Creed II

Creed II, non un semplice film sul pugilato



In uscita il 24 Gennaio, Adonis Creed torna sul ring per affrontare il figlio del più acerrimo nemico di suo padre e di Rocky Balboa, Viktor Drago.

di / 21.01.2019
Creed II

Nel 2015 avevamo lasciato Adonis Johnson, detto Creed, sulla famosa scalinata del Philadelphia Museum of Art accompagnato da colui che aveva reso quel luogo celebre, Rocky Balboa. I due si stavano allenando dopo la sconfitta del giovane pugile contro l'inglese Ricky Conlan. 

Oggi Creed è campione del mondo dei pesi massimi e tutte quelle preoccupazioni che lo affliggevano anni prima sembrano solo una vago ricordo. La relazione con Bianca procede a gonfie vele come anche il sodalizio con Rocky. Ma quando tutto pare scorrere nella positività più assoluta, con un matrimonio e un bambino in arrivo, arriva dalla Russia la minaccia di uno sfidante poco conosciuto dai riflettori ma molto vicino alle vite di Adonis e Rocky. Se Ivan Drago torna a tormentare la mente di Rocky, è il figlio Viktor a scuotere la serenità di Creed, sfidandolo in un match. Ma se Creed sembra non volere altro che una rivincita tra lui e il figlio di colui che causò la morte del padre, Rocky ha delle riserve su questo duello. 

Creed II, diretto da Steven Caple Jr., non si limita ad essere un semplice film sul pugilato ma si inserisce in un quadro ben più ampio dove sentimenti e relazioni fanno da padrone. Infatti, sono proprio queste ultime ad essere analizzate nel profondo così da far capire allo spettatore che ogni azione può avere delle ripercussioni sulle persone che ci stanno intorno. La decisione di Adonis di accettare la sfida con Viktor Drago colpisce e preoccupa tutta la sua famiglia: dalla fidanzata Bianca, già in pensiero per la salute della figlia, alla madre Phylicia, che spera che l'incidente accaduto a suo marito durante la sfida con Drago non si ripeta. Rocky è invece fermo sulla sua idea di non contribuire a quella che potrebbe essere la disfatta del giovane pugile e quindi decide di non allenarlo e di non rappresentarlo per poi cambiare idea nel momento in cui accetta la consapevolezza che il ragazzo non rifiuterà mai lo scontro con Viktor. Questa è quindi una doppia sfida: Creed contro Viktor e Rocky contro Ivan. È anche uno scontro tra generazioni distanti tra loro dove ognuno combatte per qualcosa di diverso. Se Creed si batte per riscattare il suo nome e il nome del padre, Viktor si mette in mezzo per essere accettato dal padre Ivan mentre quest'ultimo sembra voler ottenere più delle scuse da parte della Russia e della sua ex moglie invece della vittoria del figlio per il suo personale successo. Rocky invece entra in gioco successivamente; ormai non vuole più essere il pugile famoso che le persone ricordano quando salgono la famosa scalinata di Philadelphia ma l'unica cosa che cerca è il benessere di Adonis. È così che Creed II si chiude con un palese passaggio di testimone dove Rocky, togliendosi il cappello, osserva quello che è ormai diventato il nuovo Rocky Balboa: Creed. 

Il ritmo del film è, nel complesso, incalzante anche se in alcuni punti il tempo cinematografico risulta correre troppo in fretta per arrivare ai punti interessanti per lo svolgimento della storia lasciando lo spettatore un po' spaesato dai tanti salti narrativi. Micheal B. Jordan e Sylvester Stallone confermano la loro affinità attoriale e anche i nuovi personaggi che entrano in gioco in questo secondo capitolo sono ben studiati e rappresentati. 

L'elemento più interessante della sceneggiatura è senza ombra di dubbio la trama secondaria che emerge: il rapporto padri e figli. Creed II quindi non è un semplice film sul pugilato ma anche una profonda riflessione sulle relazioni tra generazioni che si formano sottolineando il fatto che non si smette mai di imparare e forse sono proprio i figli, più giovani e con meno esperienze, che portano il genitore a riflettere sul proprio ruolo.

Valutazione di Erica Nobis: 8 su 10