Il talento di Mr. C

Il talento di Mr. C, recensione della commedia con Nicolas Cage e Pedro Pascal


Il Mister C del titolo è lo stesso Nicolas Cage, che interpreta una versione sopra le righe di se stesso in una commedia-action dal tocco giallo affiancato dal talento comico di Pedro Pascal.

di / 19.07.2022
Il talento di Mr. C

Nel firmamento delle star del cinema uno dei nomi ad essersi da tempo conquistato saldamente il suo posto è senza dubbio Nicolas Cage: all'anagrafe Nicolas Kim Coppola, il cambio di nome per evitare accuse di favoritismi legati allo zio Francis Ford, e quella fisionomia particolare, somigliante solo a se stesso, messa a frutto in una vasta e variegata filmografia che gli ha permesso di raggiungere una fama globale e trasversale, passando dalle commedie romantiche ai blockbuster d'azione, alternando opere d'autore a oscuri progetti diretti da registi esordienti o semisconosciuti, un premio Oscar accompagnato a un buon numero di stravaganze artistiche (dentro ma anche fuori dallo schermo). Al suo lungo curriculum adesso può aggiungere un altro ruolo: quello di….Nicolas Cage. Il talento di Mr. C, diretto da Tom Gormican (Quel momento imbarazzante) lo vede infatti interpretare una versione fittizia di se stesso, un attore dalla fama ormai in declino, che per di più si è separato dalla moglie e fatica a trovare un dialogo con la figlia adolescente; oltre a tutto questo, è tormentato da "visioni" in cui gli appare un'altra versione ancora di sé, più giovane e di successo, che lo affronta pungolandolo riguardo alla propria carriera. Cage sta quindi meditando il ritiro dalle scene e per guadagnare accetta, seppur controvoglia, l'offerta remunerativa di Javi Gutierrez (Pedro Pascal) un miliardario spagnolo, suo grande fan, che lo invita nella sua villa di Maiorca affinché partecipi come ospite d'onore alla sua festa di compleanno.

Dopo una certa riluttanza iniziale, Cage sta cominciando a fare amicizia con Javi, progettando perfino di realizzare un film con lui, quando viene contattato dalla CIA e informato che il simpatico miliardario cinefilo sarebbe in realtà un potente criminale coinvolto nel rapimento di una ragazza, e che dovrà essere proprio l'attore a collaborare con i servizi segreti per sventare il piano.
Il viaggio così si trasforma in un'avventura rocambolesca, con cui però il protagonista passa dalla rassegnazione disincantata all'eccitazione nel sentirsi, in fondo, parte di una storia adrenalinica e audace.

Date le premesse, era lecito aspettarsi un film ancora più autoreferenziale, metacinematografico e follemente demenziale di quanto poi si vede effettivamente sullo schermo: si tratta di una storia in cui un attore si presta autoironicamente a smontare il mito della tipica star del cinema, andandone a mostrare dubbi, insicurezze e goffaggini, ma non è proprio una satira sull'industria hollywoodiana. 

La trama infatti entra davvero nel vivo quando inizia la missione segreta di cui è incaricato il protagonista, per cui il film diventa essenzialmente un giallo d'azione con molti elementi comici che, per certi aspetti, sa anche di già visto: la sceneggiatura, infatti, ricorre a temi e situazioni tipiche del genere (dalla banda di cattivi alle persone care da mettere in salvo), ma non per scomporli o ribaltarli, si limita invece a riproporli in maniera abbastanza convenzionale.

Punto di forza del film sono i duetti tra Cage e Pascal, piuttosto trascurabili invece i personaggi secondari, tra cui la nostra connazionale Alessandra Mastronardi in un piccolo ruolo, mentre la regia mette spesso in risalto le location esotiche e pittoresche (anche se le riprese in realtà si sono svolte in Croazia al posto della vera Maiorca).

La storia contiene naturalmente citazioni e rimandi alla filmografia del protagonista, ed è proprio vedendo alcuni dei personaggi ammaliati da alcuni dei vecchi ruoli dell'attore, viene da pensare che però forse, a differenza di quei titoli divenuti dei guilty pleasures, Il talento di Mr. C dovrà faticare di più per assurgere allo status di cult.

Valutazione di Matilde Capozio: 6 su 10