L'esorcismo di Hannah Grace

L'esorcismo di Hannah Grace, la recensione



L'esorcismo di Hannah Grace è un film che cerca di rientrare in un genere in particolare ma che non riesce ad arrivare all'obiettivo. Un ritmo sbagliato, poca paura e tanta confusione sono le caratteristiche principali di questo horror che esce nelle sale il 31 gennaio.

di / 01.02.2019
L'esorcismo di Hannah Grace

Megan viene assunta come supervisore notturno dell'obitorio dell'ospedale di Boston; il suo compito è quello di registrare i corpi che arrivano presso la struttura, fotografarli, prenderne le impronte digitali e riporli nei frigoriferi in attesa delle autopsie. Tutto sembra procedere per il meglio fino a quando non arriva il corpo della giovane Hannah Grace. Da quel momento Megan dovrà affrontare battaglie sia fisiche che mentali per riuscire a sopravvivere e a salvare più persone possibili.

L'esorcismo di Hannah Grace arriva al cinema a distanza di 14 anni da L'esorcismo di Emily Rose, film che riscosse molto successo tra pubblico e critica e che trattava della possessione demoniaca di una giovane studentessa. Ma se il film del 2005 era lineare e poco scontato, la storia che segue Megan durante le prime notti di lavoro è tutt'altro che interessante e paurosa. Assistiamo alla pratica esorcista di Hannah Grace effettivamente solo nell'incipit del film e questo indica già un problema se associamo la traduzione italiana del film a quello che è lo sviluppo della storia stessa. Infatti, la trama affronta quella che è la "possessione" della ragazza e non l'esorcismo in quanto tale (da notare che il titolo originale è The Possession of Hannah Grace). Ma fin qui, un errore di traduzione potrebbe risultare più che "normale". 

Il film di Van Rooijen presenta diversi problemi strutturali. Innanzitutto la trama che dovrebbe reggere l'intero processo narrativo non è forte abbastanza; la sceneggiatura presenta dei buchi di non poco conto e quelle che dovrebbero essere delle sorprese atte a rafforzare personaggi e azioni si rivelano scontate. È mai possibile che una ragazza insicura e problematica come Megan riesca ad affrontare senza troppi problemi la situazione critica e spaventosa che sta vivendo nei sotterranei dell'ospedale? Ma questo non è niente in confronto all'inutilità dei personaggi secondari che ci vengono presentati e la cui impronta nella trama del film risulta totalmente assente. 

Il demone che possiede il corpo di Hannah Grace si fortifica uccidendo altre persone e questa entità sceglie di andare proprio in un obitorio dove la possibilità di incontrare persone in vita è alquanto scarna? In questo film sembra di assistere a una vicenda del tutto surreale quando il bello dei film che trattano l'argomento è che sono supportati o da vicende realmente accadute oppure sono basate su fatti che, se creduti, potrebbero essere reali. Il bello di film come L'esorcista oppure L'esorcismo di Emily Rose è che facevano paura anche una volta usciti dalla sala perché raccontavano di storie verosimili, persino documentate. Ed è per questo che Friedkin ha sempre sostenuto che L'esorcista non è semplicemente e "solo" un film horror ma è una storia vera che fa paura allo spettatore perché potrebbe capitare a chiunque. In questo caso invece sembra tutto fuorché possibile: il demone che si cura mangiando le altre persone sembra la Mummia della  famosa trilogia mentre l'obitorio e la situazione in generale sono un acuto riferimento all'horror Autopsy del 2017. Tanti begli spunti che però assemblati in questo modo cozzano incredibilmente. 

Anche la regia e i casting che sono stati fatti non aiutano di certo la buona riuscita del film. I jump scare presenti si possono contare sulle dita di una mano, o anche meno, e la regia troppo "ferma" e poco "dentro" al film fa in modo che lo spettatore sia sempre molto distaccato rispetto alla storia che si sta cercando di raccontare. La scelta di far interpretare la protagonista Megan a Shay Mitchell (Pretty Little Liars, You) probabilmente non è stata una delle migliori. Assieme alla regia poco immersiva, è proprio la protagonista che dovrebbe fare in modo che lo spettatore si possa calare nei suoi panni ma in questo caso non è così. La Mitchell risulta poco espressiva e poco spaventata dalla situazione; l'escalation emotiva cui dovrebbe andare in contro non si percepisce perché l'espressione sconcertata che ha dopo le prime avvisaglie del pericolo è sempre la stessa fino alla fine del film, quando invece dovrebbe essere più sconvolta e impaurita perché conosce la "cosa" che sta tormentando lei e i suoi amici. 

Insomma, L'esorcismo di Hannah Grace è un film completamente fuori tempo, che non aggiunge nulla al genere di riferimento e che tradisce persino il ritmo, elemento fondamentale per creare suspense in un film appartenente a un genere che chiede e reclama questa caratteristica per poter funzionare.

Valutazione di Erica Nobis: 4 su 10