Cut! Zombi Contro Zombi

Coupez! - Gli zombie arrivano alla Festa del Cinema di Roma


'Coupez' è il nuovo film di Michel Hazanavicius che è stato presentato alla 17a Festa del Cinema di Roma che riscrive il genere dei film sugli zombie con un'intelligenza affatto scontata.

di / 14.10.2022
Cut! Zombi Contro Zombi

Due attori stanno girando una scena. Uno dei due avanza barcollando, l'incarnato che tende al verde e occhi che hanno perso l'umanità. Si dirige con una lentezza spaventosa verso la sua ragazza, che versa lacrime amare, mentre lo implora di smetterla, di tornare in sé. Ma il ragazzo non la sente, non la può sentire. Si avventa invece su di lei e affonda i denti putridi nel suo collo. A questo punto si sente una voce fuori campo che grida "taglia!". I due attori si separano, giusto in tempo per venire assaliti dal regista del film (Romain Duris), che sbotta contro di loro, urla insulti e getta schiaffi, asserendo di non aver visto nemmeno un barlume di sincerità nella loro interpretazione. I due allora, ancora scossi, si allontanano per una pausa insieme alla truccatrice del set (Berenice Bejo), ma ben presto il set del film diventa il teatro di una maledizione risvegliata, mentre altri membri del cast - tramutati davvero in zombie - cominciano ad attaccarli.

Questa è la trama dei primi quindici minuti di Coupez!, il nuovo film di Michel Hazanavicius - regista diventato famoso grazie al suo geniale The Artist - che dopo essere stato presentato in anteprima mondiale allo scorso Festival di Cannes ha fatto il suo debutto nella sezione Best of della 17a edizione della Festa del Cinema di Roma. Si potrebbe scrivere molto di più sulla trama di questo film assurdo e geniale, ma la verità è che la nuova pellicola del regista francese è un piccolo gioiello che merita di essere scoperta nella sua interezza, senza che nessun critico arrivi a rovinare l'esperienza di chi paga il biglietto. Allo stesso tempo, per non voler rivelare nessun altro dettaglio della trama, diventa difficile scrivere una recensione che non cada nel pericolo dello spoiler e che riesca comunque a rendere giustizia a un'opera che di sicuro vale una visione.

In realtà bastano pochi frame a Michel Hazanavicius per catturare l'attenzione e la curiosità: il suo prologo, che richiama un po' il cinema di serie B e Z tanto amato da registi come Quentin Tarantino e Robert Rodriguez, pone lo spettatore davanti a una costruzione narrativa che fa del metalinguaggio il suo marchio distintivo. La mise an abyme che ha luogo nei primi minuti del film e che porta allo smarrimento a causa di uno stile registico amatoriale, sporco e grezzo, è di per sé un'idea davvero interessante, che diverte ancor prima che al pubblico sia concesso di scoprire come procede la storia di questa troupe cinematografica che sembra uscita dagli anni '80. Ma il punto è proprio questo: con tutti i suoi rimandi, gli omaggi e la voglia di riscrivere in chiave parodistica un genere fortemente codificato, Coupez! è una commedia che sembra voler puntare alla destrutturazione, al post-moderno, senza tuttavia rinunciare alla voglia leggera e onesta di intrattenere e di divertire il pubblico, che in più di un'occasione si trova a ridere con le lacrime agli occhi.

Inoltre il film offre una chiave di lettura tutt'altro che scontata sulla Hollywood e più in generale sull'industria cinematografica di oggi, tra influencer che si improvvisano attrici e giovani attori che si celano dietro metodi istrionici per non ammettere di essere privi di talento. Ma il regista affronta queste tematiche proprio prendendo in giro una settima arte che ormai è sempre più rinchiusa su se stessa, abituata a scimmiottare il passato invece che a sfidare il futuro. Un'industria dove a un film non si chiede più di essere solo un'opera di intrattenimento, ma deve per forza diventare una critica sociale, un'accusa contro qualcosa o una chiamata alle armi verso qualcos'altro. Michel Hazanavicius si diverte a raccontare questo lato del mestiere che ama e la cosa viene percepita dal pubblico, che si diverte insieme a lui.

Valutazione di Erika Pomella: 8 su 10