Ghost Stories, recensione del film con Martin Freeman

Ghost Stories è un film horror che spaventa ma solo in parte e che cade precipitosamente nel finale, lasciando con una sensazione di insoddisfazione.

Ghost Stories è un film horror diretto da Jeremy Dyson e Andy Nyman, i due autori anche dell'omonima opera teatrale, da cui la pellicola è tratta. Presenata per la prima volta al BFI London Film Festival del 2017, l'opera vede tra i protagonisti la presenza di Martin Freeman, oltre che come protagonista della storia lo stesso autore e regista Andy Nyman.

Il film racconta l'avventura del Professor Philip Goodman (Andy Nyman), uomo famoso per il suo profondo scetticismo nei confronti di tutto ciò che è sovrannaturale e anche per il programma che conduce dove smaschera coloro che si fanno passare per sensitivi. Un giorno, il suo predecessore, lo psicologo Charles Cameron, ritenuto scomparso da tempo, gli invia un pacchetto dove gli chiede di incontrarlo. L'uomo affida così a Goodman un incarico, ovvero di indagare su tre casi misteriosi che hanno a che fare con il paranormale, attraverso i quali è convinto che anche lui possa ricredersi. Così Goodman incontra tre differenti uomini ed entra in contatto con tre differenze esperienze sovrannaturali che cambieranno inevitabilmente il suo approccio alla cosa.

L'omonima opera teatrale da cui la pellicola è tratta è, ancora oggi, una delle pièce teatrali più spaventose che siano mai state create. Dopo aver esordito a Londra è arrivata anche a Toronto, Shanghai, Lima, Sydney e Mosca, ed è presto attesa in molti altri paesi del mondo. Ha avuto un grande successo di critica ed è un esempio moderno di teatro immersivo, crea molta attrazione dei confronti del pubblico che riesce a raggiungere livelli di suspense e tensione difficili da ottenere in un ambiente statico come quello teatrale. I due autori decidono così di fare il grande passo e riscrivere l'opera adattandola al mezzo cinematografico che è molto diverso da quello teatrale, perciò, da grandi appassionati d'horror quali sono, lavorano molto sulle possibilità, molto meno limitanti e più esplorative, offerte dal mezzo. 

Creano un'opera che si ispira ai film delle Amicus Anthologies degli anni '60 e '70, come Le cinque chiavi del terrore o La bottega che vendeva la morte e che omaggia anche le atmosfere tipiche delle pellicole di Dario Argento. Ghost Stories appare come un film horror con venature classiche e atmosfere tipicamente inglesi, riesce nell'intento di spaventare, con momenti di terrore e tensione alti ma oltre ciò non avvince quasi per nulla. Le storie raccontate, spesso grottesche più che spaventose, non tengono inchiodati sulla sedia e, sempre di più verso il finale, più che davanti ad un film horror sembra di essere davanti ad una storia non sense. Tutto ha una spiegazione nel colpo di scena finale ma questo non basta ad alzare il livello del film.

Valutazione di Giorgia Tropiano: 5 su 10
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