Alita - Angelo della battaglia

Alita - Angelo della battaglia, la recensione



Alita - Angelo della battaglia è un film che interseca perfettamente le caratteristiche principali del cinema dei suoi creatori, ovvero Robert Rodriguez e James Cameron, tutto messo insieme da una potenza visiva spettacolare.

di / 09.02.2019
Alita - Angelo della battaglia

Alita - Angelo della battaglia è l'adattamento cinematografico dell'omonimo manga degli anni Novanta scoperto da James Cameron grazie alla segnalazione dell'amico Guillermo Del Toro, tutto ciò quasi vent'anni fa, quando la 20th Century Fox ne acquisì i diritti a nome del regista e produttore. Dopo tutti questo tempo la pellicola vede finalmente la luce delle sale di tutto il mondo con a capo appunto James Cameron nel doppio ruolo di produttore e sceneggiatore (a quattro mani con Laeta Kalogridis) e con la regia di Robert Rodriguez. Il cast messo insieme è di prim'ordine e vede nel ruolo di Alita, la protagonista cyborg della pellicola, Rosa Salazar, accompagnata nell'avventura da grandi nomi, tutti premi oscar, come Christoph Waltz, Jennifer Connelly e Mahershala Ali. A luglio dello scorso anno, durante la presentazione al San Diego Comic-Con Internatonal, si è parlato di un possibile franchise dopo questo film, girato in 3D, con un possibile sequel.

Alita è una giovane ragazza, il cui cervello è stato installato in un corpo robotico, che si risveglia priva di memoria. Il dott. Daisuke Ido (Christoph Waltz) l'ha ritrovata gettata in una discarica, con il corpo gravemente compromesso e l'ha salvata donandogliene uno nuovo. Alita si trova così a dover ricostruire un'intera esistenza dal nulla ma quasi subito scopre di avere doti nel combattere fuori dal comune ed inizia anche ad avere visioni della sua vita precedente. Si ritroverà coinvolta in una lotta al potere manipolata dal malefico Nova che gestisce il mondo alla rovina dove vive Alita dalla sua postazione di comodo a Zalem, mondo costruito in alto rispetto a quello dove si dipana la storia del film, e luogo dove tutti aspirano di andare.

Alita dal punto di vista del reparto tecnico e visivo è sicuramente un ottimo film. Mette in scena un mondo cyberpunk sporco e corrotto che ricorda molto quello visto nell'ottima serie tv Altered Carbon, qui ovviamente con effetti speciali e computer grafica molto più presenti. Nella pellicola si percepisce in maniera chiara sia la mano del suo regista, quel Robert Rodriguez che narra di mondi brutali e violenti come in Planet Terror e in quasi tutti i suoi lavori, sia la mano del suo produttore e sceneggiatore James Cameron, nel creare un mondo visivamente fantastico e pregno di parti robotiche. In Alita ci sono tantissimi spunti di tematiche diverse, il rapporto con il proprio corpo e con le parti robotiche di esso, una riflessione sull'amore e sui rapporti tra cyborg ed esseri umani (sul rapporto amoroso c'è molto lo zampino di Cameron e si vede), un processo importante di accettazione del proprio presente e di quello che rapprenta il ricordo e la memoria del proprio passato, aspetti che trattano di rapporto filiale e di prese di consapevolezza del proprio essere e di quello che si è disposti a sacrificare. Insomma è un film ricco di spunti e di riflessioni profonde, tutto contornato da molta azione, molti combattimenti e la creazione di un mondo visivamente molto potente.

Quello che funziona un pò meno è sicuramente la figura protagonista della storia. Alita è un personaggio sicuramente interessante per il suo passato e per come esso si interseca al suo presente ma risulta spesso fastidiosa nelle sue scelte, nei suoi sbagli, nei suoi atteggiamenti, spesso cade negli stereotipi tipici del personaggi femminile bad-ass che tendono spesso tutte a somigliarsi un pò troppo tra loro. Ha i suoi principi, è testarda, non ascolta i consigli finchè non ci sbatte la testa, è forte ma debole negli affetti, solite cose insomma, nulla di nuovo od originale da questo punto di vista. Però, a parte questo aspetto, il film merita. Non tanto il suo 3D che, come sempre del resto, non sembra così necessario. 

Valutazione di Giorgia Tropiano: 7 su 10