C'era una volta il principe azzurro

C'era una volta il principe azzurro, la recensione



'C'era una volta il principe azzurro' è un film d'animazione che si fa forte di una buona e sana dose di ironia, basandosi su un'animazione pulita e gradevole.

di / 25.02.2019
C'era una volta il principe azzurro

C'era una volta. È la formula che, per antinomia, si sposa con qualsiasi affabulazione favolistica che si rispetti. La dimensione a-temporale delle fiabe, il loro essere al di là di qualsiasi collocazione spazio-temporale ben definita è ciò che coopera alla costruzione di un'atmosfera che sembra essere legata molto più al sogno che a qualsiasi altra forma di racconto. Ed è ad una fiaba - anzi, a molte fiabe - che C'era una volta il principe azzurro si ispira, per poter intrattenere i suoi spettatori più giovani, ma anche quelli più adulti che si lasceranno senz'altro irretire dal racconto.

La vicenda parla del giovane Philippe Charming (Prince Charming è il nome, in lingua inglese, che si dà al nostro tradizionale principe azzurro), un principe viziato, arrogante, che è stato maledetto dalla sua matrigna a irretire qualsiasi donna gli capiti a tiro. Davanti alla sua seduzione sono cadute anche principesse decisamente famose, come Cenerentola e la Bella Addormentata nel bosco. Suo padre il Re, stanco dell'atteggiamento prepotente del figlio, decide di mandarlo in missione e metterlo davanti a ostacoli e sfide che possano condurlo su una retta via. Anche perché, come ogni maledizione, anche quella di Philippe a una via di fuga: se riuscirà a baciare il suo vero amore prima dello scadere dei suoi ventun anni sarà libero. Nella missione Phillippe sarà affiancato da Lenny, dietro le cui sembianze si nasconde Leonore, una ladra cinica e maledetta anch'essa: Leonore, infatti, non è in grado di provare amore. Ma il viaggio che i due dovranno intraprendere li spingeranno a capire che non tutto è come sembra e che a volte la vita sa coglierti davvero impreparato.

Dal produttore della saga di Shrek John H. Williams, C'era una volta il principe azzurro è il nuovo film d'animazione di Ross Venokur, che punta soprattutto al lato parodistico del racconto e al ribaltamento della prospettiva della narrazione. Proprio come avveniva con Shrek - che usava l'ironia per tentare di liberare il genere dall'idea che la bellezza fosse l'unica virtù veramente valida - C'era una volta il principe azzurro mette davanti due personaggi che sono l'uno il ribaltamento dell'altra: un principe svogliato che non ha nulla di eroico e una principessa-che-principessa-non-è che non è né fragile né emotiva e che, addirittura, è stata maledetta a non provare amore. Il risultato è un film d'animazione dal tratto leggero e confortevole, che si fa forte di una specie di spinta alla satira che permette alla pellicola di essere gradevole anche per un pubblico più adulto, che non rimarrà di certo indifferente alle (dis)avventure dei due protagonisti, né alla nascita e allo sviluppo della loro relazione. Forse la trama del film - che, nel cast originale, vede le voci di Demi Lovato e Wilmer Valderrama - non brilla per originalità (raramente le storie d'amore lo sono), ma ha il merito di offrire un nuovo punto di vista sul modo degli Once Upon A Time, con omaggi alla tradizione cinematografica di casa Disney, da Mulan (il travestimento della protagonista in abiti maschili), fino a La Bella e la Bestia (per il traguardo ultimo dei 21 anni per avere la possibilità di liberarsi dalla maledizione). Si tratta, dunque, di una pellicola pienamente consapevole di sé stessa, della propria storia e del tono adatto per raccontarla.

Valutazione di Erika Pomella: 7 su 10