L'età giovane, la recensione

I fratelli Dardenne tornano al cinema per raccontare la vita del giovane Ahmed, un ragazzo musulmano molto vicino al fanatismo religioso che viene rinchiuso in un istituto dopo aver tentato di uccidere la sua insegnante. Il ragazzo dovrà affrontare se stesso in una lotta interiore complicata che lo porterà a dubitare più volte della sua persona e dei pensieri che gli verranno in mente.

di / 31.10.2019
L'età giovane, la recensione

Dopo aver vinto il premio per la Miglior Regia al Festival di Cannes, l'ultimo lavoro dei fratelli Dardenne arriva in Italia presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella città.

L'età giovane (Le Jeune Ahmed) racconta di Ahmed, un giovane musulmano che vive in Belgio, mentre si trova in un momento particolare dell'adolescenza a doversi dividere tra la sua religione e gli istinti che emergono richiamati dalla vita. Vicino a un'idea molto radicale della sua religione, Ahmed viene portato in una struttura controllata dopo aver tentato alla vita della sua insegnante. In quest'occasione incontra Louise, figlia di un fattore presso il quale Ahmed svolge attività di recupero, la quale, con il passare dei giorni, si innamora del giovane. Ahmed però si trova continuamente combattuto tra la volontà di essere un buon musulmano e il desiderio che comincia a farsi breccia dalla corazza che si era costruito negli anni.

L'età giovane è un film molto potente, capace di far immergere lo spettatore in una realtà apparentemente tanto lontana ma in realtà molto comune. Non è prettamente un film sulla religione, i Dardenne adottano questo dualismo tra vita e religione solamente per trarne un esempio contemporaneo, moderno, ma in realtà la vita di Ahmed è molto simile a quella di moltissimi adolescenti che, arrivati ad un certo punto della vita, si trovano costretti a fare delle scelte, le prime di una lunghissima serie. L'accento che i due registi pongono sul fanatismo di cui Ahmed è affetto risulta l'elemento più forte dell'intera messinscena. Le decisioni che Ahmed prende durante tutto il film sono così forti e impensabili da renderle realistiche e stranamente fattibili. D'altronde chi si sarebbe mai potuto immaginare che l'11 settembre 2001 due aerei potessero schiantarsi contro le Twin Towers? Eppure il fanatismo religioso trova modi assurdi per operare, per di più se è la mente di un ragazzino ad elaborare dei piani per eliminare le persone "scomode" della società. I Dardenne, con la loro grande abilità di saper raccontare da vicino la psiche e le situazioni di persone comuni, riescono anche in questo caso a farci conoscere, mettendoci sullo stesso piano dei protagonisti, la vita di una persona paradossalmente tanto comune come quella di Ahmed.

Ne L'età giovane non esiste possibilità di redenzione, il fanatismo che Ahmed segue arriva veramente all'apice dell'assurdo ma, anche quando più persone cercano di fargli cambiare idea, sembra che la mente del giovane musulmano sia totalmente devota a un'ideale che lo porterà a vivere una vita frenata e costellata da dolore e delusioni.

Al cinema dal 31 ottobre distribuito da Bim Distribuzione.

Valutazione di Erica Nobis: 7 su 10
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