La vita straordinaria di David Copperfield, recensione del film

Il celebre romanzo di Charles Dickens torna al cinema con un cast all star che vede in prima linea Dev Patel, al centro di una serie di avventure folli, colorate e surreali.

di / 10.10.2020
La vita straordinaria di David Copperfield, recensione del film

Uno dei personaggi più celebri della letteratura torna al cinema con La vita straordinaria di David Copperfield, adattamento del classico dickensiano che ripercorre la storia del protagonista dalla nascita fino alla maturità: l'infanzia nella bella villa di campagna e poi il trasferimento a Londra, l'affettuosa governante e il malvagio patrigno, il lavoro in fabbrica e gli studi in collegio, le amicizie, gli amori, tutte le vicende che ne costituiscono la movimentata esistenza.

David Copperfield viene spesso definito il capolavoro di Charles Dickens, la sua opera preferita nonché la più autobiografica, che ha già avuto diverse trasposizioni, principalmente in miniserie per il piccolo schermo, data anche la lunghezza del romanzo originario, che conta più di seicento pagine.
Questa versione, diretta dallo scozzese Armando Iannucci (Morto Stalin, se ne fa un altro) oltre quindi a comprimere e ridurre gli eventi narrati nel libro per restare entro le due ore, punta su un approccio che esalta gli aspetti più comici della storia: la parabola di David Copperfield diventa così una storia dagli echi fiabeschi, che si snoda con un tono surreale, a tratti onirico, un viaggio popolato di personaggi spesso stralunati e sopra le righe, che ricorda lo stile di Tim Burton, con in più una cornice di impianto teatrale.

È una scelta stilistica anche quella di affidare la storia a un cast multietnico, in cui il protagonista Dev Patel è affiancato da una serie di nomi prestigiosi, come Hugh Laurie, Tilda Swinton, Gwendoline Christie, Peter Capaldi, Benedict Wong, solo per citarne alcuni.

Con un ricchissimo e accurato lavoro nel reparto tecnico, La vita straordinaria di David Copperfield è un film che si muove veloce attraverso l'Inghilterra del XIX secolo, un racconto per immagini colorato e vivace, con alcune trovate originali e riuscite; la storia inoltre è anche un omaggio al potere della scrittura e della parola, soprattutto in quanto mezzi per trovare ed esprimere la propria voce e affermare così il proprio posto nel mondo.

Questo lavoro di modernizzazione della vicenda si limita però principalmente all'aspetto estetico e formale, mentre della trama rimangono soprattutto quegli elementi senza tempo che non tracciano un parallelo con il presente e la società attuale. Il risultato finale è quindi quello di un film per tutta la famiglia, che punta su una grande ricchezza visiva, personaggi bizzarri e tematiche eternamente universali.

Valutazione di Matilde Capozio: 7 su 10
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