Io sono Tempesta, la recensione

Io sono Tempesta è una commedia dai toni grotteschi e dissacranti che parla di problemi reali che affliggono la società di oggi ma senza alcun buonismo e senza puntare il dito.

Io sono Tempesta è la nuova opera di Daniele Luchetti, una dark comedy che mira a portare alla luce alcune delle problematiche che affliggono il nostro paese, e non solo, al giorno d'oggi, sottoponendo quindi allo sguardo dello spettatore molti spunti di riflessione ma lo fa con un tono decisamente comico, ironico e sarcastico virando spesso al politicamente scorretto. Per la realizzazione della pellicola si avvale di due nomi importanti oltre che due tra gli attori italiani di maggior talento, ovvero Marco Giallini ed Elio Germano, mescolando poi attori presi dalla strada e nuovi volti emergenti. 

Il film racconta la storia di Numa Tempesta (Marco Giallini) un ricco imprenditore italiano, uno degli uomini più ricchi al mondo, che costruisce alberghi di lusso dove risiede cambiando stanze, letti e location ma tutte le sue notti sono accumunate da insonnia e solitudine. Numa è un uomo totalmente senza scrupoli, che non ha problemi ha sporcarsi le mani pur di ottenere ciò che vuole ma è anche un uomo dal grande carisma e con un talento nel fiutare affari e soldi. Nella sua patinata vita da ricco un giorno, mentre sta per concludere un importante affare in Kazakhstan, viene condannato, a causa di una vecchia condanna per evasione fiscale, ad un anno di pena dai servizi sociali da scontare in un centro di accoglienza per poveri. Così Numa entrerà in contatto con un mondo completamente opposto al suo, dove non solo farà la conoscenza con persone che hanno una vita diversa dalla sua ma dovrà anche mettersi a loro disposizione. 

Daniele Luchetti realizza un'opera originale, mette in scena quelli che sono fatti reali, argomenti che troviamo quotidianamente sulla bocca di tutti, come la povertà sempre più dilagante, l'immigrazione, i senza tetto, il divario che cresce sempre di più tra i ricci e i poveri, l'importanza del denaro che vince su tutto, e li racconta come se fosse una farsa tragicomica, con un tono quasi fiabesco, con la sua divisione in atti. Il ruolo spesso protagonista della musica e l'assurdità con cui porta al limite estremo alcune situazioni contribuisce ad allontanare la storia dalla verosimiglianza, dallo stile realistico, che caratterizzava per esempio La nostra vita. Tutto ciò crea un effetto straniente nello spettatore, che si ritrova catapultato in qualcosa di diverso ma comunque divertente, con quelle risate che nascono da un'ironia perfida e dissacrante. Il problema è che, nonostante appunto alcuni momenti divertenti, il film rimane molto fine a se stesso, non coinvolge fino in fondo, la storia non ha momenti che restano nella memoria, insomma qualcosa che dimentichi una volta che le luci di spengono. Piccola nota è la bravura del giovane attore Francesco Gheghi, decisamente colui che spicca di più in talento tra i nuovi volti.

Valutazione di Giorgia Tropiano: 5 su 10
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