Green Book
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Green Book, la recensione del film candidato all’Oscar


Green Book è la storia di un'amicizia che va oltre ogni confine, sia fisico sia mentale. Candidato a 5 premi Oscar, Green Book esce nelle sale il 31 gennaio.
Voto: 9/10

Fresco di cinque nomination ai prossimi premi Oscar, tra cui Miglior Film, Green Book è uno dei prodotti più interessanti presenti quest'anno tra i titoli protagonisti della stagione dei premi. Il film è stato presentato in anteprima in Italia alla Festa del cinema di Roma, riscuotendo un discreto successo di pubblico e critica e uscirà nelle sale il 31 gennaio. 

I protagonisti di questa grande storia d'amicizia non potrebbero essere più lontani tra loro. Tony Vallelonga è un italo-americano che crede profondamente nella famiglia e, per fare in modo che non manchi nulla né alla moglie né ai figli, lavora in un locale notturno fino a quando non si vede costretto a lasciare il lavoro e a rimettersi in gioco. Un'occasione immancabile gli arriva dalla proposta di un pianista di accompagnarlo come autista e guardia del corpo nella sua tournée che lo porterà in giro per gli Stati Uniti. Don Shirley, uno dei più bravi pianisti del tempo, è un colto uomo di colore facente parte di un trio di musicisti classici molto ben accolti dalla borghesia americana. Il colore della pelle e l'incommensurabile cultura di Don sono però un ostacolo per Tony che, a causa della sua poca apertura mentale, non riesce ad accettare il fatto di dover prendere ordini da uno come lui. La paga però attira Tony e i due inizieranno un viaggio pieno di ostacoli che li porterà ad avvicinarsi irrimediabilmente l'un l'altro. 

L'amicizia di Tony e Don è la vera storia di un legame profondo che ha visto come protagonisti Don Shirley e Tony Vallelonga, padre dello sceneggiatore e produttore del film, Nick Vallelonga. È stato proprio Nick a voler a tutti i costi realizzare Green Book, un film che potesse raccontare e omaggiare suo padre e il suo migliore amico Don. Fortunatamente la storia ha incuriosito il regista Peter Farrelly a tal punto che ha voluto assolutamente essere lui a realizzare questo film. Il maggiore ostacolo è stato trovare due attori talmente bravi da non sovrapporsi e oscurarsi a vicenda ma in grado di stimolarsi a tal punto da far emergere i due forti caratteri di Tony e Don. Fortunatamente Viggo Mortensen e Mahershala Ali erano disponibili per interpretare questi due grandi personaggi e sono riusciti appieno a trasportare sul grande schermo la grande amicizia e il lungo viaggio che i due hanno compiuto nel corso degli anni Sessanta. 

L'immediatezza e la fisicità che caratterizza Tony influenza la rigidità di Don, data dalla sua educazione classica ed europea. Tony è, dal canto suo, umile e poco aggraziato e per nulla sembrerebbe che i due potrebbero mai diventare grandi amici. È proprio il viaggio e l'essere confinati nell'abitacolo di una macchina azzurra che costringe i due uomini a confrontarsi e a relazionarsi con i diversi ambienti che si trovano davanti nel loro lungo viaggio. Negli anni Sessanta era ancora forte la tensione razziale negli Stati Uniti, soprattutto nella parte meridionale, ed è proprio in questi luoghi che il rapporto tra Tony e Don subisce un forte cambiamento. Tony capisce che l'apparente sicurezza di Don è solamente una maschera per nascondere dei forti problemi d'identità in quanto, a differenza di tutti gli afro-americani schiavizzati e maltrattati, lui è stato cresciuto nel lusso e non ha mai avuto il sentore di quella particolare condizione di vita. È Tony che, dalla sua piccola sfera di conoscenza, riesce a scuotere Don da questi pensieri e, aiutandosi vicendevolmente, nascerà una grande amicizia che rimarrà salda fino al giorno della morte di Tony e Don, risalente alcuni anni fa. 

La sceneggiatura, assieme alle interpretazioni fantastiche di Mortensen e Ali, è sicuramente l'elemento pregnante del film. L'on the road movie diventa l'espediente per la costruzione di un percorso di formazione che vede come protagonisti due uomini con un bagaglio importante già saldo sulle loro spalle: da una parte c'è Tony, che ha sempre lavorato per cercare di mantenere la sua famiglia e che non si è mai tirato indietro; d'altra parte invece c'è Don, un uomo che non ha mai potuto vivere la sua vita appieno, non ha mai commesso errori perché sempre incastrato in una sorta di bolla di vetro che gli impediva di capire e di sbagliare e che quindi aveva la percezione della vita dettata dalla perfezione.

Green Book è un film di amicizia, amore e passione che verrà ricordato per essere stato in grado di raccontare un periodo difficile come quello degli anni Sessanta e un tema importante come quello delle persecuzioni razziali in una chiave comica, in cui due nemici/amici riusciranno ad imparare solamente confrontandosi con l'altro.

Valutazione di redazione: 9 su 10
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