La terra dell'abbastanza, la recensione

Mirko e Manolo sono due ragazzi che vivono la loro adolescenza a Tor Bella Monaca, nella periferia di Roma, tra scuola, ragazze e divertimento. Una notte però succede qualcosa che cambierà per sempre la loro vita.

Manolo e Mirko sono una coppia di amici che vive a Tor Bella Monaca, nella periferia di Roma. La loro vita si alterna tra la frequentazione delle lezioni alla scuola alberghiera, le piccole conquiste sentimentali e i piccoli lavoretti atti a racimolare qualche soldo da portare a casa. Tutto questo è  per i due uno stallo temporaneo che, sperano, li porterà in futuro a realizzare il loro desiderio più grande: diventare dei barman professionisti. Durante quella che doveva essere una notte di divertimento come tutte le altre accade però un fatto che segnerà per i due il punto di non ritorno e che li porterà a vivere a stretto contatto con la criminalità organizzata. 

La terra dell'abbastanza è il primo film dei fratelli D'Innocenzo ed è stato presentato durante il Festival del Cinema di Berlino nella sezione Panorama accogliendo molte critiche positive. La storia di Mirko e Manolo potrebbe essere quella di un qualsiasi ragazzo che si trovi da solo ad affrontare per la prima volta i problemi della vita in un quartiere alle porte di Roma dove la strada potrebbe prenderla chiunque. Le famiglie di Manolo e Mirko, pur essendo completamente diverse l'una dall'altra, si ritrovano in una situazione economica per niente favorevole e, se da parte di Mirko la mancanza di denaro cerca di essere colmata in tutti i modi dalla madre, per Manolo non rimane nient'altro da fare che provare a guadagnare più che può anche affidandosi alle frequentazioni losche del padre, malato di gioco. 

L'ingresso nella criminalità organizzata segna il punto di svolta per i due ragazzi, sino a quel momento sempre uniti e pronti a difendersi a vicenda.  Manolo sembra accettare senza alcun riserbo anche i compiti più riprovevoli cercando anche di tranquillizzare Mirko sulle possibili conseguenze dei loro gesti. Questo comportamento viene anche giustificato dal padre che, anzi, è proprio colui che cerca di avvicinare il figlio all'ambiente malavitoso e, nel film, si nota la sua assenza totale dalla vita del figlio. Mirko entra nel giro non perché sia avido di denaro ma perché si accorge delle problematiche di salute della madre, donna single abbandonata sia dal padre di Mirko che dal padre della sua secondogenita. È in quel momento che Mirko si rivolge al suo amico Manolo per entrare anche lui nella cerchia. Mirko però, al contrario dell'amico, soffre visibilmente per quello cui è costretto ad assistere e che è obbligato a fare. Il ragazzo conserva ancora una morale ma in qualche modo la nasconde quando si trova a stretto contatto con Manolo. 

L'elemento che più colpisce ne La terra dell'abbastanza è che tutto quello che vediamo e sentiamo sembra rubato alla realtà: i due ragazzi, le scenografie utilizzate per arricchire e rendere vive le case dei due giovani, i covi dei malavitosi, la stessa sceneggiatura e la regia che segue i due ragazzi come fossero i protagonisti di un documentario; insomma, sembra tutto vero. Pur trattandosi di un film veramente ben fatto e ben girato, La terra dell'abbastanza ha l'unico "difetto" di essere uscito dopo i tanti altri film di genere italiani e purtroppo il confronto emerge immediatamente. Dalla coppia di ragazzi che ricorda tanto Alessandro Borghi e Luca Marinelli in Non essere cattivo e le due "tigri" di Ammore e Malavita, al quartiere che fa da sfondo a questa vicenda che è lo stesso di Lo chiamavano Jeeg Robot, agli ambienti malavitosi e alle amicizie sbagliate presenti nel film e nella serie di Suburra, insomma, tutti questi elementi rendono il film dei fratelli D'Innocenzo meno originale di quello che avrebbe potuto essere se titoli come questi non avessero avuto il successo e il clamore che hanno ricevuto dopo la loro uscita. Rimane il fatto che la freschezza dei due attori protagonisti, Andrea Carpenzano e Matteo Olivetti, e il realismo con il quale i D'Innocenzo raccontano questa vicenda toccante siano caratteristiche così interessanti da rendere questo film all'altezza dei grandi titoli citati in precedenza e comunque un prodotto singolare nel panorama italiano contemporaneo tenendo conto del fatto che si tratta pur sempre di un'opera prima. 

La terra dell'abbastanza sarà al cinema dal 7 Giugno.

Valutazione di Erica Nobis: 8 su 10
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