La nave sepolta

La nave sepolta, recensione del dramma storico con Carey Mulligan e Ralph Fiennes



La ricostruzione di una scoperta archeologica avvenuta alla vigilia della Seconda guerra mondiale, e la storia delle persone che vi contribuirono.

di / 31.01.2021
La nave sepolta

La nave sepolta, disponibile su Netflix, ricostruisce la vicenda degli scavi di Sutton Hoo, in Gran Bretagna, che portarono alla luce ritrovamenti archeologici di immenso valore, in un momento cruciale per la nazione e per il mondo intero. La storia prende avvio nel 1939, quando Edith Pretty (Carey Mulligan), una vedova proprietaria di un terreno nel Suffolk, assume un esperto di scavi e archeologo autodidatta, Basil Brown (Ralph Fiennes), per scoprire se sotto alcuni cumuli di terra nella sua proprietà si nasconde qualcosa di importante. All'inizio scettico, Brown finisce invece per scoprire qualcosa di inaspettato, che attrae l'attenzione di esperti e responsabili di musei, così, mentre il sito archeologico inizia a popolarsi di altre figure, la minaccia della Seconda guerra mondiale incombe sull'Inghilterra.

La nave sepolta si basa sul romanzo The Dig di John Preston (lo stesso autore di A Very English Scandal, da cui l'omonima miniserie con Hugh Grant) e a dirigere questo adattamento cinematografico è Simon Stone, giovane regista australiano.

Sono tanti gli avvenimenti e i concetti che si intrecciano in questa storia: ci sono i resti di un passato sepolto che vengono riportati alla luce, testimonianza e memoria di un'antica civiltà che viene così conservata e tramandata nei secoli, e c'è il presente con la prospettiva di un futuro incerto, con la guerra imminente e un popolo chiamato a compiere sacrifici e scelte difficili. Il film esplora poi anche le vicende personali dei suoi protagonisti, affrontando temi come il lutto, la malattia, le turbolenze coniugali (specie per quanto riguarda il personaggio di Lily James, che arriva nella seconda metà del film), le famiglie incomplete, mescolando fatti e personaggi reali ad altri inventati, prendendosi diverse libertà anche dal punto di vista anagrafico. Con tanti spunti da esplorare, il film si allontana dal rischio di essere un resoconto piatto e didascalico di una vicenda storica, ma non mantiene sempre un perfetto equilibrio nella narrazione: ci sono alcune ellissi e situazioni che vengono appena accennate, senza essere poi portate avanti, la regia perde di ritmo in alcuni momenti, mentre in altri carica sull'enfasi. 

Sorretto dalle interpretazioni di Carey Mulligan e Ralph Fiennes che danno vita in modo convincente ai loro personaggi, La nave sepolta ha valore anche nell'esaltare il contributo di coloro (tra cui lo stesso Basil, il cui nome, apprendiamo in coda, non fu menzionato per anni) che si impegnano per restituire al mondo tesori nascosti perché possano essere ammirati.

Valutazione di Matilde Capozio: 6 su 10
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