Divine - La fidanzata dell'Altro

Divine - La fidanzata dell'Altro, recensione del film con Matilda De Angelis



'Divine- La fidanzata dell'Altro' è il film cui Matilda De Angelis e Callum Turner danno il via a una storia d'amore sullo sfondo di una Roma resa onirica dall'elezione papale. Peccato che il risultato non soddisfi i presupposti di base

di / 25.03.2021
Divine - La fidanzata dell'Altro

Matilda De Angelis è ormai sulla cresta dell'onda: dopo la sua partecipazione alla serie The Undoing e il recente passaggio sul palco dell'Ariston di Sanremo, l'attrice continua a inanellare progetti che sembrano voler mettere in mostra il suo talento istrionico. Il 25 marzo arriva allora Divine - La Fidanzata dell'Altro, pellicola in cui l'attrice recita al fianco di Callum Turner, in una Roma onirica e sospesa, che sembra voler trattenere il fiato in attesa che dalla basilica di San Pietro si levi una fumata bianca per annunciare l'elezione del nuovo papa.

La pellicola, scritta e diretta da Jan Schomburg, è infatti ambientata in una Roma dai colori estivi, in cui si aspetta l'elezione del nuovo pontefice nella Città del Vaticano. Per seguire l'evento viene spedito a Roma il giornalista americano Gregory (Turner), che tuttavia sembra forse il meno adatto al ruolo. Cinico e ateo, Gregory non crede nella religione, non crede in niente, figuriamoci in Dio e in tutto ciò che la Chiesa rappresenta. Nelle strade della capitale, però, il ragazzo incontra Maria (De Angelis), una ragazza che sta per farsi suora, sulla spinta di una vocazione che sembra il traguardo finale. L'incontro tra i due, così diversi e fermi su posizioni così opposte, fa nascere una scintilla, un sentimento serpeggiante che pian piano sembra voler prendere il sopravvento, mentre intorno ai due cominciano ad accadere fatti sempre più strani e assurdi.

Divine - La fidanzata dell'Altro si presenta ad un primo sguardo come una commedia romantica incentrata su due personaggi dalle mentalità opposte che, tuttavia, non riescono a tenere a freno l'attrazione e il sentimento che cominciano a provare l'uno per l'altro. Da questo punto di vista, coadiuvato da una Roma che preserva un che di magico e atemporale, il film di Schomburg avrebbe potuto funzionare. Tralasciando i problemi di doppiaggio, che appaiono alquanto evidenti allo spettatore, la chimica tra i due protagonisti funziona molto e ciò avrebbe potuto essere un elemento senz'altro di interesse, perché avrebbe spinto chi guarda a provare un senso maggiore di empatia. Il problema è che Divine sembra più interessato all'idea di far ridere che a raccontare la storia d'amore tra due persone.

Di certo sarebbe stato interessante vedere un film in cui la sceneggiatura tenesse contro anche di uno scontro ideologico che sembra essere alla base dell'incontro tra Gregory e Maria; ma pur volendo tralasciare questo aspetto e concentrarsi maggiormente sul lato romantico della storia, Divine avrebbe potuto dare molto scegliendo di portare in primo piano proprio la semplice storia d'amore tra due ragazzi. Sicuramente il film non avrebbe brillato per originalità, ma almeno si sarebbe presentato con una forte onestà al pubblico, che sicuramente avrebbe gradito. Al contrario, il regista e sceneggiatore si è sforzato di fare una commedia brillante che tuttavia non ha niente che brilla. La visione è infatti costellata di scene che sembrano quasi strizzare l'occhio alla farsa teatrale, e che rappresentano un'escalation verso un grado di assurdità sempre maggiore che, lungi dal far ridere lo spettatore, finisce con l'infastidirlo. È tutto portato così tanto all'eccesso che Divine finisce con l'essere involontariamente comico, in senso negativo. Lo spettatore si trova molto velocemente a perdere interesse per Gregory e Maria, per quello cioè che dovrebbe rappresentare proprio il cuore del film, il suo aspetto più riuscito. Il risultato dunque è una pellicola piatta, caotica e confusionaria, che rinuncia proprio a ciò che avrebbe potuto rappresentare il suo punto forte: le doti recitative dei due protagonisti nel raccontare una storia d'amore magica e onirica.

Valutazione di Erika Pomella: 5 su 10