Confessioni del giovane Tidman, il nuovo libro di Aidan Chambers



Edito da Rizzoli, 'Confessioni del giovane Tidman' è il nuovo romanzo di Aidan Chambers, scrittore britannico diventato ormai un vero faro all'interno della letteratura per giovani ragazzi.

di / 21.09.2018
Confessioni del giovane Tidman, il nuovo libro di Aidan Chambers

Tra le voci più forti e cristalline della letteratura per ragazzi, Aidan Chambers - inglese classe 1934 - torna in libreria con il suo ultimo romanzo, Confessioni del giovane Tidman, edito da Rizzoli, casa editrice che ha contribuito a rafforzare la voce di Chambers come cantastorie per giovane adulti anche su suolo italico.

Il romanzo, che conta 460 pagine della poesia quotidiana dello scrittore inglese, si concentra sull'infanzia e la giovinezza del protagonista che dà il titolo al libro. Il giovane Tidman ha circa tre o quattro mesi quando il libro comincia: una sorta di bambino prodigio che riesce a mantenere intatti nella memoria anche spezzoni di giorni che, scientificamente, non dovrebbe essere in grado di raccontare. L'anno è il 1934 e Tidman ancora non sa che, nella sua vita, atraverserà il volto tagliente di una Storia fatta di guerre e tragedie, crudeltà e soprusi. La Germania di Hitler, gli echi della seconda guerra mondiale e un mondo in continuo movimento sono solo alcuni degli eventi che faranno da sfondo alla vita di un ragazzino alla ricerca del proprio posto nel mondo.

Attraverso alcuni episodi - più o meno divertenti, alcuni decisamente cupi - Aidan Chambers dispiega la storia del suo (anti)eroe con una naturalezza che sempre accompagna la produzione dello scrittore, attento a restituire un senso di verosimiglianza in tutte le storie che sceglie di raccontare, permettendo così al suo pubblico di riferimento di riconoscersi nelle pagine e nelle avventure dei protagonisti. E, come sempre, Aidan Chambers sceglie di raccontare una vita normale, condivisibile, riuscendo a renderla però stupefacente grazie alla forza dei suoi personaggi, alle loro voci sempre piene di sincerità, anche quando la sincerità si sottomette a storie dell'orrore.

Confessioni del giovane Tidman non fa differenza. Nelle pagine, infatti, lo scrittore non si sottrae a nessun argomento scomodo. Il lettore viene condotto attraverso conversazioni favolistiche su vecchie motociclette e spaventosi vermi giganti, messo davanti all'idea che un eroe non è necessariamente chi impugna una spada, ma anche chi riesce a rimanere fedele a se stesso giorno dopo giorno, come suo padre che non ha mai smesso di amare sua madre, o suo nonno, con i suoi racconti e il bagno della sera, quando si scrollava di dosso i residui del carbone che aveva scavato. Ma, allo stesso tempo, Tidman affronta anche sfide molto più oscure, quasi inquietanti: dagli abusi sessuali ai soprusi ricevuti negli anni di scuola da parte dei bulli. Dalla paura di non sapere quale strada intraprendere, passando per la paura di insegnanti che lo facevano sentire stupido e lento, perché non aveva lo stesso ritmo degli altri. Arrivando, poi, al nocciolo della questione, quello che ad Aidan Chambers è sempre interessato raccontare. L'essere umano in fieri, la crescita in progress: in altre parole il lento e faticoso percorso che conduce un bambino a prendere in mano la propria vita, afferrando il senso della propria identità. Un processo, questo, che in Chambers passa (quasi sempre) attraverso la riappropriazione di un'identità sessuale che non si piega mai a nessuna facile etichetta, ma che si impegna a sollevare questioni e ad offrire comprensione. La delicatezza con cui lo scrittore tratta temi che ancora oggi risultano quasi tabù fa sì che la sua scrittura sia a un tale livello di onestà che è impossibile non rimanerne affascinati.

Sentimento, questo, che è possibile anche grazie ad una scrittura limpida, precisa, che non si nasconde dietro meri esercizi di stile né a prosaiche manifestazioni di talento. Aidan Chamber è un narratore nel senso più genuino e profondo del termine. Il suo fine ultimo è raccontare storie e far sì che i suoi libri siano, almeno in parte, uno specchio in cui i suoi lettori possano guardarsi, senza paura di vedere ciò che, attraverso la lettura, riusciranno a scoprire anche su se stessi.

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Valutazione di Erika Pomella: 8 su 10
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