Rai3: Racconti di vita in occasione della giornata Europea del Dialogo Interculturale


Da oggi, 26 settembre 2010, torna la nuova edizione di “Racconti di vita“, la trasmissione targata RAI di Giovanni Anversa dedicata alle tematiche sociali. Il 3 ottobre andrà in onda una puntata speciale, alle 12.55 su Rai3, intitolata ” Il suolo natal” che prende spunto dal “Va pensiero” di Verdi e quel “suolo natal” riguarda […]

Da oggi, 26 settembre 2010, torna la nuova edizione di “Racconti di vita“, la trasmissione targata RAI di Giovanni Anversa dedicata alle tematiche sociali. Il 3 ottobre andrà in onda una puntata speciale, alle 12.55 su Rai3, intitolata ” Il suolo natal” che prende spunto dal “Va pensiero” di Verdi e quel “suolo natal” riguarda proprio le migliaia di ragazzi figli di stranieri che pur essendo nati in Italia o arrivati da piccoli sono costretti a rinnovare il permesso di soggiorno in attesa di una cittadinanza che continua ad essere lunga da ottenere.

A parlare sarà il giovane eritreo-milanese Jonas, già autore di un filmato molto significativo dal titolo: “Italia madre o matrigna?” dove racconta le sue origini e la sua vita di oggi alla prese con la burocrazia e la cinese Federica Zhou, un’altra “nuova italiana” che pur essendo nata sul nostro “suolo” e avendo ottenuto ottimi risultati scolastici è ancora costretta a dipendere da un permesso di soggiorno a tempo. I filmati affronteranno queste situazioni dando conto di come le cosiddette “seconde generazioni” rappresentino ormai una parte del futuro dell’Italia.

La data del 26 settembre ricorda la giornata Europea del Dialogo Interculturale, iniziativa promossa dall’Unione Europea per sensibilizzare l’opinione pubblica e le giovani generazioni sull’importanza di costruire una società aperta, attiva, basata su valori comuni e rispettosa delle differenze culturali, un’occasione che offre spunti di riflessione anche sull’ impegno istituzionale che la Rai, in qualità di servizio pubblico radiotelevisivo, ha profuso attraverso la sua programmazione.

Istituita nel 2008, la giornata Europea del Dialogo Interculturale, rappresenta uno strumento importante per un confronto “allargato” e una crescita sociale consapevole basata non solo sul semplice processo di assimilazione degli immigrati, ma di arricchimento reciproco tra cittadini di diverse culture ed etnie chiamati a “convivere” nello stesso territorio, un giorno in cui si vuole ricordare e ribadire che la dimensione interculturale appartiene in maniera costitutiva a tutti i cittadini dell’Europa e che è parte del nostro passato e del nostro presente, e del nostro futuro, con maggiore intensità.

La Rai, attraverso i numerosi canali televisivi (digitali e non), ma anche attraverso la Raio, ha offerto e offre con la sua programmazione un contributo prezioso alla crescita di una consapevolezza critica collettiva verso i temi dell’immigrazione e del dialogo fra culture.

L’argomento oltre ad essere il tema prioritario di trasmissioni dedicate in modo specifico all’immigrazione e alla società multietnica, risulta essere trattato “a pioggia” in tutto il palinsesto delle reti Rai e in tutte le fasce orarie attraverso trasmissioni di varia natura, dai programmi per ragazzi, alle trasmissioni di intrattenimento, dai telegiornali e radiogiornali ai programmi di attualità e spettacolo, dagli appuntamenti settimanali di approfondimento politico a quelli di carattere culturale e religioso.

Oltre a storici appuntamenti tv come quello di Rai Educational con “Un Mondo a colori” oggi ribattezzato “Crash-contatto, impatto, convivenza“, quello con “Altre voci Diritti Negati” di Rai News, di Tg3 Shukran, Tgr- Mediterraneo, nella stagione appena trascorsa, quella 2009/2010, sono stati tantissimi gli appuntamenti, i servizi, gli speciali giornalistici, le inchieste e i reportage che, incalzati dagli avvenimenti di cronaca, hanno raccontato l’Italia multietnica e multiculturale.

In tv e in radio il fattore immigrazione risulta essere stato affrontato nella sua globalità, sia da un punto di vista sociale che sociologico, prendendo in considerazione cioè sia gli aspetti positivi, quelli collegati alla ricchezza culturale e alla crescita comune, sia quelli più stridenti, legati invece ai casi di convivenza problematica. Non sono mancati neppure gli appuntamenti con film e fiction che hanno offerto uno spaccato sulla vita dell’immigrato, sulla diversità di usanze, culture e religioni e non solo in Italia.

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