Doppio Amore (Amant Double), la recensione

Diretto da François Ozon, Doppio Amore è un thriller psicologico che tratta il tema del doppio attraverso una storia intrigante e inquietante al tempo stesso. Nonostante in generale sia un film ben realizzato, non riesce a convincere pienamente.

A causa di un problema di salute, Chloé (Marine Vacth) ragazza fragile e riservata, inizia un percorso di psicoanalisi. Il suo analista Paul (Jérémie Renier) è un uomo affascinate dai modi premurosi e gentili, in breve tempo Chloè finirà per innamorarsi di lui. I due iniziano quindi una relazione e tutto sembra andare per il meglio, fino a quando un giorno la ragazza nota per strada un uomo identico a Paul insieme ad un'altra donna. Da quel momento in poi, Chloé sarà determinata a scoprire cosa le nasconde l'uomo tra l'ipotesi di una doppia identità o di un fratello gemello segreto.

Doppio Amore (Amant Double) è un thriller psicologico diretto da François Ozon, presentato alla 70ma edizione del Festival di Cannes e tratto dal racconto "Lives of the Twins" di Joyce Carol Oates. Come indicato dal titolo stesso, il tema principale del film è il "doppio", visto sotto diversi aspetti, ma più nello specifico inteso come due identità quindi due gemelli. La protagonista Chloé, infatti, si ritrova a confrontarsi con due uomini identici ma dalla personalità estremamente differente: il primo è il suo fidanzato Paul un uomo mite e ed introverso, dal passato misterioso, il secondo è Louis, anche lui psicanalista, arrogante e molto sicuro di sé che si dichiara essere il fratello gemello di Paul, tenuto nascosto da quest'ultimo. Il "doppio" viene però inteso anche come espressione di una doppia vita, la stessa che Chloé inizia ad avere, intraprendendo una relazione clandestina con Louis, uomo che pare riuscire a colmare quel vuoto che Chloé ha quando è insieme al suo fidanzato e che le permette di concretizzare tutte le sue fantasie e desideri sessuali più estremi. 

Il film nella parte iniziale risulta sicuramente ben realizzato e riesce a creare la giusta dose di suspense e curiosità attorno al mistero sull'identità di Paul e Louis. Ozon infatti si rivela abile nel riuscire a confondere lo spettatore e non rendere mai del tutto chiaro ciò che la protagonista ha modo di vedere e comprendere sui due uomini o con quale dei due uomini si relazioni. Tuttavia, nonostante le buone premesse, con il proseguire delle vicende il film risulta poco convincente, soprattutto nel caso di alcuni aspetti onirici e psicologici della storia, che per quanto siano importanti, talvolta risultano superflui, troppo enfatizzati, e non sempre strettamente necessari ai fini della narrazione. Un altro problema si riscontra con il personaggio di Louis, il quale, nonostante sia comunque in generale ben caratterizzato e ben interpretato, in alcune delle scene in cui ha modo di manifestare la sua vera natura ed il suo carattere ambiguo e malvagio, appare spesso un pò troppo sopra le righe, smorzando così l'atmosfera di mistero ed inquietudine attorno a sé e portando lo spettatore ad intuire facilmente la rivelazione finale della storia. Nonostante ciò Doppio Amore è un film che presenta comunque anche diversi elementi positivi: le ottime interpretazioni del cast, nel quale spiccano in particolar modo i due protagonisti, l'eccellente fotografia e soprattutto la scenografia, curata nei minimi dettagli e in grado di rispecchiare alla perfezione le atmosfere del film, mettendo in risalto in modo particolare e suggestivo le diverse ambientazioni.

Valutazione di Cristina Gervasio: 7 su 10
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