TERZA PUNTATA

Domenica 1 dicembre 2019 in seconda serata su Rai 3 va in onda la terza puntata di "Dottori in corsia - Ospedale Pediatrico Bambino Gesù".
La puntata si apre con la storia del piccolo Lorenzo, un bambino a cui è stato diagnosticato un tumore al cervello a pochi giorni di vita. La sua gemella Lavinia è in ottima salute mentre Lorenzo, subito dopo il parto, è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva neonatale del Bambino Gesù, in attesa del delicato intervento chirurgico. Nonostante abbiano firmato il consenso informato, i genitori Stefano e Arianna vivono momenti di grande preoccupazione, trattandosi di un intervento ad alto rischio con una forte possibilità di creare danni cerebrali. Lorenzo supera brillantemente l'operazione ma tornerà a casa solo per pochi giorni perché, a causa dell'aggressività del tumore - di cui rimane ancora qualche traccia - dovrà tornare in ospedale per sottoporsi a dei cicli di chemioterapia.
La seconda storia è quella di Diana arrivata al Bambino Gesù a soli 15 giorni di vita con un male a cui i medici non riescono a dare un nome. Dopo mesi di ricerche i medici capiscono che è affetta da una malattia autoimmune molto rara, la HLH, e la curano con un farmaco sperimentale. Federica Sciarelli incontra i genitori di Diana quando la piccola ha già quattro anni ed è di nuovo al Bambino Gesù per sottoporsi a un trapianto di midollo, l'unica via che potrà portarla a una guarigione completa nonostante il farmaco sperimentale abbia migliorato la sua situazione. L'intervento di trapianto del midollo, donatole dal papà Gianluca, riesce perfettamente e Diana potrà finalmente tornare a casa, con l'unica accortezza di visitare l'ospedale di tanto in tanto per dei controlli di routine.

LE STORIE DELLA QUINTA PUNTATA

Nella quinta puntata, in onda Domenica 15 dicembre in seconda serata su Rai 3, Federica Sciarelli ripercorre le storie di coraggio e di speranza di Silvia, una bambina di cinque anni che ha sconfitto un linfoma gravissimo, e Denise, a cui i medici hanno salvato la vita dopo un'ostruzione accidentale delle vie aeree.  

Dal dicembre 2015, Silvia è in cura al Bambino Gesù a causa di una leucemia linfoblastica acuta di tipo B, una malattia molto rara ed aggressiva, contro cui le due precedenti linee di terapia hanno fallito. L'unica soluzione è un trapianto di midollo ma, nonostante Silvia abbia tre fratelli, nessuno dei famigliari è compatibile. Per fortuna il midollo arriva da un donatore americano e Silvia può così prepararsi al delicato intervento, che riesce perfettamente. Da qui inizia una fase molto critica: il periodo di attesa dell'attecchimento, durante il quale il sistema immunitario di Silvia è molto debole. Al suo fianco, come sempre, c'è mamma Roberta che vive momenti di grande preoccupazione. Fortunatamente il midollo attecchisce e Silvia viene dimessa. A 100 giorni dal trapianto, Roberta e Silvia tornano in ospedale per fare le analisi dell'ago aspirato che confermano che la malattia è in remissione. Adesso la piccola Silvia sta bene, è guarita e può tornare a casa e a scuola, anche se dovrà sottoporsi di tanto in tanto a dei controlli di routine.

La storia di Denise, invece, è legata ad un evento accidentale che l'ha messa in forte pericolo di vita. A un anno, mentre gioca in una ludoteca, Denise ingerisce casualmente un fagiolo crudo che le ostruisce le vie aeree impedendole di respirare. Le operatrici della ludoteca chiamano con urgenza un'ambulanza e subito dopo telefonano alla madre, Francesca, che accorre immediatamente mentre il 118 e il Bambino Gesù sono in stretto contatto per tentare delle manovre di disostruzione. Intanto viene chiamata anche un'eliambulanza perché il percorso verso l'ospedale è troppo lungo e bisogna scongiurare il rischio di morte cerebrale. All'arrivo dell'elicottero Denise sta avendo un arresto cardiaco e, quando atterra insieme a mamma Francesca nell'eliporto di Città del Vaticano per raggiungere in ambulanza il Bambino Gesù, è già in arresto cardio-respiratorio da più di mezz'ora. Viene immediatamente portata in sala operatoria e, grazie ad un delicato intervento salvavita, quel fagiolo che ha rischiato di soffocarla viene rimosso. Le funzionalità vitali ripartono ma Denise, che ha avuto vari arresti cardiaci prima dell'operazione, viene portata in terapia intensiva e tenuta per dieci giorni in coma farmacologico, per capire se le funzionalità cerebrali sono state compromesse. Fortunatamente tutte le analisi danno esiti positivi e Denise, che è stata lentamente risvegliata, può finalmente tornare a casa con la sua famiglia.

LE STORIE DELLA SESTA PUNTATA

Nella sesta puntata, in onda Domenica 22 dicembre in seconda serata su Rai 3, Federica Sciarelli ripercorre le storie di Sveva, un'adolescente guarita da una grave aritmia cardiaca, e Carmelo, un trentenne a cui dieci anni fa era stato diagnosticato un linfoma e che, non solo è guarito, ma oggi è diventato un medico.

