Ciliegine: la recensione

Recensione del film Ciliegine (2012) diretto da Laura Morante e con protagonisti Laura Morante, Pascal Elbe, Isabelle Carr

di / 12.04.2012
Ciliegine: la recensione

Ciliegine è una commedia di produzione italo-francese che vede il debutto come regista dell'attrice Laura Morante, protagonista del film. L'idea è nata da una collaborazione tra l'attrice italiana e il regista Daniele Costantini, i quali firmano insieme la sceneggiatura. La Morante inizialmente non era sicura si sentirsi pronta ad approdare alla regia ma poi è stata convinta dal produttore e ha accettato la sfida. La pellicola doveva, sulla carta, ambientarsi a Roma, ma quando Bruno Pesery ha accettato di produrre il film ha imposto la condizione che fosse ambientato in Francia e così l'azione si svolge a Parigi.

Amanda (Laura Morante) è una donna forte e determinata, che ha ben chiaro in mente ciò che vuole dagli uomini, con i quali ha rapporti difficili e complicati proprio perché li giudica inaffidabili e si pone sempre sulla difensiva. La diagnosi dello psicanalista, il marito di Florance (Isabelle Carré) che è la migliore amica di Amanda, è chiara: la donna è affetta da androfobia, ha paura degli uomini. Qualcosa nella sua vita cambia la notte di Capodanno, quando Amanda conosce Antoine (Pascal Elbe). Con lui sembra un'altra donna, è dolce, comprensiva, disponibile e tutto ciò a Florance sembra impossibile. Infatti Amanda è vittima di un equivoco: è convinta che Antoine sia gay e quindi innocuo per lei.

Ciliegine è una commedia romantica sui generis perché i protagonisti non sono aitanti e giovani sex symbol come nelle commedie americane, ma sono una donna e un uomo maturi e vissuti, che si innamorano come due ragazzini. Tutto si basa su un equivoco di fondo: Amanda crede che Antoine è gay e quindi si lascia andare e si sente libera di esprimersi, senza remore, perché sa che lui non ha alcun interesse per lei, se non quello di una semplice amicizia. Ma si sa, se si abbassano le difese si rischia di cadere nella trappola dell'amore ed è quello che accade alla nostra protagonista, anche se fatica ad accettarlo.

Un film di questo tipo in Italia sarebbe molto difficile da fare, infatti non è un caso che Laura Morante ha trovato finanziamenti dai cugini francesi per produrre il suo primo film da autrice. Questo non vuol dire che il risultato sia buono, anzi. La sceneggiatura è molto scontata e poco originale, ogni scena sa di già visto e gli stereotipi fioccano da ogni dove: l'amico gay e la migliore amica che aiutano la coppia ad innamorarsi, la figura dello psicanalista che dà consigli, la donna che odia gli uomini e poi si innamora perdutamente. Tutte cose viste e riviste.

Molto bravi sono gli attori, su tutti Isabelle Carrè e Samir Guesmi e l'ambientazione parigina ha sempre un fascino particolare. Va inoltre sottolineato l'orribile doppiaggio italiano che rovina molto il film. In conclusione Ciliegine è una pellicola consigliata a chi piacciono le commedie romantiche francesi, anche se si può trovare di meglio.

Valutazione di Giorgia Tropiano: su 10
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