Conta su di me, recensione del film di Marc Rothemund

Un'amicizia nata per caso e tutta speciale, quella tra Lenny e David. Saper godere assieme della bellezza e dell'importanza delle piccole cose che fanno parte della quotidianità e che solitamente si danno per scontate, ma che scontate non lo sono affatto. "Conta su di me" mostra la malattia in tutto il suo dramma, ma soprattutto, mostra come è possibile viverla nel migliore dei modi. Senza retorica, nè facili pietismi. Si piange sì, ma con il sorriso.
Conta su di me, recensione del film di Marc Rothemund

Tratto da una storia vera, "Conta su di me" racconta l'incontro e la nascita di un'amicizia bella e destinata a durare nel tempo, quella tra Lenny, un trentenne scapestrato che conduce una vita sregolata, e David, un quindicenne con una grave malformazione cardiaca e una salute molto precaria, che vive da sempre le sue giornate tra cliniche e sale operatorie e la cui aspettattiva di vita non è rosea: neppure si ha certezza che arrivi a compiere il suo sedicesimo compleanno. Il papà di Lenny, che è anche il medico chirurgo di David, decide che è arrivato per il figlio il momento di interrompere il suo stile di vita sfrenato e superficiale fatto di discoteche e passione per le donne, per cui lo costringerà a trascorrere parte del suo tempo con il suo giovane paziente, chiuso in se stesso e diffidente, che non ha alcun amico all'infuori di una bambola di pezza da cui è inseparabile e che non ha visto mai cosa c'è fuori di casa: David non ha mai vissuto veramente; Lenny, invece, sta sprecando la sua vita. Il medico è stato chiaro nella sua ultima ricetta medica: è molto importante che si faccia tornare la gioia di vivere a David. Riuscirà Lenny in questo compito non facile? Per facilitarsi le cose, farà stilare al ragazzino la sua lista dei desideri, ossia ciò che desidera di più fare prima che sia troppo tardi.

E sarà un piacere per lo spettatore seguire i due protagonisti passo passo mentre, assieme, spuntano ogni voce della lista con le loro divertenti avventure; dalla più semplice, come può esserlo comprare una giacca di pelle nuova, incidere una canzone o regalare una rosa a una ragazza; alla più complessa, come innamorarsi e vedere di nuovo la mamma, tanto protettiva e apprensiva, felice.

Ironico, divertente, brillante: è davvero piacevole il nuovo film di Marc Rothemund, nelle sale italiane dal 22 novembre, e che ha il merito di aver conquistato i giovanissimi giurati del Giffoni Film Festival 2018, ricevendo come riconoscimento il Gryphon Award 2018 nella sezione Generator +13.

Il confronto con il bellissimo e riuscito film francese "Quasi amici" diretto da Olivier Nakache ed Eric Toledano, che nel 2011 portarono sul grande schermo un'amicizia speciale simile a quella di Lenny e David, è lampante ed immediato, ma non lo farà rimpiangere, anzi; farà riflettere, divertire e commuovere altrettanto. L'importanza del vivere e del saper godere del presente -"Se non lo farai subito, può darsi che non lo farai più", senza procrastinare come spesso accade, e la speranza nel futuro -"Allora, domani cosa facciamo?" sono i temi caldi del film. E stupisce come il più saggio tra i due sia proprio David, a cui ben presto tornerà il sorriso grazie al suo simpatico fratellone acquisito.

Mai banale, patetico, o smielato, durante la visione di "Conta su di me" è interessante riflettere sul fatto che anche senza effetti speciali e attori da urlo si riesca ad ottenere un bel risultato: questo accade quando c'è autenticità nella trama e negli intenti, nelle battute non forzate, senza voler strafare. Il regista si occupa di un tema molto delicato come lo è quello della malattia in stato avanzato e lo fa con delicatezza e la giusta leggerezza, mai eccessiva o fuori luogo, ingrediente prezioso per affrontare la sofferenza e alleggerirla. Coinvolge quindi, commuove, ha ritmo e fa anche ridere.

Da sottolineare la bravura attoriale dei due protagonisti, Elyas M'Barek, che dà corpo, movenze e spontaneità a Lenny e il giovane Philip Noah Schwarz, che nonostante la pochissima esperienza cinematografica risulta essere convincente e credibile, nel ruolo non facile di David.

Insomma, "Conta su di me" ha tutte le carte in regola: è il buon cinema semplice e autentico che è sempre un'ottima idea vedere.

Valutazione di Marica Miozzi: 8 su 10
Apri Box Commenti