Hell Fest di Gregory Plotkin, la recensione



Natalie, Brooke e i loro amici decidono di andare a trascorrere la serata di Halloween presso l'Hell Fest, un festival horror itinerante che comprende un parco a tema horror con molte attrazioni all'interno. Non sanno però che qualcuno non aspetta altro che quella particolare serata per uscire di casa e compiere una strage.

di / 30.10.2018
Hell Fest di Gregory Plotkin, la recensione

Con l'avvicinarsi del giorno più pauroso dell'anno, Halloween, ci si chiede quale sarà il film da andare a vedere prima di trascorrere la serata per la città insieme ai propri amici e/o famigliari. Quest'anno esce al cinema Hell Fest, un ambizioso progetto diretto dal montatore di Scappa - Get Out Gregory Plotkin. 

L'Hell Fest è un festival dell'orrore itinerante che sta prendendo piede da qualche tempo soprattutto negli Stati Uniti. Durante questo festival, che viene allestito durante il periodo di Halloween, i ragazzi possono acquistare un biglietto per andare a divertirsi facendosi spaventare dal personale del parco. 

 Foto, immagini, locandine Hell Fest
Foto, immagini, locandine Hell Fest

È proprio in occasione di questo terrificante parco a tema che Hell Fest prende il via. Natalie decide di andare a trovare la sua amica d'infanzia Brooke ma non sa che, con la complicità della compagna di stanza, Brooke ha acquistato dei biglietti VIP per l'Hell Fest. Natalie, se in un primo momento appare titubante a causa della natura del festival, alla fine decide di accettare l'invito quando scopre che anche Gavin, un ragazzo che le piace, sarebbe venuto al parco con loro. Una volta arrivati presso il parco, i ragazzi non si accorgono di aver attirato l'attenzione di una persona che non ha alcuna intenzione di fargli scherzi paurosi ma che, al contrario, ha l'obiettivo di ucciderli tutti mimetizzandosi tra i travestimenti spaventosi della festa. 

 Foto, immagini, locandine Hell Fest
Foto, immagini, locandine Hell Fest

Nel corso del film i ragazzi dovranno affrontare diversi step che corrispondono a delle attrazioni del parco come, per esempio, un labirinto a tema liceale, il Carnevale del Diavolo, fino ad arrivare alle Deadlands, la città fantasma. Il killer li insegue ovunque, senza curarsi minimamente della possibilità di essere scoperto e sfruttando al massimo le potenzialità di una cornice come quella del parco a tema. Infatti, il killer vaga per il parco vestito come un normale partecipante, con abiti comuni e una maschera sul viso, e non introduce nessun'arma all'interno delle attrazioni ma si gestisce trovando quello che può all'interno del parco. 

Se Hell Fest avrebbe potuto avere grandi possibilità di successo soprattutto per l'originalità del tema e dell'ambientazione, la sceneggiatura e la regia sono le principali responsabili di uno dei flop più clamorosi del genere. Già dall'inizio del film si nota la debolezza e l'inutilità dei dialoghi recitati dagli attori che, anche se possono richiamare alcuni film di genere del passato, si perdono del tutto cercando di rendere moderna una maniera di fare horror ormai retrò e superata. In questo film non esiste un vero protagonista, anzi, forse l'unico personaggio che sembra avere un po' più di carattere è il killer che comunque è un costante richiamo alle icone del genere come Michael Myers o Jason Voorhees, senza una particolare personalità. 

 Foto, immagini, locandine Hell Fest
Foto, immagini, locandine Hell Fest

Con progetti come Hereditary, A Quiet PlaceScappa-Get Out, Halloween e il franchise di The Conjuring è mai possibile anche solo pensare di immettere sul mercato un prodotto come questo? Si tratta di un film che non parla assolutamente alla generazione a cui si rivolge, che utilizza un linguaggio (sia filmico che sceneggiato) scarno e ormai superato e che cerca addirittura di essere ambizioso aprendosi ad altri film del filone. Hell Fest non riesce ad avvicinarsi al genere in cui cerca di inserirsi semplicemente perché non trova dei punti forti che possano anche solo accostarlo ad altri titoli. Non esiste una trama precisa, non c'è un killer di cui valga la pena ricordarsi, i personaggi sono insulti e senza carattere, le scene degli omicidi si riducono a semplici esecuzioni neanche troppo splatter e, infine, la scena conclusiva porta lo spettatore al timore di un'ulteriore apertura verso un nuovo franchising di cui si potrebbe benissimo fare a meno.

Al cinema dal 31 Ottobre.

Valutazione di Erica Nobis: 3 su 10
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