Recensione Dominion 1x07 - Ouroboros



Ad un solo episodio dal season finale, 'Dominion' ci regala una puntata piena di colpi di scena. Il ritorno - atteso - di Gabriele porta alla luce altre menzogne, tradimenti e ribaltamenti di potere.

di / 15.08.2014
Recensione Dominion 1x07 - Ouroboros

Dove eravamo rimasti: Black Eyes Blue

Nell'ultimo episodio, Black Eyes Blue, avevamo assistito ad una sorta di presa di posizione da parte di Alex. Dopo aver fuggito le sue responsabilità così come il peso di essere il fantomatico prescelto, passo dopo passo il ragazzo ha accettato la sua natura e i suoi doni. Prima lo ha fatto per tentare di vendicare l'amica Bixbi, sbagliando però il bersaglio. In questo episodio, invece, lo vediamo usare i suoi poteri perchè vuole ridare all'amata Claire sua madre. Abbiamo infatti scoperto che la palla otto con cui aveva una relazione Edward altri non era che Clementine, la moglie del generale posseduta da un angelo debole e fragile, che si è fatto sedurre dall'amore dell'uomo. Ora Alex cerca, con l'aiuto di Michele, di dare il via ad un esorcismo, davanti ad un'allibita Claire. La ragazza, infatti, in un primo momento non credere che l'angelo che ha davanti sia sua madre, ma alla fine riesce a scorgere l'ombra della genitrice dietro gli occhi scuri e i denti aguzzi. E così Alex, con l'Apocrifo sottratto a Uriel e lo sguardo attento di Michele che reputa impossibile effettuare un esorcismo, prova a fare la cosa giusta. Il suo esorcismo, in un primo momento, sembra funzionare. L'angelo scompare e gli occhi di Clementine tornano ad essere dello stesso colore del mare: tra le lacrime la donna riconosce sua figlia, in un momento davvero pieno di commozione. Il momento, però, è estremamente fugace. Pochi secondi dopo aver ritrovato sua madre, Claire è costretta a vederla morire di nuovo. Qualcosa nel suo corpo collassa e, mentre Alex invoca l'aiuto di un immobile Michele, Claire capisce che non c'è niente che si possa fare. Così, canticchiando una ninna nanna, soffoca sua madre e, di conseguenza, una buona parte della sua umanità. Risentita con Alex, che l'ha illusa di poter riavere sua madre solo per costringerla, in un secondo momento, ad ucciderla, Claire è pronta a dichiarare guerra a Vega. Dopo aver salvato il posto di suo padre dalle grinfie di David Whele, ora è la ragazza stessa che complotta per deporre il generale Edward. Consapevole di essere cresciuta in un mondo pieno di bugie, intrighi e mezze verità, Claire è più che mai decisa a diventare la signora della città. Claire, comunque, non è l'unica "erede" pronta a mangiare il proprio genitore: William, infatti, è pronto a sottomettere suo padre. David Whele ha finalmente scoperto il doppio gioco di suo figlio, il leader degli accoliti di Gabriele all'interno di Vega. Quel bambino debole e fragile che ha sempre incolpato dello sterminio della sua famiglia ora, agli occhi di David, è ancora più colpevole: per essersi alleato con il capo di coloro che hanno distrutto la loro vita. Ma William ora non è più un bambino fragile che non riesce a trattenere le lacrime mentre è rinchiuso in un armadio. William ora è un giovane uomo che è convinto di agire per il bene di tutti gli uomini, un ingenuo che crede alle parole di Gabriele e che è pronto a tutto pur di raggiungere i propri scopi. E questo David lo sta per scoprire nel peggiore dei modi.

Cosa vedremo: Ouroboros

Alex non riesce ad accettare il fallimento ottenuto con l'esorcismo di Clementine, per questo sembra quanto meno ossessionato dall'idea di perfezionare la sua tecnica e il suo dono. Non vuole, infatti, che altri debbano provare quello che ha provato Claire. Michele è presente ad ogni tentativo e cerca di far ragionare il ragazzo, ma i suoi discorsi sembrano cadere nel vuoto. Intanto, però, Vega deve fare i conti con il ritorno all'attacco di Gabriele, che ci era incredibilmente mancato negli scorsi episodi. L'angelo, tramite la possessione, entra nel corpo di Louis, l'angelo neutrale che qualche episodio fa Michele aveva contattato per chiedergli di scegliere da che parte stare. La possessione di Gabriele ha un duplice scopo: da una parte riesce a portare alla luce tutti gli angeli neutrali che si nascondevano a Vega, di modo che gli umani non solo cominciassero a sospettare del buon Michele, ma che, spaventati a morte, ne facessero fuori il numero più ampio possibile. Dall'altra parte le vesti di Louis permettono a Gabriele di incontrare Alex, la vera arma segreta della guerra che si sta affacciando all'orizzonte. In questo modo l'angelo ha modo di parlare al ragazzo del suo mentore Michele, facendogli capire che non è tutto oro quello che luccica. Infatti, sia all'inizio che alla fine di Ouroboros ci viene presentato un flashback in cui è possibile spiare la vera natura di Michele. Come se questi pensieri non bastassero, Alex ha anche il "fardello" del suo cuore: escluso - almeno per il momento - dalla vita di Claire, il ragazzo finisce tra le braccia (e non solo!) di Noma, che sin dal primo episodio scodinzolava dietro Alex, facendogli gli occhi dolci e provocandolo come solo una donna estremamente sicura di se sa fare. In questo episodio finalmente Alex capitombola, ma non sa che la sua caduta avrà ripercussioni serie, dal momento che Noma non è esattamente quella che lui crede che sia.

