Annientamento, recensione

Cosa potrebbe accadere se improvvisamente tutte le leggi che governano la Natura fossero messe in discussione dalla comparsa di mutazioni genetiche al di fuori dell'ordinario? Le conseguenze si limiterebbero alla comprensione della Scienza oppure potrebbero ricadere anche sulla Filosofia e sulla Religione?

Dopo il successo di critica e pubblico del film fantascientifico Ex Machina, lo sceneggiatore Alex Garland torna dietro la macchina da presa per dirigere Natalie Portman in un altro film fantasy che, come il precedente, strizza l'occhio alla "vera" scienza e cerca di trovare un significato filosofico all'esistenza dell'essere umano e di tutto quello che lo circonda. Annientamento è l'adattamento del primo romanzo fantascientifico de La Trilogia dell'Area X scritto da Jeff VanderMeer nel 2014 e da cui Garland trae la sceneggiatura per il suo film nello stesso anno della sua uscita. L'intera vicenda si svolge attorno all'esistenza dell'Area X, una zona circoscritta di cui nessuno conosce l'esistenza tranne l'esercito americano che, con l'ausilio di volontari esperti in materie scientifiche, organizza delle missioni per esplorare e capire che cosa accada all'interno dell'area.

Foto, immagini, locandine Annientamento

Lena è una professoressa di Biologia presso l'Università che, da qualche mese, aspetta che il marito Kane (Oscar Isaac) torni da una missione segreta per conto dell'esercito americano. L'attesa sembra infinita e la donna soffre moltissimo la lontananza dal marito pur trovando sollievo temporaneo nelle attenzioni rivoltele da un suo collega. Un giorno però Kane torna inaspettatamente a casa ma qualcosa sembra cambiato; non ricorda che cosa sia successo e dove sia stato durante i mesi della missione. Quando Kane comincia a manifestare delle insofferenze fisiche, l'esercito irrompe bruscamente nella vita dei due coniugi inducendo un coma profondo a Kane e portando Lena presso la base militare in cui stanziava il marito poco prima. Lì, la dottoressa Ventress (Jennifer Jason Leigh) spiega a Lena che cosa si pensa sia accaduto al marito, vittima degli strani cambiamenti cui sono andati incontro gli altri militari entrati nell'Area X. Nella base Lena incontrerà anche il prossimo team che andrà a scoprire i segreti di questa misteriosa area; si tratta della geomorfologa Cass, la fisica Josie e il paramedico Anya. È proprio conoscendo loro che Lena decide di offrirsi volontaria per entrare nell'Area X e scoprire che cosa sia successo a suo marito e a tutte le persone che non sono mai riuscite a tornare alla base. Nell'Area X Lena metterà in discussione tutti gli studi fatti fino a quel momento perché le cose che si troverà di fronte non obbediranno a nessuna legge scientifica da lei conosciuta e quindi la vita assumerà, in qualche modo, una concezione che va aldilà della scienza arrivando a trovare la sua origine in una via che si avvicina e allo stesso tempo oltrepassa anche la filosofia e che manda in crisi la definizione stessa dell'Io. Riuscirà Lena ad uscire dall'Area e a ricordarsi quello che ha visto?

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Alex Garland è anche questa volta coerente con i mestieri che lo definiscono primariamente, ovvero quelli dello sceneggiatore e dello scrittore. La scrittura di Annientamento, anche se si tratta di un adattamento, è funzionale al genere fantascientifico soprattutto perché conserva e custodisce con bramosia la Scienza vera, cercando di spiegare con basi solide tutto quello che Lena e le sue compagne vedono ed incontrano nell'Area X. Una delle caratteristiche affascinanti di questo film è che sono presenti degli elementi che strizzano l'occhio ad altri film, come per esempio la spedizione scientifica presso un'area sconosciuta che ricorda molto i primi Alien ma soprattutto Prometheus e Alien: Covenant, ma lo fa senza che per forza sia una citazione vera e propria perché comunque quello che accade potrebbe in qualche modo essere plausibile. Questa "autenticità" dei fatti che accadono in Annientamento è appunto da attribuire all'abilità di Garland e di VanderMeer di rendere credibile qualcosa di incredibile e, ancora più difficile, effettuare un ragionamento filosofico sulla vita stessa e sull'identità dell'Io e della persona. Il vero significato di Annientamento sta a noi decifrarlo; gli elementi per arrivare a un pensiero personale ci sono sia dal punto di vista scientifico sia dal punto di vista filosofico. Anche lo sguardo alle sequenze finali (soprattutto) ci aiuta ad adottare il punto di vista di Lena, che in realtà potrebbe essere il nostro, per capire il mondo e misteri di cui si compone.

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Il team che decide di addentrarsi nell'Area misteriosa è composto da sole donne. L'unica figura maschile che incontriamo durante il film è quella di Oscar Isaac e probabilmente questo cela un significato che va ben oltre la banale partizione dei personaggi. Forse, e molto probabilmente, Kane non è nemmeno un uomo ma solo una specie di incarnazione e di contenitore di qualcosa che non ha sesso e che trova la sua origine nello stesso Bagliore che ha causato le mutazioni genetiche che avvengono nella zona circoscritta. È comunque interessante vedere all'opera un team composto di sole donne in un film fantascientifico. Solamente in pochi casi, e qui la memoria va sempre verso Alien, la protagonista dei più famosi film di fantascienza è una donna, e qui sono ben quattro. Una scelta molto interessante dal punto di vista diegetico. Le donne che compongono il team sono tutte volontarie e tutte in qualche modo "spezzate" dalla vita. C'è chi ha perso il marito, chi ha subito violenze, chi ha dovuto fare i conti con qualche dipendenza e chi ha sempre messo al primo posto il lavoro più che se stessa.

Annientamento è un film complesso, profondo e ben costruito dove anche l'occhio riceve la sua parte grazie ad una fotografia ben calibrata e studiata sulle meravigliose stranezze dell'Area X che non per forza devono essere spettacolari ma bastano a far capire che molto probabilmente non conosciamo nulla della Natura e delle molteplici forme con le quali si può manifestare. Tutto quello che accade in Annientamento riesce a mandare in corto circuito ogni minima certezza dell'essere umano, dalla filosofia alla religione alla scienza stessa. Guardando il film viene voglia di prendere tra le mani le pagine scritte da VanderMeer e andare avanti a scoprire che cosa ne sarà del mondo dopo la consapevolezza delle stranezze che accadono in quell'area.

Valutazione di Erica Nobis: 8 su 10
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