Sveva, una ragazzina di 13 anni con tante passioni e progetti, è arrivata dalla Sicilia al Bambino Gesù in condizioni molto critiche. I medici le hanno diagnosticato la sindrome di Wolff-Parkinson-White, un disturbo cardiaco congenito caratterizzato da una anormale attività degli impulsi elettrici del cuore, che ha gravemente compromesso le sue funzioni. La situazione di Sveva è talmente delicata che i medici inizialmente pensano di candidarla per un trapianto ma, mentre la ragazza è in terapia intensiva, si riuniscono per capire come aiutarla e decidono di escludere momentaneamente il trapianto e di effettuare, invece, un intervento di ablazione. L'intervento è molto rischioso e potrebbe compromettere ulteriormente la situazione ma riesce perfettamente e quella asincronia cardiaca che scompensava il cuore di Sveva viene eliminata per sempre. Dopo una notte passata in rianimazione, Sveva può dirsi salva. Ora è pronta per tornare a casa coi suoi genitori e ricominciare a vivere la bellezza dei suoi 13 anni.

La storia di Carmelo, invece, è quella di chi non solo ha affrontato con successo la sua malattia ma ha deciso di occuparsi come medico anche di quella degli altri. Nel 2009, Carmelo ha vent'anni e studia Lettere Classiche all'Università di Udine. Durante le vacanze estive al mare con i genitori si ammala di una febbre molto alta e il padre, preoccupato, lo porta subito dal medico che, non convinto dalle condizioni del ragazzo, coinvolge un radiologo per fare ulteriori accertamenti. La diagnosi è drammatica: Carmelo ha un Linfoma di Hodgkin all'ultimo stadio. Il suo caso viene preso in carico dal Professor Locatelli, responsabile del reparto di onco-ematologia del Bambino Gesù, che cerca subito di trovare una via di guarigione per una situazione già molto compromessa. Carmelo non risponde bene alle prime chemioterapie ma non si abbatte e, grazie anche al supporto di suo fratello e con la voglia di capire cosa stia succedendo al suo corpo, decide di prendere in mano qualche libro di medicina. Studia e lotta contro la malattia mentre Locatelli e la sua équipe decidono di cambiare terapia e di tentare un auto-trapianto di cellule staminali. Carmelo guarisce e prende la decisione di cambiare facoltà, iscrivendosi a Medicina, dove avrà come professore proprio il Prof. Locatelli. Oggi Carmelo si è laureato brillantemente ed è diventato un medico.

LE STORIE DELLA OTTAVA PUNTATA

Nella ottava ed ultima puntata, in onda Domenica 5 gennaio in seconda serata su Rai 3, Federica Sciarelli ripercorre le storie di Alessandro e Cristian: due vicende molto diverse, piene di coraggio e fiducia, di estrema dedizione da parte di medici e infermieri e di grande speranza e supporto da parte delle famiglie dei ragazzi.

La prima storia è quella di Alessandro, un ragazzo di 19 anni con un'insufficienza renale cronica che lo costringe a continue sessioni di dialisi in ospedale, in attesa del trapianto di rene. Purtroppo nessuno in famiglia è compatibile e Alessandro viene inserito nella lista trapianti. Per tre anni Alessandro si sottoposto a dialisi e, frequentando l'ospedale, ha conosciuto nuovi amici e scoperto una passione per il lavoro da infermiere. Un giorno, durante la dialisi, il suo dottore gli comunica che è arrivato un rene per lui, ma purtroppo l'organo non è idoneo. L'equipe decide quindi di non procedere all'intervento. L'attesa del trapianto potrebbe durare ancora a lungo, ma Alessandro non si perde d'animo.

La seconda storia è quella di Cristian, un bambino molto dolce e pieno di vita che, come premio per la sua promozione, chiede di poter andare a trovare la zia, che vive a Piacenza. Maria Pina, la mamma, durante una videochiamata si accorge che il bambino ha una strana tosse e, preoccupata, decide di portarlo subito in ospedale. Qui i medici riscontrano in Cristian un gravissimo problema cardiaco che sta mettendo a rischio la sua vita: il bambino viene trasferito a Firenze, dove gli viene diagnosticata una miocardia dilatativa. Successivamente viene portato in eliambulanza al Bambino Gesù di Roma. Qui l'equipe medica si rende conto che la situazione è critica e senza perdere tempo decide di impiantargli un cuore artificiale di ultima generazione chiamato HeartMate3. L'intervento riesce alla perfezione. Cristian dovrà ora trascorrere alcuni mesi in ospedale per far riposare il suo cuore, prima di tornare a casa con la famiglia e riprendere in mano la propria vita.

NOTE DI PRODUZIONE

Il lavoro svolto ha richiesto un notevole sforzo produttivo che ha impiegato ben 12 mesi di lavoro, con una progettazione minuziosa che ha visto all'opera una nutrita squadra di autori e film-maker, impegnati in riprese quotidiane finalizzate allo scopo ben preciso di documentare la vita all'interno dell'ospedale: dalle visite di accettazione sino alle diagnosi, dai briefing mattutini dei medici alle sale operatorie. A questo si affianca in questa stagione un lungo e accurato lavoro di ricerca per individuare le più incredibili storie del passato avvenute nei reparti del Bambino Gesù. Un grande lavoro di ricerca e archivio per ricostruire i fatti attraverso le domande e la curiosità di Federica Sciarelli. Una collaborazione che non ha prestato soltanto l'intera struttura e il suo eccellente personale, ma anche la sua consulenza per entrare nel cuore delle storie di questa incredibile realtà medica italiana.



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