Di angeli e di fratelli

Con il ritorno del nostro amato Gabriele sono tornate, in Dominion, le dinamiche più interessanti dell'intero show. Come abbiamo avuto modo di dire varie volte nel corso di queste recensioni, il vero punto centrale del telefilm non è tanto la guerra angelica, ma piuttosto le relazioni e i sentimenti che si vengono a instaurare tra i vari personaggi. In un mondo popolato da angeli è, paradossalmente, l'umanità a farla da padrone. Da una parte abbiamo Michele, che ci è stato presentato come il buono fin dal primo episodio, ma che non ha mai nascosto una certa vena oscura, ambigua, pentita. Un mentore per Alex, ma anche un continuo sfidante. Un angelo che mette in discussione qualsiasi cosa, tranne se stesso. E che, proprio per questo motivo, finisce per provocare chi gli sta intorno. Un angelo che si punisce e che non si sente all'altezza della donna che lo ama, come se lui fosse carne avariata, bruciata dalle fiamme velenose di un inferno che, di tanto in tanto, si affaccia sul volto di Michele. Dall'altro lato, invece, c'è un antieroe di shakespeariana memoria. Fin dal suo primo monologo Gabriele - nonostante risieda dalla parte dei cattivi (?) - è riuscito a irretire un numero imprecisato di spettatori. Per il suo accento marcato, per il sarcasmo che usa in tutte le sue faccende, per il macabro affetto che prova nei confronti di un fratello che vorrebbe uccidere. Gabriele è un orfano, un figlio amato che si trova di colpo senza padre, senza guida, senza una spiegazione logica che possa dare un senso ai suoi giorni. Ma allo stesso tempo è un guerriero potente, furbo, un degno principe machiavellico. E tra questi due poli, che sono molto più simili di quanto i due vorrebbero far credere, si erge una terza persona. Di certo non la supponente Uriel, traditrice di se stessa e del suo sangue. Sotto l'ombra di un Dio ormai scomparso, la persona che si frappone tra Michele e Gabriele è Alex, il Prescelto, colui che potrebbe fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Michele cerca di educarlo, ma in definitiva lo tratta quasi come uno sciocco, un bambino viziato che non sa stare al suo posto. Gabriele, invece, più subdolo, lo induce a parlare e, soprattutto, ad ascoltare. Lo invita a cercare il passato di Michele per sapere chi è veramente l'angelo che lo sta educando. Questo, legato al messaggio nascosto nei tatuaggi - che invitava Alex a non fidarsi delle persone che aveva intorno - spinge il Prescelto su un baratro di confusione. Sentimento, questo, che aumenta quando scopre che anche Noma, l'ultima amica che gli era rimasta a Vega, l'unica di cui pensava di potersi fidare, è un angelo al soldo di Michele. Bugie e sotterfugi si susseguono intorno ad Alex, isolandolo dal mondo e dagli altri esseri, umani o angelici che siano. Smarrito e arrabbiato, però, il ragazzo continua ad essere una sorta di pedina impazzita, che trotta da una parte all'altra di un ring ai cui angoli ci sono Gabriele e Michele: fratelli, amici, nemici. Orfani.

Il serpente che si mangia la coda

Il titolo dell'episodio, Ouroboros, si riferisce al simbolo che William Whele usa per sottomettere in modo definitivo un padre che non l'ha mai amato e, peggio ancora, non l'ha mai considerato degno di portare il suo cognome. Dopo aver passato tutta la vita alla spasmodica ricerca di una piccola briciola di accettazione paterna, William ha finalmente capito di essere un uomo a prescindere da suo padre. Ora che ha Gabriele come guida e come, per così dire, padre-surrogato, il ragazzo non ha più bisogno di cercare l'approvazione di un genitore che l'ha sempre e solo guardato con gli occhi velati da odio e delusione. Ecco perchè in Ouroboros lo vediamo prendere le redini di questo rapporto padre-figlio: dopo aver fatto a David un lungo discorso, in cui si evince che William non è (solo) un fanatico religioso privo di logica, William paragona suo padre al serpente che è al centro del simbolo dell'Ouroboros. Un serpente che si mangia la coda. Allo stesso modo David, così assettato di potere, è pronto a divorare qualsiasi cosa intralci la sua strada, compreso suo figlio. Ecco perchè William, per evitare di essere magiato, ha accettato di seguire Gabriele, un uomo che reputa degno della sua fiducia e della sua lealtà. E a questo punto anche a David è chiesto di fare una scelta: viene chiuso davanti al suo leone, e William gli spiega che l'animale rappresenta il suo ego. Per questo David dovrà scegliere: accettare di uccidere il leone, e quindi accettare di sottomettersi a suo figlio, oppure provare a sopravvivere, uccidendo William. L'episodio si chiude con l'immagine agghiacciante di un David ridotto quasi ad un vegetale, che accetta il brodo che un inquietante e sorridente William gli offre, come il più amorevole dei figli. La sottomissione è avvenuta.

Cosa ci è piaciuto:

• La rilettura del Diluvio Universale.
• Gabriele è tornato!
• La sottomissione di David Whele

Cosa non ci è piaciuto:

• Uriel.

Valutazione di Erika Pomella: 9 su 10
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