Il cast di Next Goal Wins [credit: foto di Hilary Bronwyn Gayle; courtesy of Searchlight Pictures; Copyright 2022 20th Century Studios All Rights Reserved]
Il cast di Next Goal Wins [credit: foto di Hilary Bronwyn Gayle; courtesy of Searchlight Pictures; Copyright 2022 20th Century Studios All Rights Reserved]
C: foto di Hilary Bronwyn Gayle; courtesy of Searchlight Pictures; Copyright 2022 20th Century Studios All Rights Reserved

Chi segna vince, la recensione del nuovo film di Taika Waititi


'Chi segna vince' è il nuovo film diretto da Taika Waititi, un film sul calcio e, soprattutto, sulle relazioni umane. Basato su una storia vera, il lungometraggio non brilla per originalità, ma è pieno di cuore
Voto: 7/10

Era il 2002 quando, alle qualificazioni dei mondiali di quell’anno, la nazionale delle Isole Samoa riceve una sconfitta umiliante per trentuno reti a zero dalla nazionale dell’Australia. Una sconfitta talmente enorme da aver fatto storia, diventando anche un documentario con il titolo di Next Goal Wins. Ed è proprio questo il titolo che il regista Taika Waititi eredita per il suo nuovo lungometraggio, che esce al cinema in Italia l’11 gennaio 2024 con il titolo di Chi segna vinceLa pellicola si apre con un monologo che sembra richiamare il C’era una volta delle fiabe classiche, in cui un prete samoano (interpretato dallo stesso Taika Waititi) racconta la vera storia dietro il film, avvertendo lo spettatore di aver inserito “qualche infiochettatura qua e là”. 

Un classico film di riscatto e amicizia

La storia della nazionale di calcio delle Isole Samoa è caratterizzata dall’imbarazzante record di non essere riuscita mai a mettere la palla in rete: dal momento della sua fondazione, fino al 2012 la squadra non è stata in grado di segnare nemmeno un gol. Ed è questo che il presidente Tavita (Oscar Knightley) chiede ai suoi giocatori: fare un solo gol. Dopo aver esonerato l’ultimo allenatore, Tavita, su consiglio di sua moglie, decide di chiedere aiuto alla Federazione Americana per avere un allenatore che sia esterno alle Isole e che quindi possa rappresentare una sorta di ventata d’aria fresca. La scelta ricade su Thomas Rongen (Michael Fassbender), allenatore a cui non è stato rinnovato il contratto e che deve scegliere se stare fermo una stagione o accettare di andare ad allenare la squadra senza futuro delle Samoa. Per l’allenatore si tratta di una scelta quasi obbligata e l’arrivo in mezzo ai suoi giocatori rappresenta quasi uno choc culturale: dalle tradizioni delle isole, al differente modo di concepire il gioco, Rongen si rende conto che i suoi metodi non sono funzionali alla squadra. Grazie all’aiuto del capitano Jayah (Kaimana), che sta nel frattempo seguendo la cura ormonale per la transizione di genere, e i consigli dell’intera squadra, Rongen non solo potrà capire come allenare al meglio la squadra in vista delle qualificazioni ai mondiali, ma anche superare un trauma che lo segue da due anni e che lo ha portato ad allontanarsi anche dalla ex moglie (Elizabeth Moss).


Basta leggere, dunque, la sinossi ufficiale per rendersi conto che Chi segna vince è un lungometraggio pensato per portare sul grande schermo i concetti imperituri di amicizia e riscatto. Da questo punto di vista il film di Taika Waititi – privo dei guizzi folli e grotteschi di What we do in the shadows o di Thor: Love and Thunder – è un film estremamente canonico, una sorta di biopic che segue pedissequamente le tappe di questo genere che tanto piace in quel di Hollywood. Abbiamo dunque la squadra sfortunata e umiliata, ma popolata da giocatori dal grande cuore; abbiamo l’allenatore dal cuore duro che non riesce a entrare in empatia con la squadra; c’è la costruzione di un rapporto di fiducia che cresce man mano che la storia avanza e la redenzione dell’allenatore stesso, che in un luogo tanto diverso e tanto lontano dalla sua comfort zone ritrova se stesso e capisce come riprendere in mano quella vita che pensava essere finita a seguito di una tragedia che lo ha segnato. Chi segna vince, perciò, non deve essere fruito come una pellicola da cui attendersi qualcosa di inaspettato e originale. È probabilmente il film più tradizionale e canonico che Taika Waititi abbia fatto nel corso della sua carriera. Questo, però, non significa che sia un film non riuscito. Al contrario.

Chi segna vince è uno di quei film che vanno visti per stare bene, per ricordare che il cinema a volte non è altro che questo: un piacere, un viaggio rassicurante dove sai che le cose andranno bene, perché si tratta del modo moderno di raccontare le favole, di inseguire un utopistico vissero per sempre felici e contenti. Inoltre, nel film del regista neozelandese si ride molto e, sebbene non manchi un piccolo momento di commozione, l’atmosfera generale è quella di una grande e divertente festa a cui il pubblico stesso è chiamato a partecipare. Inoltre, come in tutti i film sportivi che si rispettino, non manca nemmeno quel filo di tensione che cresce quando si avvicina il momento di giocare la partita delle qualificazioni, per vedere se questo viaggio ha portato o no al risultato sperato. Questo non ve lo diciamo, naturalmente, per non spoilerarvi il film, ma possiamo assicurarvi che il viaggio vale senza dubbio il prezzo del biglietto.

Va detto, a margine, che forse questo film avrebbe funzionato ancora meglio se non fosse esistito quel piccolo  gioiello televisivo che è Ted LassoLa serie Apple finisce col diventare suo malgrado quasi un termine di paragone, dal momento che le atmosfere del film sono simili, e c’è questa idea di trasformare il calcio in una sorta di seduta di psicoterapia. Come abbiamo già detto qualche riga più su, infatti, Next Goal Wins non ha assolutamente nulla di originale o di non visto, ma rimane una pellicola graziosa e divertente, che vi farà uscire dal cinema con un sorriso sulle labbra. E di questi tempi non è poco.

Valutazione di Erika Pomella: 7 su 10
Chi segna vince
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