Emma, recensione del film tratto dal romanzo di Jane Austen

È arrivato direttamente in homevideo senza passare dalla sala cinematografica 'Emma', nuova trasposizione del romanzo omonimo di Jane Austen per la regia di Autumn de Wilde.

di / 30.03.2020
Emma, recensione del film tratto dal romanzo di Jane Austen

Sarebbe dovuto arrivare al cinema Emma, pellicola tratta dall'omonimo romanzo di Jane Austen e diretto dalla regista Autumn De Wilde; tuttavia, complice anche la situazione attuale in cui tutte le produzioni hollywoodiane hanno subito uno slittamento riguardo le date di uscita di questo periodo tanto complicato, Emma arriva direttamente in streaming. La pellicola, infatti, si trova nel catalogo dei principali servizi di streaming (Chili, Google Play Movies, Apple iTunes Movies, Rakuten TV, ecc.), dove è possibile acquistare il noleggio a circa quindici euro.

Emma è tra i romanzi più noti della scrittrice regency per eccellenza, subito dopo Orgoglio e Pregiudizio e Ragione e Sentimento: negli anni '90 c'era già stata una trasposizione cinematografica che vedeva Gwyneth Paltrow vestire i panni che oggi sono andati alla giovane Anya Taylor-Joy, già vista nell'ultima stagione di Peaky Blinders e che si vocifera potrebbe essere la giovane Furiosa nel prequel di Mad Max: Fury Road a cui il regista George Miller starebbe cominciando a pensare. Nel corso degli anni, poi, ci sono state anche trasposizioni televisive sul piccolo schermo a dimostrazione di quanto sia conosciuta e amata questa storia di Jane Austen, tanto dall'essere diventato anche il motore di partenza di un film cult degli anni '90, Ragazze a Beverly Hills.

Per i più distratti (o i più giovani) Emma racconta la storia della giovane e bella Emma Woodhouse, una ragazza di nobili origini che nella vita ha tutto e viene considerata un po' il role model femminile dell'immaginario villaggio di Highbury. Proprio perché non le manca nulla, Emma è una ragazza che sotto le sue movenze e le sue gentilezze è talmente annoiata (specie dopo il matrimonio della sua governante) che decide di avere come obiettivo nella vita quello di organizzare matrimoni. È per questo motivo che decide di prendere sotto la sua ala la giovane Harriet Smith (Mia Goth), una ragazza di origini umili che accetta il consiglio della nuova amica di rifiutare la proposta di matrimonio dell'onesto Robert Martin, per cedere alla lusinga di credersi l'oggetto del desiderio di Mr. Elton (Josh O'Connor), il giovane parroco del villaggio. La tranquilla vita di Highbury, comunque, viene in qualche modo risvegliata dall'arrivo dell'affascinante Frank Churchill (Callum Turner, visto in Animali Fantastici - I Crimini di Grindelwald, nei panni del maggiore dei fratelli Scamander). Emma, che nel frattempo subisce il peso della competizione con la bella Jane Fairfax, subisce in qualche modo il fascino di Frank, che la porta a comportarsi in modo non appropriato al suo grado, portandola ai rimproveri da parte di Mr. Knightley (Johnny Flynn), cognato e buon amico della ragazza, che sotto la rabbia potrebbe forse nascondere un po' di gelosia per le attenzioni della bella ragazza.

Quello che viene sempre da chiedersi davanti ad una storia che viene trasposta sul grande schermo per l'ennesima volta è se ci fosse bisogno o meno dell'ennesima versione di una pellicola che aveva già affrontato la sala cinematografica. Il punto è che, come in ogni cosa, la settima arte cambia con il passare del tempo, così come mutano gli spettatori che si avvicinano ad un determinato progetto filmico. Quindi forse la domanda sulla necessità dell'esistenza o meno di un film può essere tramutata nel giusto interrogativo se la nuova trasposizione è in grado di parlare ad un pubblico diverso rispetto a quello delle versioni precedenti. Ecco allora che diventa fondamentale il lavoro che la regista Autumn de Wilde ha fatto dietro la macchina da presa, aggiungendo e/o togliendo scene che servono presumibilmente a portare Emma nel ventunesimo secolo, pur stando ben attenta a non tradire minimamente lo spirito dell'opera originale. La regista, infatti, aggiunge alla storia anche degli intramezzi che, se ad un primo occhio possono apparire come semplici esercizi di stule messi in campo a mo' di riempitivi, servono soprattutto a dare una dimensione più umana e insieme più contemporanea alla vicenda raccontata.

Ecco allora che ci sono delle inquadrature in cui si vede Emma seduta sul davanzale, o abbandonata su una sedia che non servono ad altro se non a dare uno spaccato della noia della vita aristocratica. Ma allo stesso tempo scene come quella in cui Mr. Knightley si sdraia a terra, come vittima di troppa passione, o quella che segue le feste natalizie nella pensione di Harriet Smith servono a dare un respiro più realistico ad una vicenda che, altrimenti, sarebbe potuta apparire molto più stereotipata agli spettatori di oggi. Ed è per lo stesso motivo che in una delle scene cardine della vicenda sentimentale di Emma Woodhouse vediamo la ragazza perdere del sangue dal naso. Un'aggiunta che può apparire grossolana ai puristi di Jane Austen, ma che di sicuro ha lo scopo di smorzare i toni romantici e melodrammatici tipici della tradizione regency che oggi apparirebbero forse un po' troppo smielati ed esagerati.

Il risultato è una pellicola che rimane fedele all'opera di Jane Austen, mantenendone invariati i punti focali e rispettando sia la rappresentazione della sua protagonista, forse tra le più problematiche quando ad empatia nela produzione di Jane Austen, sia quella tensione alla storia d'amore che è fondamentale per un universo in cui la coppia del romanzo è seconda soltanto a Mr. Darcy e Elizabeth Bennett.

Valutazione di Erika Pomella: 7 su 10
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