Bombshell, recensione del film con Charlize Theron

Arriva su Amazon Prime Video il film con Nicole Kidman, Charlize Theron e Margot Robbie, ispirato alla vera storia degli scandali nella rete televisiva Fox News.

di / 17.04.2020
Bombshell, recensione del film con Charlize Theron

Arriva da noi direttamente in streaming, disponibile su Amazon Prime Video, il film Bombshell – La voce dello scandalo, che si basa su eventi realmente accaduti, andandosi a inserire nel filone del movimento #Metoo. La trama infatti ricostruisce lo scandalo che portò alle dimissioni di Roger Ailes, potentissimo dirigente televisivo, per molti anni a capo dell'emittente Fox News, accusato di molestie sessuali da più di venti donne.

La trama del film si concentra su tre personaggi femminili e sul loro coinvolgimento, ciascuna a suo modo, nelle vicende che porteranno alla caduta di Ailes (interpretato da John Lithgow): Gretchen Carlson (Nicole Kidman), ex reginetta di bellezza e conduttrice televisiva per Fox News, che nel 2016 venne licenziata e decise di denunciare Roger Ailes per molestie; Megyn Kelly (Charlize Theron), avvocato e giornalista in grande ascesa sulla stessa rete, che si ritrovò al centro delle cronache anche per un acceso dibattito con il futuro presidente Donald Trump, sempre a proposito di atteggiamenti sessisti; Kayla Pospisil (Margot Robbie), una giovane donna appena arrivata nella redazione, proveniente da una famiglia conservatrice, che si trova a dover affrontare le avance del suo capo e non sa se parlare o meno per non mettere a rischio la prospettiva di una brillante carriera (è un personaggio di fantasia, ma sarebbe la somma di varie donne e delle loro esperienze nella redazione).

 Bombshell
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Questa vicenda è stata di recente (parzialmente) raccontata anche dalla miniserie The Loudest Voice, che però si concentrava principalmente sulla carriera e la vita privata di Roger Ailes (il protagonista era Russell Crowe, mentre Naomi Watts dava volto a Gretchen Carlson), che può essere utile per comprendere meglio il ruolo, anche politico, del dirigente nel panorama televisivo statunitense e il suo modus operandi all'interno dei suoi uffici.

Bombshell è diretto da Jay Roach (regista di commedie come Austin Powers e Ti presento i miei ma anche dei film per la tv Recount e Game Change, che raccontavano i retroscena delle elezioni presidenziali del 2000 e 2008) ed è scritto da Charles Randolph, premio Oscar per la sceneggiatura di La grande scommessa; il risultato è un mix tra dramma e commedia, che in alcune scene strizza l'occhio allo spettatore (monologhi pronunciati guardando direttamente in macchina) cercando un ritmo svelto e un tono scaltro, tra filmati di repertorio e ricostruzioni di fantasia.     

Senza dubbio si tratta di un film che si inserisce perfettamente nel momento storico-culturale che stiamo attraversando, con una storia ambientata nel 2016, cioè un anno prima che esplodesse il caso Weinstein, quindi anticipando i movimenti e le conversazioni che si sarebbero venuti a creare. In questo caso il film ha, per il pubblico americano, un motivo di richiamo in più che per noi, in quanto ritrae volti noti della tv già conosciuti dallo spettatore (in particolar modo Charlize Theron è quasi irriconoscibile nei panni di Megyn Kelly, grazie a un trucco prostetico che ha fatto vincere l'Oscar a Kazu Hiro, già responsabile della metamorfosi di Gary Oldman in L'ora più buia). 

Bombshell è un film ben confezionato ma che complessivamente sembra voler restare troppo sulla superficie di interni patinati e colori squillanti, mentre la sceneggiatura procede in maniera altalenante; oltre alla storia vera, gli autori hanno sicuramente puntato sulle tre star protagoniste, attrici belle, brave e lanciatissime che però la trama vede interagire troppo poco l'una con l'altra (si riuniscono emblematicamente in una scena nell'ascensore): il film sembra così seguire quasi tre vicende separate, che avrebbero avuto più impatto se fossero state maggiormente legate fra di loro; anche se ci vengono mostrati alcuni dettagli delle loro vite private, resta comunque una certa distanza emotiva che non consente di empatizzare fino in fondo.

È un film, dunque, il cui valore sta nel tema che affronta e nel suo messaggio, oltre che nel cast di talento che raduna (oltre ai già citati protagonisti compaiono altri nomi affermati tra cui Allison Janney e Malcolm McDowell), su un argomento che continua a ispirare cinema e televisione: oltre alla già citata serie con Russell Crowe, ricordiamo anche un altro prodotto ben fatto come la serie The Morning Show con Jennifer Aniston e Reese Witherspoon, ambientata all'interno di un (fittizio) programma televisivo in cui si consumano molestie, ricatti e abusi di potere.

Valutazione di Matilde Capozio: 6 su 10
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