Gold, film con Zac Efron

Gold, recensione del film con Zac Efron


Gold è un survival thriller ambientato in un prossimo futuro in cui due uomini, viaggiando in una località desertica, fanno una scoperta che potrebbe cambiare loro la vita: una lotta contro i pericoli dell'ambiente circostante e allo stesso tempo contro l'avidità umana, con uno Zac Efron quasi irriconoscibile.

di / 25.06.2022
Gold, film con Zac Efron

Arriva dall'Australia una delle uscite cinematografiche dell'estate: si tratta di Gold, film d'azione e avventura diretto dall'attore e regista Anthony Hayes (tra i film in cui ha recitato, La luce sugli oceani e Animal Kingdom) che vi interpreta anche uno dei due protagonisti (ufficialmente accreditati come "Uomo Uno" e "Uomo Due").

La storia si svolge in un luogo imprecisato in quello che viene genericamente descritto come un futuro non troppo lontano da noi, dove un giovane uomo (Zac Efron) deve attraversare una vasta località desertica per raggiungere un misterioso luogo che promette di fornire una di quelle opportunità che capitano una sola volta nella vita; per arrivarci, deve farsi dare un passaggio da un uomo (Hayes) dai modi burberi e scaltri, a bordo di un'auto malconcia, in un viaggio della durata di diversi giorni. Durante una sosta nel bel mezzo del nulla, i due trovano per caso, seminascosta dalla terra e dalla sabbia, quella che si rivela come una gigantesca quantità di oro: è così pesante che non riescono a sollevarla, ma naturalmente non intendono rinunciare a quella che sarebbe una sicura e immensa fonte di ricchezza; così, il più giovane dei due uomini decide di restare a guardia dell'oro, mentre l'altro si recherà nella città più vicina per procurarsi un escavatore. Resistere da solo in pieno deserto si rivelerà dunque un'impresa non facile, mentre i giorni passano in attesa del ritorno dell'uomo, pressoché sconosciuto, da cui ormai dipende tutto l'esito dell'impresa.

Gold è quindi uno di quei film costruiti su una trama succinta, dall'impianto minimalista, con pochi dialoghi e pochissimi personaggi, che alle scene d'azione più fisiche coniuga la tensione mentale e psicologica: i pericoli da fronteggiare non sono solo quelli reali, concreti, come gli elementi naturali, gli animali selvatici, la scarsità di cibo e acqua, ma la storia nel suo complesso ci mostra la forza (o la debolezza) dell'uomo posto in circostanze estreme, e cosa sia disposto a fare e sopportare pur di raggiungere il suo scopo, in una sfida con se stessi e con gli altri che tira in ballo astuzia e avidità, speranze e illusioni, fiducia o al contrario diffidenza verso il prossimo.

Le riprese si sono svolte nell'Outback australiano, vasto e affascinante quanto insidioso luogo già sfondo di diversi film, sfruttando anche le vere tempeste di sabbia che investivano il set: questo sicuramente fornisce al film un certo fascino visivo, accentuato anche dalla fotografia che mette in risalto i colori del deserto, dotandoli spesso di un tono quasi spettrale, in certi momenti onirico, a sottolineare l'incubo crescente in cui si trova il protagonista.

Zac Efron, che si è lasciato da tempo alle spalle i ruoli più romantici che lo avevano reso famoso, (e che anzi è attualmente protagonista di una serie-documentario in cui gira il mondo, spesso a stretto contatto con la natura), qui si cala nel ruolo al punto da rendersi fisicamente irriconoscibile, con il volto e il corpo martoriati da sole, vento, sabbia, sangue e così via, per un personaggio di cui non sappiamo quasi nulla: vediamo che zoppica ma non ne viene mai svelato il motivo, possiamo ipotizzare che all'inizio del viaggio sia in fuga da un passato che vuole lasciarsi alle spalle, ma anche con il procedere della storia queste domande restano volutamente senza risposta, e manca dunque un vero e proprio approfondimento interiore, anche per quanto riguarda gli altri caratteri.

Gold è quindi un film che si può leggere anche come una parabola distopica sulla società e il futuro a cui è destinata in un mondo sempre più spietato e individualista, il cui risultato finale è un'opera non particolarmente innovativa o necessaria, ma apprezzabile dagli amanti del survival thriller.

Valutazione di Matilde Capozio: 6 su 10