Animeland, la Recensione

'Animeland' di Francesco Chiatante è interessante e intimo, nostalgico e, allo stesso tempo, proiettato verso il futuro. Un viaggio alla scoperta di un mondo che ha popolato la nostra infanzia e che non ha smesso di irretire le nuove generazioni.

Se avete avuto la fortuna di nascere a cavallo tra gli anni Ottanta e i famigerati anni Novanta, allora avete avuto anche il privilegio di pennellare i colori della vostra infanzia grazie all'esplosione, su territorio nostrano, di quei cartoni animati che ci hanno accompagnato in lunghi e caldi pomeriggi. Quei cartoni che venivano importati dal Giappone e di cui noi sapevamo solo che ci rendevano felici e che non vedevamo l'ora di scoprire se Mirko e Licia si sarebbero messi insieme, se Jeeg Robot sarebbe riuscito a sconfiggere il male. Quello degli anime è un mondo fatto di appassionati, di nostalgici e di nuove generazioni che il regista Francesco Chiatante nel suo documentario Animeland descrive con attenzione, partendo dalla definizione di manga, descrivendo l'universo degli otaku (gli appassionati), ricordando l'impatto degli anime e conversando con molti personaggi illustri sia del mondo dello spettacolo che di quello del manga stesso.

Ecco allora che il documentario diventa una sorta di intervista tra amici, una rimpatriata tra persone che hanno condiviso lo stesso terreno culturale, a diversi livelli: c'è Valerio Mastandrea che ricorda una chicca sconosciuta ai molti come Il fantastico mondo di Paul, c'è Paola Cortellesi che spiega come l'elemento che la interessasse di più fosse la capacità di essere un'eroina, anche solo per mezz'ora, anche solo a seguire le avventure di personaggi straordinari. Ma non mancano anche interviste ad esperti del settore, come i giornalisti Luca Raffaelli e Vincenzo Mollica e mangaka come Yoichi Takahashi, a cui dobbiamo la creazione di Holly e Benji.

Galleria fotografica di Animeland: Racconti tra manga, anime e cosplay

Il risultato è un viaggio interessante e pieno di scoperte all'interno di un mondo che tutti pensiamo di conoscere, ma che non ha mai smesso di irretire e di presentare nuove visioni e nuove avventure. Il documentario di Francesco Chiatante è un prodotto di intrattenimento, prima di tutto; che, lungi dal voler educare a forza il proprio pubblico, cerca soprattutto di condividere. Non solo informazioni: non si ha mai, mai, la sensazione di assistere a qualcosa di enciclopedico, ma piuttosto si ha la percezione di viaggiare attraverso le pieghe di una passione che traspare dallo schermo, che si fa quasi palpabile. E' un mondo fatto di appassionati, di collezioni, di persone che scelgono di costruirsi costumi per somigliare il più possibile ai personaggi amati nel fenomeno ormai radicato anche in Italia del cosplay. E Animeland si diverte a presentare questo altro volto della nostra cultura, un volto che abbiamo ereditato dal Giappone ma che ha cooperato a creare l'immaginario collettivo di più generazioni attraverso i decenni. Il viaggio di Francesco Chiatante è interessante e intimo, nostalgico e, allo stesso tempo, proiettato verso il futuro.

Valutazione di Erika Pomella: 8 su 10

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