Ad Astra, recensione [Venezia 76]

Presentato in Concorso a Venezia 76, Ad Astra è un film di fantascienza che colpisce dal punto di vista visivo ma non convince per quanto riguarda la sceneggiatura, risultando così non del tutto riuscito.
Ad Astra, recensione [Venezia 76]

Diretto da James Gray, Ad Astra racconta la storia di Roy McBride, un astronauta il cui padre è scomparso misteriosamente durante missione nello spazio affidatagli molto tempo prima. Quando un giorno Roy scopre che è possibile che suo padre, fino a quel momento creduto morto, possa essere ancora vivo, l'uomo partirà alla ricerca di quest'ultimo nella speranza di poterlo rintracciare. Il suo diventerà un lungo viaggio che lo metterà a dura prova ma che gli permetterà allo stesso tempo di scoprire molto di più di quello che si aspettava, sulla sua missione, su suo padre, ma soprattutto su se stesso.

 Ad Astra
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Film di fantascienza dallo stile classico, Ad Astra è un'opera che impressiona a caldo per la regia e gli incredibili effetti visivi, tuttavia a mente fredda è facile riscontrare vari problemi a livello di sceneggiatura. Dietro la stupefacente visione spaziale del viaggio di Roy McBride tra le stelle (realizzato con estrema cura dal punto di vista tecnico), si nascondono soluzioni narrative che appaiono spesso piuttosto banali e prevedibili rendendo così la visione talvolta poco coinvolgente. Inoltre, nonostante la riflessione sullo spazio profondo e sulle profondità dell'animo umano sia sicuramente incisiva e molto interessante, non mancano dialoghi che risultano spesso semplicistici e che danno quindi l'idea di un discorso poco omogeneo e talvolta decisamente poco plausibile.

 Ad Astra
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L'interpretazione di Brad Pitt nei panni del solitario e imperturbabile astronauta Roy McBride è discreta ma non eccellente, al contrario a convincere maggiormente sono il bravissimo Tommy Lee Jones nel ruolo del padre del protagonista, Donald Sutherland e Ruth Negga.

Ad Astra risulta quindi un film che ha indubbiamente alcuni problemi al suo interno ma anche diversi elementi postivi, tuttavia questi non sono abbastanza per renderlo un film del tutto riuscito.

Valutazione di Cristina Gervasio: 6 su 10
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