La paranza dei bambini

La paranza dei bambini, la recensione (Berlinale69)



In concorso alla Berlinale 69 e in uscita nelle sale italiane il 13 febbraio, La paranza dei bambini è l'adattamento dell'omonimo romanzo di Roberto Saviano edito da Feltrinelli.

di / 12.02.2019
La paranza dei bambini

Tratto dall'omonimo romanzo di Roberto Saviano edito da Feltrinelli, La paranza dei bambini racconta di un gruppo di ragazzini quindicenni del quartiere Santità di Napoli che, cresciuti insieme per strada, decidono di riunirsi in una piccola gang per diventare i "guardiani" del loro quartiere e per proteggere i loro famigliari dai ricatti della camorra. Se inizialmente l'intento di Nicola era quello di mettersi in gioco per non far pagare alla madre lavandaia il pizzo, la sua missione si tramuta ben presto nella voglia di prendere il posto del boss del quartiere per mettersi in tasca denaro e per essere riconosciuto come uno dei membri del clan di Santità. I problemi però in quel mondo sono dietro qualsiasi angolo e bisogna essere pronti a saper sacrificare ogni cosa per ottenere quello che si desidera. 

Diretto da Claudio Giovannesi, La paranza dei bambini affronta un tema difficile come quello della criminalità minorile che, sempre di più, si sta insinuando nelle periferie delle grandi città. I ragazzi rappresentati provengono tutti dallo stesso ambiente sociale e, per questo, quando vedono dei soldi "facili" sono propensi ad avvicinarsi alle persone in grado di procuragli questo tipo di accesso. È infatti per questo che Nicola inizia ad avvicinarsi alla camorra, col desiderio di sollevare la madre e tutti i commercianti dall'ingente impegno di versare il pizzo al boss del quartiere. Quando però le cose sembrano andare per il meglio, Nicola e i suoi compagni trovano facile accesso al potere e, con l'ausilio di alcuni aiuti da altri rioni, prende il comando del luogo senza troppa difficoltà. Anche se i ragazzi sembrano pronti a tutto e preparati a qualsiasi evenienza proprio come i loro "colleghi" adulti, Giovannesi non manca di ricordare al pubblico che questi piccoli boss sono solo dei bambini che giocano a comportarsi da adulti. I colpi mancati, gli incidenti di percorso, i piani all'apparenza semplici ma del tutto improvvisati sono soltanto alcune delle avvisaglie che il regista ci mostra. Questi ragazzi giocano ancora ai videogiochi, passano le giornate davanti alla tv, i soldi che guadagnano li spendono per comprarsi l'ultimo paio di scarpe alla moda e imparano a sparare con delle armi di precisione guardando dei banali tutorial su youtube. Ma è anche la voglia di apparire tipica di questa particolare generazione che Giovannesi ci mostra: i selfie con i figli del boss, con le pistole in mano, i tatuaggi, i mobili appariscenti, le parate in motorino, i tavoli riservati in discoteca, sono tutti indizi che raccontano un'età e un comportamento preciso, raccontano l'adolescenza quando sullo sfondo c'è la camorra.

Il protagonista Nicola, interpretato dal giovanissimo Francesco Di Napoli, è il personaggio cardine di questa vicenda. La camera da presa è quasi sempre su di lui e la sua vita è quella che il regista e lo sceneggiatore (Roberto Saviano) hanno deciso di far vivere anche allo spettatore. L'espressività pura di Di Napoli è una delle carte vincenti di questo film che, pur raccontando di un argomento trito e ritrito, è capace di essere innovativo e ricercato. Gli occhi di Nicola sono lo specchio della sua anima, ci comunicano che la facciata da boss mafioso è semplicemente una maschera e ci dicono che in realtà lui è ancora un bambino che litiga ancora con il fratellino per le crostatine da mangiare. È anche per questo che Nicola decide di indossare un'ulteriore maschera per compiere un atto deplorevole e, una volta lavata via, i suoi occhi testimoniano la sofferenza che prova dentro. La sua innocenza persa troppo presto lo porta a voler lasciare il piccolo fratello fuori dal suo "giro" e alla fine non sogna altro che andarsene da Napoli per vivere una vita spensierata in un altro posto dove ci si diverte e basta, senza troppi problemi. Ma Nicola si è spinto troppo oltre e imparerà presto che le complicazioni non possono essere evitate semplicemente andandosene e non ritornando più.

La paranza dei bambini, distribuito da Vision Distribution, uscirà nelle sale italiane a partire dal 13 febbraio. 

Valutazione di Erica Nobis: 8 su 10