Escape Room

Escape Room, la recensione



Escape room è un thriller rivolto principalmente ad un pubblico giovane che intrattiene ma che sicuramente non lascia il segno.

di / 03.03.2019
Escape Room

Escape room è un thriller basato sul concetto, molto di moda negli ultimi anni anche qui in Italia, di chiudere un gruppo di persone dentro una stanza, lasciando a disposizione loro una serie di indizi più o meno difficili da capire che permettono di risolvere degli enigmi alla base del gioco per poter diventare il vincitore e uscire così dalla stanza. La pellicola, diretta da Adam Robitel, parte da questo presupposto e raggruppa degli sconosciuti che ben presto si ritroveranno a dover collaborare per uscire da un inferno che sembra non avevere fine. La Columbia Pictures ha già avviato il progetto per un sequel, confermando Robitel alla regia, con una data di uscita già fissata al 17 aprile 2020.

A sei persone, completamente sconosciute tra di loro e con storie di vita totalmente diverse, viene spedito un misterioso pacchetto contenente un gioco a forma di cubo. Il premio per aver capito il funzionamento dell'oggetto è un invito a partecipare ad una escape room e per il vincitore c'è in palio un premio in denaro di ben diecimila euro. Un'occasione che nessuno di loro può rifiutare. Parte così l'avventura dei sei protagonisti, fatta di indizi da scoprire e risolvere per poter passare alla stanza successiva, via via verso quella che promette di essere l'ultima e che decreterà il vincitore che dovrà necessariamente essere uno. Chi riuscirà ad arrivare alla fine di un gioco che sembrava innoquo ma che si rivelerà essere mortale?

Escape room si può riassumere come uno dei tanti esperimenti cinematografici realizzati per cavalcare l'onda della moda del momento. Le escape room negli ultimi anni sono diventate sempre più famose e hanno sempre più preso piede a livello mondiale, tanto da diventare uno dei passatempi preferiti di uscita tra amici. Se ne organizzano di tutti i tipi, quelli a tema cinematografico, favolistico, letterario e chi più ne ha più ne metta, e si cerca di creare quiz ed enigmi sempre più difficili per poter impegnare il più possibile la mente del giocatore. Così la produzione del film ha ben pensato di realizzare un thriller partendo proprio da questa idea, che alla base nasce come intrattenimento e passatempo, trasformandola invece in un incubo senza fine per i partecipanti. 

Niente di veramente innovativo, cambia solamente il presupposto di base ma la realizzazione è qualcosa di già visto, si pensi solo alla serie di Saw. Con la differenza che quella serie è diventata nel tempo uno dei pilastri del cinema horror e splatter moderno, in questo caso di sangue e di gore ce n'è ben poco e non crediamo proprio che l'opera finale possa diventare così famosa nel mondo cinematografico, così come è invece successo alla serie a cui è stata paragonata. E' un prodotto di puro intrattenimento per i più giovani che possono essere attratti dall'idea che uno dei loro passatempi preferiti possa trasformarsi in qualcosa di pericoloso. In questo senso la pellicola è ben realizzata, è piena di scene ad alta tensione e anche la scenografia, la scelta delle varie stanze in cui si muovono i personaggi, sono ben pensate e accattivanti. 

Valutazione di Giorgia Tropiano: 6 su 10