Final Portrait - L'arte di essere amici, recensione



Diretto e scritto da Stanley Tucci, Final Portrait - L'arte di essere amici, ci fa conoscere la figura dell'artista Alberto Giacometti attraverso il racconto dei giorni in cui ha dipinto il ritratto dello scrittore americano James Lord.

di / 14.02.2018
Final Portrait - L'arte di essere amici, recensione

Parigi 1964, Alberto Giacometti (Geoffrey Rush) artista di fama internazionale, chiede allo scrittore americano James Lord (Armie Hammer), suo amico, di poter realizzare un suo ritratto. Lord accetta volentieri la proposta, convinto di dover posare solo per poco tempo, Giacometti lavorerà invece per più di due settimane alla sua opera. Prolungando la sua permanenza a Parigi, Lord avrà modo di conoscere meglio l'amico, la sua vita, il suo modo di lavorare e di pensare.

Scritto e diretto da Stanley Tucci e basato sul romanzo autobiografico di James Lord "Un ritratto di Giacometti", Final Portrait, ci fa conoscere una parte della vita del pittore e scultore svizzero Alberto Giacometti, concentrandosi in particolar modo sui diciotto giorni in cui ha dipinto il ritratto dell'amico scrittore.

 Foto, immagini, locandine Final Portrait - L'arte di essere amici
Foto, immagini, locandine Final Portrait - L'arte di essere amici

Per parlarci dell'artista e permetterci di conoscerlo meglio, il regista pone l'attenzione principalmente sui momenti in cui Giacometti è al lavoro, mostrando così il suo modo di creare e di pensare e anche le difficoltà che talvolta si è trovato ad affrontare nel realizzare la sua opera, spesso a causa della sua personalità complessa e della sua costante ricerca della perfezione. Allo stesso tempo, si ha modo di conoscere il rapporto dell'artista con le altre persone, in particolare con la moglie e con Lord, al quale rivela molto di se stesso stando in sua compagnia.

La storia che ci viene raccontata in Final Portrait è sicuramente molto interessante, tuttavia il film ha in generale una struttura semplice e lineare, cosa che lo rende talvolta poco coinvolgente. Nonostante ciò risulta comunque ben realizzato, apprezzabile in particolar modo per la sceneggiatura e per le eccellenti interpretazioni dei due attori protagonisti. Da menzionare positivamente c'è inoltre la grande cura per i dettagli nella realizzazione delle scenografie e dei costumi.

Valutazione di Cristina Gervasio: 7 su 10
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