C'era una truffa a Hollywood

C'era una truffa a Hollywood, recensione della commedia con Robert De Niro


Robert De Niro è un produttore in crisi che escogita una truffa per intascare i soldi dell'assicurazione e saldare così i suoi debiti, in una commedia che porta dietro le quinte dell'industria cinematografica, con un omaggio ironico ai vecchi western e un cast di stelle.

di / 23.12.2021
C'era una truffa a Hollywood

Uno dei titoli che arrivano nel nostro Paese in homevideo durante queste festività natalizie è la commedia C'era una truffa a Hollywood: protagonista della storia è Max Barber (Robert De Niro), produttore cinematografico in disgrazia, reduce dal fiasco totale della sua ultima pellicola; ritrovatosi sommerso dai debiti e inseguito da pericolosi creditori, Max ha un'idea per uscire dai guai: provocare di nascosto un incidente sul set del suo prossimo film, facendolo passare per una tragica casualità, e intascare così i soldi dell'assicurazione. Per concretizzare il suo piano, Max tira fuori un vecchio copione di un film western che giace da tempo in attesa di realizzazione, e ingaggia Duke Montana (Tommy Lee Jones) ex star del cinema ormai in declino, ospite di una casa di riposo. Una volta iniziate le riprese però, tra imprevisti, sorprese e contrattempi, l'impresa si rivelerà più ardua del previsto.

Il film, in originale The comeback trail, è il remake di un'omonima pellicola realizzata nel 1982 da Harry Hurwitz (alla cui memoria il film è dedicato) ed è diretto da George Gallo, regista eclettico attivo principalmente nel cinema indipendente (la commedia romantica Homeland security, il noir La rosa velenosa).

C'era una truffa a Hollywood è quindi uno di quei film in cui si esplorano i retroscena dell'industria del cinema, con una storia tra omaggio e parodia dei vecchi film, specialmente di genere western, e il cui titolo italiano richiama non troppo velatamente l'ultimo grande successo di Quentin Tarantino, anche se qui siamo ovviamente lontani dallo stile inconfondibile, straripante ed estroso, di quel regista.

Il film di Gallo è una commedia d'azione che non si prende troppo sul serio, e che utilizza l'espediente del "cinema nel cinema" per raccontare una storia popolata da personaggi bizzarri e sopra le righe, situazioni paradossali, e in cui si ironizza nel ritrarre alcuni aspetti del business cinematografico.

La trama è semplice, in fondo esile e in certi momenti prevedibile, anche se non mancano le trovate divertenti; nonostante si tratti di un remake, il film mantiene comunque un'aria vecchio stile nella forma e nei contenuti, senza dire nulla di nuovo sui meccanismi di Hollywood (il personaggio della giovane regista offre lo spunto per parlare del ruolo della donna e di parità di genere nell'industria, ma viene appena accennato).

A contribuire alla riuscita del film c'è il ricco cast, composto da nomi noti che si approcciano ai loro personaggi con leggerezza e brio, a partire da un divertito Robert De Niro nei panni del produttore (ruolo tra l'altro già presente nella sua filmografia, in titoli come Gli ultimi fuochi e Disastro a Hollywood); al suo fianco troviamo le vecchie glorie come Tommy Lee Jones e Morgan Freeman (il cinefilo boss che tiene in scacco Barber) e i più giovani Zach Braff (nipote di Max, che lavora come produttore insieme a lui) ed Emile Hirsch (il potente boss di uno studio rivale).
C'era una truffa a Hollywood è quindi una commedia dal tocco vintage che porta con ironia dietro le quinte della Mecca del cinema tra gag, battute e citazioni che ricordano quanto possa essere folle e creativo il mondo dello spettacolo (da non perdere, sui titoli di coda, il finto trailer di Killer nuns, fulgido esempio dei film prodotti dal protagonista).

Valutazione di Matilde Capozio: 6 su 10